Gaza

Flotilla, la marina israeliana sequestra 50 navi, 400 persone in arresto

Dal 'tracker' nautico accessibile sul sito internet degli attivisti risulta che le navi sono state fermate al largo dell'isola greca di Creta - Il portavoce della Global Sumud Flotilla: «Israele non ha giurisdizione in queste acque. Intercettare o abbordare queste imbarcazioni equivarrebbe a una detenzione illegale, potenzialmente un rapimento in alto mare»
Ats
30.04.2026 07:20

La marina israeliana ha sequestrato circa 50 imbarcazioni con a bordo 400 attivisti della Global Sumud Flotilla, che si trovano in arresto. Lo riferiscono i media locali, secondo cui l'intercettazione è avvenuta «a centinaia di chilometri dalle coste israeliane».

Dal 'tracker' nautico accessibile sul sito internet degli attivisti risulta che le navi sono state fermate al largo dell'isola greca di Creta.

«Si tratta di un vero e proprio attacco contro civili in acque internazionali. Imbarcazioni civili disarmate, a centinaia di chilometri da Israele, vengono circondate e minacciate con le armi», ha dichiarato ad Al Jazeera Gur Tsabar, addetto stampa della Global Sumud Flotilla, secondo cui l'attacco israeliano al convoglio umanitario diretto a Gaza è illegale secondo il diritto internazionale.

«Israele non ha giurisdizione in queste acque. Intercettare o abbordare queste imbarcazioni equivarrebbe a una detenzione illegale, potenzialmente un rapimento in alto mare», ha aggiunto.

Tsabar ha esortato i governi di tutto il mondo ad agire immediatamente. «Ogni governo ha l'obbligo di proteggere gli oltre 400 civili a bordo e di rispettare il diritto internazionale. Il silenzio in questo momento equivale a una totale complicità», ha affermato. «È necessario un intervento immediato per garantire la sicurezza della flottiglia e per assicurare che possiamo continuare ad aprire il corridoio umanitario verso Gaza».

«Le azioni di Israele segnano una escalation pericolosa e senza precedenti: il rapimento di civili nel mezzo del Mediterraneo, a oltre 960 chilometri da Gaza, sotto gli occhi del mondo intero. Sia chiaro di cosa si tratta. Si tratta di pirateria», ha dichiarato in una nota la Global Sumud Flotilla.

«Ciò a cui stiamo assistendo - si legge nel comunicato - è il tentativo di normalizzare il controllo israeliano sul Mediterraneo stesso e un'escalation dell'impunità di Israele. Nessuno Stato ha il diritto di rivendicare, controllare o occupare acque internazionali. Eppure, è esattamente ciò che Israele ha fatto, estendendo il suo regime di controllo verso l'esterno, occupando il Mar Mediterraneo al largo delle coste europee».

«Come parte dell'aggressione, la marina israeliana ha intercettato navi, disturbato le comunicazioni, compresi i canali di soccorso, e rapito con la forza civili. Non si tratta di zone di confine contese. Si tratta di acque internazionali. Chiediamo risposte immediate e che i responsabili vengano chiamati a rispondere delle proprie azioni: dove sono i civili rapiti? Dove sono stati portati? I governi europei hanno collaborato con gli israeliani per facilitare i rapimenti? La domanda più profonda rimane: come è stato possibile che Israele sia arrivato al punto di poter compiere rapimenti in pieno giorno, ai danni di civili disarmati, senza timore di conseguenze? Questo crea un precedente catastrofico e dovrebbe essere condannato nel modo più diretto», avverte la Flotilla.

Il Ministero degli Esteri israeliano ha dichiarato che la Marina ha fermato circa 175 attivisti della Global Sumud Flotilla e intercettato 21 delle 58 imbarcazioni. Lo riportano i media israeliani. Il ministero ha diffuso un video che, a suo dire, mostrava il ritrovamento di «preservativi e droga» a bordo di una delle imbarcazioni intercettate. Gli attivisti hanno affermato di aver subito un «violento raid in acque internazionali», durante il quale le forze israeliane avrebbero «sistematicamente messo fuori uso diverse imbarcazioni della Global Sumud Flotilla».