Francia: recensite 900 azioni di protesta in tutto il Paese

Il numero di blocchi o incidenti legati alla mobilitazione studentesca in Francia è aumentato, raggiungendo oggi quota «900 azioni» di protesta recensite su tutto il territorio nazionale: è quanto riferiscono fonti della sicurezza citate dalla France Presse.
La rivolta coinvolge ormai tutti i dipartimenti francesi e, da ieri, le autorità hanno rilevato «un'intensificazione» della situazione. «Una svolta, con un cambiamento di toni, più radicali» e «episodi di violenza urbana nei pressi dei licei», commentano le fonti.
Intanto fonti di Palazzo Matignon, sede del premier francese Sébastien Lecornu, riferiscono al termine della riunione dell'unità di crisi interministeriale dedicata alla questione che i servizi di intelligence francesi ritengono che il movimento di blocco dei licei sia una «manovra organizzata da La France Insoumise e dai suoi referenti dell'estrema sinistra». Secondo gli uffici del primo ministro vi è una «valutazione condivisa dai servizi di intelligence sull'origine del movimento».
Il coordinatore di LFI, Manuel Bompard, ribatte alle accuse e invita «il governo a non cadere nel complottismo e nell'infantilizzazione degli studenti liceali». In una dichiarazione all'agenzia France Presse l'esponente della sinistra radicale aggiunge che «questo movimento spontaneo è nato dall'esasperazione di fronte a condizioni scolastiche assolutamente indegne». Quindi l'affondo contro Lecornu: «è giunto il momento che il premier rinunci alla strategia di lasciare che la situazione degeneri e alla provocazione».
Intanto, in un messaggio pubblicato su X, il ministro dell'istruzione Edouard Geffray ha annunciato che domani riceverà le associazioni studentesche e i genitori.