Vertice

Ginevra si prepara al G7: sicurezza rafforzata e massiccio dispiegamento di forze

Dal 15 al 17 giugno Évian-les-Bains ospiterà il vertice dei grandi del mondo – La Svizzera rafforza sicurezza e controlli alle frontiere, con il sostegno di circa 4'000 militari – Restano aperte alcune questioni sulla ripartizione dei costi tra Berna e Parigi
©Baz Ratner
Lara Sargenti
Lara Sargenti
11.06.2026 16:00

A pochi giorni dall'apertura del vertice del G7 di Évian-les-Bains, previsto dal 15 al 17 giugno 2026, i rappresentanti della Confederazione, dell'Esercito svizzero, dell'Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) e delle autorità cantonali hanno presentato a Ginevra il dispositivo predisposto per garantire la sicurezza dell'evento e sostenere i Cantoni coinvolti: Ginevra, Vaud e Vallese.

Sebbene il summit sia organizzato dalla Francia, la Svizzera svolgerà un ruolo importante nell'accoglienza delle delegazioni. In particolare, il presidente della Confederazione, Guy Parmelin, riceverà nella città sul Lemano i capi di Stato e di Governo dei Paesi membri del G7 e i leader dei Paesi invitati al vertice.

© Martial Trezzini
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Alain Gaschen: «Una responsabilità condivisa»

Aprendo la conferenza stampa organizzata all'aeroporto di Ginevra, il delegato del Consiglio federale per il G7, l'ambasciatore Alain Gaschen, ha ribadito che Svizzera e Francia condividono la stessa priorità: garantire il successo e la sicurezza del vertice.

Gaschen ha ricordato che lo scalo ginevrino rappresenta la «principale porta d'ingresso» per le delegazioni dirette a Évian e che il Consiglio federale ha adottato diverse misure per sostenere i Cantoni interessati. Tra queste figurano il dispiegamento dell'esercito e il contributo finanziario della Confederazione, che coprirà l'80% dei costi delle misure di sicurezza sostenuti da Ginevra, Vaud e Vallese.

Pur sottolineando la qualità della cooperazione operativa con la Francia, l'ambasciatore ha ricordato che non è stato possibile raggiungere un accordo sulla ripartizione dei costi della sicurezza tra i due Paesi. Rispetto al G8 del 2003, tenutosi anch'esso a Évian-les-Bains, l'organizzazione attuale mira a limitare l'impatto sul territorio svizzero, ospitando sul versante francese la maggior parte delle delegazioni e delle attività ufficiali.

Anne Hiltpold: «La priorità resta la protezione della popolazione»

La presidente del Consiglio di Stato ginevrino, Anne Hiltpold, ha sottolineato che il Cantone lavora da diversi mesi alla preparazione dell'evento in stretta collaborazione con le autorità francesi. «La protezione della popolazione e dei suoi beni rimane la priorità assoluta», ha ribadito Hiltpold, aggiungendo che il dispositivo predisposto mira a garantire lo svolgimento del summit in condizioni di sicurezza e serenità, limitando al contempo i disagi per i residenti.

Collaborazione efficace, ma aspettative disattese con la Francia

La vicepresidente del Consiglio di Stato ginevrino, Carole-Anne Kast, ha ricordato che il Cantone si è mobilitato immediatamente dopo la decisione del presidente francese Emmanuel Macron di organizzare il G7 a Évian-les-Bains.

Dalla fine dell'estate 2025 è stata avviata una stretta coordinazione strategica e operativa sia con le autorità francesi sia con le diverse entità svizzere coinvolte. «Abbiamo formulato due richieste alla Francia: una partecipazione ai costi della sicurezza e l'assunzione delle responsabilità legate all'organizzazione del vertice, garantendo sul proprio territorio l'esercizio dell'espressione democratica e offrendo alla società civile la possibilità di interagire e dialogare con il summit in una dimensione più politica. Dopo sei mesi di dialogo e cooperazione, la collaborazione a livello regionale funziona bene. A livello di queste aspettative con la Francia siamo ancora in attesa. È un rammarico non aver ottenuto questo tipo di cooperazione», ha dichiarato.

La consigliera di Stato ha inoltre osservato che il dibattito mediatico si è concentrato soprattutto sulle contestazioni e sulle manifestazioni (un'azione di protesta è stata annunciata per domenica 14 giugno), senza evidenziare adeguatamente la complessità organizzativa e le sfide che un evento internazionale di tale portata comporta per il Cantone.

Garantire il summit senza dimenticare la popolazione

La comandante della polizia cantonale ginevrina, Monica Bonfanti, ha spiegato che il dispositivo di sicurezza si articola attorno a tre missioni principali: accogliere le delegazioni all'aeroporto di Ginevra e accompagnarle fino a Évian, garantire l'esercizio democratico delle manifestazioni e assicurare la continuità dei servizi di emergenza alla popolazione. «Mediamente la polizia gestisce circa 250 interventi al giorno e dovrà continuare a garantire le stesse prestazioni anche durante il summit», ha spiegato.

Attivata una linea verde per la popolazione

Per rispondere alle preoccupazioni dei cittadini è stata attivata una linea verde informativa che ha già registrato un forte afflusso di richieste: 750 telefonate in una sola giornata. Le domande hanno riguardato soprattutto le restrizioni alla circolazione e gli spostamenti.

Bonfanti ha inoltre sottolineato l'importanza del sostegno ricevuto dal Concordato romando di cooperazione di polizia, da tutti i corpi di polizia cantonali svizzeri, dalla polizia municipale ginevrina, dall'UDSC e dall'esercito. «Senza il sostegno dell'esercito, sia dal punto di vista logistico sia in termini di personale, non sarebbe possibile gestire un summit di questa portata», ha affermato.

© Baz Ratner
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Frontiere sotto stretta sorveglianza

Jean-Luc Boillat, capo della Dogana Ovest dell'UDSC, ha ricordato che all'inizio di maggio il Consiglio federale ha autorizzato il ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere interne dello spazio Schengen con la Francia. La misura riguarda la frontiera terrestre e lacustre franco-svizzera nel periodo compreso tra il 10 e il 19 giugno. «I controlli saranno effettuati in modo intensivo lungo l'intera frontiera nazionale, non soltanto a Ginevra o nella Svizzera romanda, con un'intensità che varierà in funzione dei rischi e dell'evoluzione della situazione», ha precisato.

Le autorità hanno inoltre disposto la chiusura temporanea di numerosi valichi di frontiera: 25 posti doganali saranno chiusi a partire dal pomeriggio di giovedì 11 giugno, mentre dieci resteranno aperti (di cui tre riservati ai possessori di appositi contrassegni). Una misura che comporta inevitabili disagi per molti frontalieri e di cui le autorità sono pienamente consapevoli. Boillat ha sottolineato che non sarebbe realistico effettuare controlli sistematici su tutte le persone in ingresso, ma che il dispositivo consente di controllare persone sospette, canalizzare il traffico e rafforzare la capacità d'intervento in caso di minacce all'ordine pubblico.

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Circa 4'000 militari in servizio d'appoggio

Il comandante della Divisione territoriale 1, Raynald Droz, ha illustrato il contributo dell'Esercito svizzero, che metterà a disposizione circa 4'000 militari nel quadro di un servizio d'appoggio autorizzato dal Consiglio federale e dal Parlamento. «L'esercito opera in maniera sussidiaria e complementare alle autorità civili, che mantengono la piena responsabilità della sicurezza pubblica e del mantenimento dell'ordine», ha precisato.

I militari saranno impiegati nella protezione delle infrastrutture sensibili, nella sorveglianza, nella ricognizione e nel sostegno logistico. L'esercito fornirà inoltre capacità specifiche nei settori della sicurezza dello spazio aereo, del trasporto aereo, della cibersicurezza, della protezione NBC (nucleare, biologica e chimica) e della sorveglianza sul Lago Lemano. Droz ha precisato che il dispositivo è stato concepito in maniera preventiva, proporzionata e adattata alla situazione. «Non siamo in una situazione di crisi, ma in una logica di anticipazione responsabile», ha concluso.

Il ruolo della Svizzera durante il G7

Il vertice di Évian sarà organizzato interamente dalla Francia e la Svizzera non figura ufficialmente tra i Paesi ospiti del G7. Tuttavia, grazie alla sua posizione geografica e al ruolo internazionale di Ginevra, la Confederazione sarà direttamente coinvolta nell'accoglienza delle delegazioni e nelle misure di sicurezza collegate all'evento. Secondo le informazioni comunicate dalle autorità federali, il presidente della Confederazione Guy Parmelin dovrebbe inoltre partecipare ad alcuni eventi legati al vertice, confermando il ruolo della Svizzera quale partner affidabile e piattaforma internazionale di dialogo.