Futura piazza Brocchi: «Partiti, diteci la vostra»

In Collina, della riqualificazione di piazza Brocchi a Montagnola si parla da almeno una quarantina di anni. Il dossier è stato incluso nelle priorità dei vari Esecutivi, prima e dopo l’aggregazione. Ma negli anni è sostanzialmente rimasto congelato. Almeno fino a lunedì, quando Il Municipio ha presentato al Consiglio comunale, riunitosi in seduta extra LOC, la sua strategia per provare a dare una svolta a questo progetto. Non lo ha fatto con rendering o richieste di credito, bensì con una richiesta alle forze politiche di Collina d’Oro: «diteci la vostra». Per intenderci, un po’ come aveva fatto il Municipio di Lugano lo scorso annO con il Campo Marzio Nord.
In buona sostanza, l’Esecutivo ha presentato ai consiglieri comunali i primi indirizzi per la riqualificazione di piazza Brocchi e dell’intero comparto, che comprende l’attuale Casa comunale e la scuola elementare di Montagnola. Come spiegato al Corriere del Ticino dal sindaco Andrea Bernardazzi, l’obiettivo non era quello di sottoporre al Legislativo un progetto definitivo, bensì di condividere una visione d’insieme e avviare un confronto politico prima di procedere con i successivi approfondimenti progettuali e pianificatori. Le forze politiche avranno uno o due mesi di tempo per formulare le loro osservazioni e se dalla consultazione dovesse emergere una convergenza politica, si potrà procedere con un concorso per la progettazione.
Per ora, come detto, ci si è limitati a indicare com’è la situazione attuale e che cosa si potrebbe fare in base al Piano regolatore vigente. «La proposta illustrata dall’architetto Paolo Canevascini prevede, quale indirizzo principale, la realizzazione di un nuovo edificio amministrativo in stretta relazione con l’attuale Casa comunale, così da concentrare progressivamente i principali servizi comunali a Montagnola, superando l’attuale distribuzione degli uffici su più sedi», ha spiegato il Municipio in una nota. Questa soluzione permetterebbe anche di liberare Villa Lucchini a Gentilino, la cui futura destinazione a beneficio della collettività sarà oggetto di successive riflessioni.
La visione comprende inoltre la realizzazione di un’autorimessa sotterranea e la trasformazione di piazza Brocchi in uno spazio pubblico prevalentemente pedonale, «maggiormente vivibile e sicuro, capace di valorizzare il nucleo e di mettere in relazione gli edifici amministrativi, la scuola e le attività presenti».
Come spiegato al CdT dal sindaco Bernardazzi, si sta ragionando su una prospettiva di medio-lungo periodo, con un orizzonte temporale indicativo di 10–15 anni, che richiederà ulteriori approfondimenti tecnici, pianificatori e finanziari.
Interventi puntuali
Accanto alla visione a lungo termine, il Municipio ha voluto approfondire anche la possibilità di intervenire puntualmente sulla piazza in tempi più brevi. Un primo passo concreto in questa direzione è rappresentato dall’introduzione del limite di velocità di 30 km/h lungo il tratto di strada cantonale che attraversa il nucleo di Montagnola e dalla prevista istituzione di una Zona 30 sull’intero comparto di piazza Brocchi. «Queste misure costituiscono un primo importante intervento per migliorare la sicurezza della circolazione e favorire una maggiore convivenza tra pedoni e veicoli, in particolare in prossimità della scuola elementare». Tra le misure prospettate dall’ingegner Francesco Allievi e l’architetto Alfonso Di Sabato figurano una riorganizzazione degli spazi destinati alla circolazione e alla sosta, una maggiore valorizzazione delle superfici pedonali attraverso pavimentazioni colorate, l’introduzione di nuovi arredi e di elementi verdi, nonché il miglioramento dell’area ovale centrale e possibili adeguamenti della fermata del trasporto pubblico. Compatibilmente con gli approfondimenti ancora necessari e con l’approvazione dei relativi crediti, i primi interventi potrebbero essere avviati già nel corso del 2027. Dal canto suo, il Consiglio comunale «ha espresso apprezzamento per l’impostazione adottata dal Municipio, in particolare per la volontà di coinvolgere sin dalle prime fasi il Legislativo stesso e i gruppi politici nel percorso di riflessione».
