Furgone sulla folla a Berlino: cosa sappiamo al momento

Berlino è piombata nel terrore ieri sera al termine del Gay Pride: intorno alle 22, un minivan bianco è entrato nel parco cittadino di Tiergarten e ha investito la folla, causando la morte di una persona e il ferimento di altre sedici, alcune delle quali in modo grave. Il sospetto, non ancora arrestato, sarebbe noto alle autorità e legato ad «ambienti islamisti». È fuggito a piedi dopo che il furgone bianco, dopo aver travolto la gente, si è schiantato contro un albero. Si tratta di un giovane di 21 anni, di cui la polizia di Berlino ha pubblicato una foto segnaletica. Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa tedesca DPA, il sospettato ha parenti nella capitale tedesca ed era stato rilasciato dal riformatorio nel maggio 2026.
Gli accertamenti
Potrebbero tuttavia esserci eventuali suoi complici in fuga, forse autori di altri ferimenti. In un bollettino diramato stamattina la polizia della capitale tedesca, citata dalla BBC, scrive che «si ritiene che una o più persone siano poi fuggite dal veicolo» e che «diverse persone siano state ferite con armi da taglio». Secondo la polizia i testimoni hanno fornito dichiarazioni contrastanti riguardo al numero degli autori. L'eventuale uso di un'arma da taglio è oggetto di accertamenti, ma non è stato ancora confermato. Dopo l'attacco, la polizia ha mobilitato un ingente dispiegamento di forze e ha transennato l'area tra Potsdamer Platz e il lato meridionale del tunnel del Tiergarten alla ricerca di indizi e prove. Il veicolo, vuoto e gravemente danneggiato, è stato sequestrato sul luogo del crimine.
La vittima
Secondo i media tedeschi, sarebbe una donna la vittima dell'attacco. Lo ha confermato allo Spiegel la polizia, precisando che al momento sono ancora ignote le circostanze della morte. Tra i 16 feriti, invece, «tre versano in pericolo di vita, otto hanno riportato ferite gravi e cinque lievi». Lo riferisce il portavoce dei pompieri di Berlino, Dominik Pretz, riportato dalla France Presse. Oltre ai feriti, 30 testimoni dell'accaduto, sotto shock, sono stati soccorsi sul posto, ha precisato.
Le reazioni
In una dichiarazione sull'incidente avvenuto al Tiergarten, il ministro tedesco dell'Interno Alexander Dobrindt parla espressamente di «attacco». «Questo vile e abominevole attacco contro persone che festeggiavano pacificamente mi sconvolge profondamente. I miei pensieri vanno alle vittime, ai loro cari e a tutti coloro che hanno dovuto assistere a questo atto», ha dichiarato Dobrindt in un comunicato stampa. «Il mio espresso ringraziamento va alle forze dell'ordine, che prestano soccorso con professionalità in condizioni difficili. Faremo tutto il possibile per fare rapidamente luce su questo terribile atto e sulle sue cause e per punirlo». Il sindaco di Berlino Kai Wegner ha parlato di un «attacco alla nostra società libera e aperta al mondo. Berlino è la città della libertà, e oggi la nostra libertà è stata attaccata nel modo più terribile». «Lavoreremo con particolare determinazione per indagare a fondo su questo atto abominevole e garantire che venga punito», ha affermato dal canto suo il cancelliere tedesco Friedrich Merz.
Evento annullato
Immediata la decisione degli organizzatori del Christopher Street Day (CSD), una delle più grandi sfilate LGBTQ+ in Europa, che hanno annullato l'evento, chiedendo ai partecipanti di «tornare a casa». Ieri centinaia di migliaia di persone hanno partecipato all'evento. Le manifestazioni annuali del CSD commemorano il 28 giugno 1969, quando la polizia fece irruzione nello «Stonewall Inn», un bar gay di New York. Seguirono giorni di scontri con gli attivisti: eventi ampiamente considerati la nascita del moderno movimento per i diritti di gay e lesbiche.dis.
