Gestione del lupo, cosa è emerso dal vertice transfrontaliero

«In Italia si sta adattando il quadro giuridico e le modalità di gestione del lupo in funzione del declassamento della specie secondo la Convenzione di Berna; inoltre, anche in rapporto all'estensione del territorio delle regioni Lombardia e Piemonte, i numeri sono decisamente superiori a quelli ticinesi». È questo, ci spiega Tiziano Putelli, capo dell'Ufficio caccia e pesca del Canton Ticino, uno degli aspetti principali emerso ieri dall'incontro tra i gruppi di lavoro «Migrazioni transfrontaliere di fauna selvatica» e «Peste Suina Africana», formati dai rappresentanti dei servizi competenti di Cantone Ticino, Regione Lombardia, Regione Piemonte e delle Province di Como, Novara, Varese e Verbano Cusio Ossola, e costituiti allo scopo di favorire la condivisione di informazioni su tematiche di ampio interesse per la regione insubrica. Bisogna però dire, sottolinea il capo Ufficio, che «da parte italiana stanno completando il più recente monitoraggio, ma le stime parlano di almeno quaranta unità riproduttive in Lombardia e fino a settecento esemplari in Piemonte».
Durante l'incontro non si è parlato solo del grande predatore. Come si legge in una nota, i referenti del gruppo «Peste Suina Africana», costituito per la prevenzione e la gestione degli eventuali casi a ridosso del confine, hanno aggiornato puntualmente sull’andamento della diffusione e sulle misure di prevenzione messe in atto. Le azioni intraprese in Italia, come il rafforzamento della barriera naturale rappresentata dalle autostrade, attività di ricerca delle carcasse e depopolamento sono risultate efficaci e hanno permesso di passare da una fase di contenimento dell’espansione del virus ad una fase di regresso, con la eradicazione del virus in alcune aree precedentemente interessate. Il Cantone Ticino conferma il mantenimento delle conosciute misure di prevenzione. I partecipanti, infine, si sono anche scambiati le necessarie informazioni in merito alle nuove malattie virali, come Dermatite nodulare bovina e European Shamonda Virus (ESV), e alle specie alloctone invasive di interesse, tra cui lo scoiattolo grigio e quello di Pallas.
