Svizzera

Gaza, denuncia contro Cassis: ci sono già i decreti di non luogo a procedere

Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha già emesso i decreti di non luogo a procedere in seguito alla denuncia presentata lo scorso anno per complicità con Israele nei crimini commessi a Gaza contro alcuni consiglieri federali, tra cui Ignazio Cassis
Ats
05.02.2026 13:54

Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha già emesso i decreti di non luogo a procedere in seguito alla denuncia presentata lo scorso anno per complicità con Israele nei crimini commessi a Gaza contro alcuni consiglieri federali, tra cui Ignazio Cassis.

I 25 avvocati elvetici che martedì hanno denunciato Cassis alla Corte penale internazionale (CPI) non ne erano a conoscenza. Lo ha indicato all'agenzia Keystone-ATS il portavoce dell'MPC, Maximilian Tikhomirov, confermando una notizia in tal senso della Radiotelevisione svizzera di lingua italiana (RSI). Secondo il portavoce, contro decisioni di non luogo a procedere non è possibile ricorrere, perché l'avvocato denunciante non ne ha diritto, non essendo parte lesa né accusatore privato.

Contattato dalla RSI, uno degli avvocati, Christophe Schaffter, non sapeva che la questione fosse stata evasa. Nemmeno gli altri 24 legali che hanno poi denunciato Cassis all'Aia, supportati da un collettivo comprendente due ex funzionari del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), erano a conoscenza del non luogo a procedere. Secondo la RSI, tale aspetto non è irrilevante, poiché l'eventuale seguito della loro denuncia da parte della CPI dipende anche da quanto è stato già deciso nella Confederazione.

Tra l'altro - oltre ai consiglieri federali Cassis, Karin Keller-Sutter e Guy Parmelin - stando alla RSI erano stati denunciati anche il loro collega di governo Martin Pfister e colei che l'ha preceduto alla testa del Dipartimento della difesa (DDPS), Viola Amherd. In una conferenza stampa tenutasi martedì a Berna, gli avvocati hanno dichiarato che è necessario avviare un'indagine contro il responsabile del DFAE.

A loro avviso, la Svizzera ha violato le Convenzioni di Ginevra e non ha rispettato il diritto internazionale umanitario. Sempre secondo i 25 legali, Cassis avrebbe dovuto prendere tutte le misure a sua disposizione per impedire che venissero commessi tali crimini da parte di Israele o, come minimo, non favorirli in alcun modo, cosa che non ha fatto. Inoltre, il consigliere federale ticinese avrebbe dovuto interrompere tutte le relazioni commerciali con Israele, continuare a finanziare l'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi, UNRWA, vietare completamente l'esportazione di armi e beni a duplice uso (civile e militare) e usare la sua influenza diplomatica, morale ed economica per impedire il genocidio.

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