Food waste: il commercio al dettaglio svizzero riduce gli sprechi del 20% in sette anni

Il commercio al dettaglio svizzero segna un passo avanti importante nella riduzione degli sprechi alimentari. Tra il 2017 e il 2024, il settore ha tagliato del 20% le perdite di generi alimentari, secondo i dati diffusi dalla Swiss Retail Federation. Le cifre, che coprono oltre il 95% delle imprese del comparto, sono considerate particolarmente affidabili e mostrano che i dettaglianti sono sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi fissati nell’accordo nazionale contro il food waste.
Il risultato emerge in contrasto con il rapporto intermedio dell’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), che stima invece una riduzione complessiva di appena il 5% a livello dell’intera catena del valore. La Swiss Retail Federation contesta però la solidità di questa cifra, spiegando che per la maggior parte dei settori – al di fuori del commercio al dettaglio – non esistono ancora dati completi e comparabili.
Il comparto della vendita al dettaglio, che rappresenta circa il 4-5% del totale degli sprechi alimentari in Svizzera, è finora l’unico ad aver fornito dati completi e verificabili. «Il nostro impegno è concreto e già produce risultati – sottolinea la federazione –. Molte delle misure avviate negli ultimi anni dispiegheranno i loro effetti solo nel prossimo futuro».
Tra le azioni già introdotte figurano una migliore gestione delle scadenze, la donazione sistematica degli alimenti invenduti e una revisione dei processi logistici. Tuttavia, restano alcune criticità legate alle differenze di applicazione delle norme cantonali sulla sicurezza alimentare, per esempio nella distinzione tra “da consumarsi entro” e “da consumarsi preferibilmente entro”. Il settore chiede alla Confederazione un coordinamento più chiaro e auspica anche un allentamento di alcune norme di qualità, così da facilitare il recupero dei prodotti ancora commestibili.
La federazione richiama inoltre l’attenzione sul ruolo decisivo dei consumatori, dove si concentra la quota maggiore di sprechi. In questa direzione sostiene la proposta di una campagna nazionale di sensibilizzazione e di una maggiore integrazione del tema nei programmi scolastici. Allo stesso tempo, avverte contro l’introduzione di misure coercitive che potrebbero compromettere la collaborazione volontaria delle imprese.
La Swiss Retail Federation rappresenta 2'300 aziende del commercio al dettaglio – escluse le grandi catene – per un totale di 6'800 sedi, 62'000 dipendenti e un fatturato complessivo superiore a 26 miliardi di franchi.
