Fazzini: «Power-play inaccettabile, non deve più capitare»

«Siamo solo all’inizio e bisogna lavorare su tutto», dice Tomas Mitell alla vigilia di Kloten-Lugano, in programma alla Swiss Arena. È però inevitabile che tra i temi affrontati negli ultimi allenamenti, in casa bianconera, ci sia stato soprattutto il power-play. Al debutto contro il Ginevra è arrivata una bella vittoria, frutto di un convincente gioco a 5 contro 5. Ma in superiorità numerica il Lugano ha fatto solo disastri, subendo due reti e concedendo un rigore, poi neutralizzato da Schlegel. «In quelle situazioni avremmo dovuto agire meglio, ma non ingigantiamo i problemi del power-play. Nel complesso sono contento della nostra prestazione», afferma il coach liquidando il discorso. È più severo Luca Fazzini, uno degli specialisti del power-play: «Ciò che è successo martedì non è accettabile e non dovrà ricapitare», ammette il ticinese, fornendo anche una spiegazione: «Con l’uomo in più non siamo riusciti a tenere il disco quando ci siamo trovati sotto pressione. Abbiamo fatto delle letture sbagliate. Il Ginevra è stato furbo, ma avremmo dovuto mantenere la calma, senza speculare eccessivamente, perché ormai ogni squadra affronta il penalty killing con l’idea di provare a segnare».
Per correggere subito il tiro, ieri Mitell ha messo mano alla seconda unità di power-play, togliendo Aleksi Peltonen e inserendo un secondo difensore al fianco di Alatalo: David Aebischer. Canonica, Kupari e Innala hanno completato il quintetto, mentre nel primo si sono rivisti Thomson, Sanford, Thürkauf, Lycksell e ovviamente lo stesso «Fazz»: «Abbiamo provato soluzioni diverse, vedremo se funzionerà», conferma il tecnico in conferenza stampa.
Vecchie e nuove chimiche
Come detto, in 5 contro 5 è stata tutta un’altra storia. E con la rete del 5-3 a porta vuota di Kupari, ognuna delle quattro linee bianconere è andata a segno: «È importante, sono contento», dice Tomas Mitell. «Tutti hanno garantito intensità e lavoro duro per 60 minuti. La quarta linea, ad esempio, è stata subito premiata con la preziosa rete dell’1-1, dopo un inizio un po’ lento per noi. Ogni terzetto d’attacco ha avuto il suo momento e nel complesso ci sono tante cose positive da cui ripartire».
Sull’intesa tra Fazzini, Sanford e Canonica non vi erano dubbi, considerati i precedenti della scorsa stagione: «Nel preseason eravamo separati, ma abbiamo subito ritrovato la chimica», conferma Luca. «Dobbiamo però diventare più cinici sotto porta», aggiunge. A strappare gli applausi più convinti è stata la nuova coppia Thürkauf-Lycksell, ben accompagnati da Olsson. E chissà che in futuro, in questa linea, non possa trovare spazio Dario Simion, ancora infortunato. Più anonima, invece, la prestazione di Innala. «Jere ha fatto tante buone cose senza il disco, restando nel sistema e lavorando sodo, anche in box-play», ribatte l’allenatore bianconero. «Poi, quando avrà trovato il ritmo, il timing e si sarà adattato alle novità, crescerà pure con il disco sul bastone. Innala e Kupari sono stati gli attaccanti più utilizzati e questo la dice lunga su quanto noi dello staff fossimo contenti di loro. Hanno giocato contro la linea di Manninen, Puljujärvi e Vesey, neutralizzandola in 5 contro 5, e questo è un buon punto di partenza se vuoi battere il Ginevra».
Sana concorrenza
I sacrificati, per ora, sono Shore (straniero in sovrannumero) e Morini (tredicesimo attaccante): «Non è facile entrare nel line-up in questo momento. Vogliamo che tutti sentano la fiducia dello staff tecnico, ma anche favorire una sana concorrenza. Nick ci ha fatto una buona impressione durante la preparazione estiva e non è lontano dal giocarsi un posto. Vedremo come si svilupperanno le cose. Per quanto riguarda Morini, posso dire che abbiamo tanti centri in forma e che attualmente è un po’ chiuso da Tanner, il quale ci garantisce velocità e intensità. Ci tengo però a sottolineare che Giovanni sta svolgendo un grande lavoro in allenamento e che martedì è stato fantastico in panchina. Non potrei chiedergli di più, resta un elemento importante». Con Guebey acciaccato, oggi potrebbe invece esserci spazio per Brian Zanetti in difesa.
L’isola di Arttu
Nella seconda giornata di campionato i bianconeri ritrovano una vecchia conoscenza, Arttu Ruotsalainen, che ha iniziato il campionato con una doppietta e che a Kloten sembra aver ritrovato la sua isola felice: «A Lugano aveva faticato, ma ha grandi qualità e vorrà metterle in mostra anche contro di noi», avverte Fazzini. «Il Kloten lo abbiamo affrontato nell’ultima amichevole estiva. Ha cambiato coach, ma gioca in modo simile all’anno scorso. Ama tenere il disco, tornare indietro, rallentare il gioco». Per batterlo potrebbe servire il power-play.
