Fatto di sangue di Gravesano, dallo stalking alla coltellata

Approderà domani in aula penale il caso dell’accoltellamento avvenuto lo scorso 22 settembre in un parcheggio di Gravesano. Come riferito lo scorso 5 giugno dal Corriere del Ticino, la procuratrice pubblica Petra Canonica Alexakis ha firmato l’atto d’accusa nei confronti del 52.enne italiano che quella sera aveva ricevuto le coltellate, la cui posizione si era aggravata nei giorni immediatamente successivi al fatto di sangue. L’uomo comparirà quindi da domani di fronte alla Corte presieduta dal giudice Amos Pagnamenta (a latere Renata Loss Campana ed Emilie Mordasini) per rispondere di una lunga lista di reati: tentato omicidio intenzionale (per i fatti di Gravesano); lesioni semplici qualificate (nei confronti dell’ex moglie); coazione; minaccia; ingiuria; ascolto e registrazione di conversazioni estranee ed abuso di impianti di telecomunicazioni. Nei confronti dell’imputato, difeso dall’avvocato Olivier Ferrari, la pubblica accusa chiederà una pena superiore ai cinque anni di carcere: la Corte sarà dunque composta anche dagli assessori giurati. La posizione dell’altra persona coinvolta, pure lui un 52.enne italiano della regione, è invece ancora aperta. L’uomo è a piede libero. Nei suoi confronti il giudice dei provvedimenti coercitivi aveva disposto misure sostitutive dell’arresto.
Un contesto familiare teso
Il fatto di sangue ha origine da un contesto familiare privato, legato a una separazione conflittuale e rapporti tesi tra le parti. Ed è proprio questo contesto che avrebbe portato al diverbio nel parcheggio tra due cittadini italiani. Ad avere la peggio era stato l’uomo che comparirà a processo domani, il quale aveva riportato ferite serie ma non tali da metterne in pericolo la vita. Quest’ultimo è l’ex marito di una donna al centro degli attriti privati citati poc’anzi, mentre l’autore delle ferite è il fratello di lei. Quest’ultimo ha sostenuto di aver agito in un contesto di legittima difesa in quanto l’ex della sorella avrebbe tentato di aggredirlo con un bastone. I primi accertamenti avevano portato al suo fermo. Le ipotesi di reato a suo carico sono di tentato omicidio e di tentate lesioni gravi. Dalle indagini era però emerso anche altro: ossia che l’uomo che aveva ricevuto le coltellate avrebbe avuto atteggiamenti persecutori nei confronti della ex moglie; per questo il lavoro degli inquirenti si era concentrato anche sulla sua posizione. L’ex marito, era emerso, avrebbe seguito gli spostamenti della donna con attività di pedinamento oppure con tecnologie di localizzazione. Per questo era stato arrestato pochi giorni. L’atto d’accusa nei suoi confronti comprende quindi sia i fatti di Gravesano, sia le questioni familiari emerse in sede d’inchiesta.