Finanziamento 13esima AVS, il sindacato SSP si dice contrario all'aumento dell'IVA

Il Sindacato dei servizi pubblici (SSP) raccomanda di respingere il finanziamento della 13esima rendita AVS tramite l'aumento dell'IVA, oggetto sottoposto al voto popolare il 29 novembre. Nulla giustifica un finanziamento supplementare a breve termine e l'IVA è un'imposta antisociale, argomenta l'organizzazione.
La decisione è stata presa oggi con 22 voti contro 6 dall'assemblea dei delegati riuniti a Zurigo, riferisce un comunicato odierno. Secondo SSP non vi è alcuna giustificazione per un finanziamento aggiuntivo a breve termine, poiché l'AVS gode di ottima salute: utili di 5,6 miliardi nel 2024 e 4,4 miliardi nel 2025, oltre 10 miliardi in due anni, superiori a quanto renderebbe l'incremento dell'IVA in sei anni (1,5 miliardi all'anno), e un patrimonio record di 60,4 miliardi, pari al 113% delle spese annuali.
Inoltre, l'IVA viene definita un'imposta antisociale e regressiva: il suo aumento, il secondo in quattro anni, costerebbe in media 180 franchi in più all'anno per famiglia, alimenterebbe l'inflazione e si sommerebbe ai rincari dei premi delle casse malati, riducendo il potere d'acquisto dei cittadini.i
Infine per il SSP è in gioco la coerenza sindacale: durante la campagna per la 13esima rendita si era affermato che non avrebbe richiesto finanziamenti aggiuntivi e, per il lungo termine, si era sostenuto un aumento dei contributi salariali, non dell'IVA. Alzare l'imposta sul valore aggiunto rappresenterebbe quindi una vittoria del padronato.