Furti totali in calo nel 2025, ma non per le e-bike

Un anno caratterizzato dal segno «meno», ma non per quanto riguarda i furti di e-bike. È il 2025 registrato dalla Sezione reati contro il patrimonio (SRCP) della Polizia cantonale. Nel dettaglio, si legge nel bilancio dell’attività, lo scorso anno «il numero complessivo dei furti ha registrato un’ulteriore diminuzione, attestandosi a 5’250 casi (-5.9% rispetto al 2024). Nonostante la flessione, i livelli restano ancora superiori a quelli registrati prima del 2023. Tra le tipologie più rilevanti si conferma, per il secondo anno consecutivo, una sensibile diminuzione dei furti con scasso (-20%) e dei furti dai veicoli (-22%). Continua invece la crescita, in atto da un decennio, dei furti di e-bike (+39%)».
Furti con scasso
Nell’ambito delle attività della Sezione reati contro il patrimonio (SRCP), «particolare attenzione è dedicata al contrasto dei furti con scasso in abitazione, che nel 2025 hanno segnato una diminuzione rispetto all’anno precedente (-29%)». In questo contesto «si inserisce un’importante inchiesta relativa a una serie di furti in abitazioni di medio-alto standing collegati a gruppi provenienti da comunità rom del Nord Italia. L’indagine ha portato all’identificazione o al fermo di 30 persone, tra cui alcuni minorenni. Gli autori e le autrici prendevano di mira le abitazioni accedendovi forzando porte o portefinestre per sottrarre quasi esclusivamente denaro e gioielli. Sono oltre 80 i furti accertati, per un danno stimato vicino al milione di franchi. Nel corso dell’inchiesta è stato inoltre possibile identificare un autonoleggio del luganese che forniva i veicoli utilizzati per gli spostamenti, alterando o modificando i contratti di noleggio per rendere irrintracciabili i detentori».
Un’altra inchiesta «ha coinvolto bande organizzate di cittadini sudamericani, prevalentemente cileni, giunti nel Cantone a bordo di veicoli a noleggio e responsabili di numerosi furti in immobili di lusso, spesso con sottrazione o forzatura di casseforti. Tra i casi più rilevanti figura poi l’arresto di un 25enne residente in Spagna, coinvolto in furti per alcune centinaia di migliaia di franchi. Inoltre nei primi mesi dell’anno, le ricostruzioni successive a un furto con scasso in una villa di Lugano, con un bottino di decine di migliaia di franchi, hanno portato all’arresto di una 27enne cittadina ucraina ed emesso un mandato di cattura per il marito. La coppia, già attiva in diversi Paesi, individuava gli obiettivi tramite Internet e social media, privilegiando abitazioni di connazionali o persone di origine russa».
Crescono i furti di e-bike
I furti di biciclette «continuano a rappresentare un fenomeno significativo nel Cantone, con numerosi interventi e diversi fermi. Continua infatti la crescita, in atto da un decennio, dei furti di e-bike: nel 2025 hanno raggiunto quota 609, segnando un aumento del 39%. Parallelamente, sono state condotte indagini su presunti furti d’auto che, in diversi casi, hanno dimostrato come i proprietari ne avessero in realtà organizzato la sparizione, generalmente oltre confine. Il valore complessivo delle vetture coinvolte ammonta a diverse centinaia di migliaia di franchi».
Telefonate shock e altre truffe
Nel corso dell’anno «si è registrata una marcata riduzione delle cosiddette «telefonate shock» (una modalità di truffa che fa leva su falsi poliziotti, falsi medici o, nei casi più classici, su falsi nipoti). Il risultato è frutto del complesso e articolato lavoro investigativo svolto negli anni scorsi, che ha portato a numerosi arresti anche all’estero. Nonostante il miglioramento del quadro generale, sono stati comunque segnalati diversi tentativi. Solo in pochi casi la truffa è andata a segno e con danni limitati. A fine estate, la segnalazione tempestiva di una tassista ha permesso l’arresto di una cittadina polacca residente in Polonia, sospettata di aver tentato di truffare un’anziana». Le attività di prevenzione e sensibilizzazione della popolazione «sono proseguite e restano un elemento centrale della strategia di contrasto al fenomeno. L’aumento dei tentativi segnalati nelle ultime settimane suggerisce una recrudescenza di questa tipologia di truffa. Le operazioni di cambio fraudolente (rip deal) sono rimaste sostanzialmente stabili».
«Nel mese di settembre tre cittadini stranieri, residenti in provincia di Milano, sono stati arrestati mentre si apprestavano a lasciare il territorio svizzero a bordo di un veicolo con targhe italiane già oggetto di una segnalazione. Le perquisizioni hanno permesso di rinvenire diversi orologi di alta gamma provenienti da una truffa avvenuta poche ore prima. La vittima era stata contattata nell’ambito di una presunta compravendita di beni di lusso, conclusasi con la consegna di denaro: gran parte delle banconote si sono poi rivelate riproduzioni facsimile. Sono stati inoltre registrati ulteriori casi di skimming riconducibili a cittadini cinesi, legati ad acquisti effettuati con carte di credito clonate. Gli autori si recavano in centri commerciali acquistando vari oggetti, tra cui carte regalo, pagandoli con carte registrate su telefono cellulare. Uno degli autori ha ammesso di essere giunto in Svizzera con il solo scopo di acquistare carte regalo per conto di un intermediario, ricevendo in cambio un compenso. Durante le operazioni veniva assistito telefonicamente dall’intermediario, che forniva le credenziali di carte di credito VISA risultate clonate».
