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Arrivati nella notte di ieri all’aeroporto di Roma Fiumicino, alcuni cittadini italiani hanno denunciato quanto vissuto in Israele – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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23:36
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Hezbollah rivendica un attacco contro i soldati israeliani a Maroun al-Ras
Hezbollah ha rivendicato un attacco contro soldati israeliani nella città di Maroun al-Ras. In un messaggio su Telegram, riportato da al Jazeera, il gruppo ha affermato di aver preso di mira con un drone i soldati che si trovavano all'interno di una tenda. Hezbollah aveva precedentemente dichiarato di aver compiuto una serie di attacchi nel Libano meridionale e nel nord di Israele, prendendo di mira soldati israeliani, un carro armato e un centro di comando di recente istituzione.
22:47
22:47
«Trump valuta un attacco all'Iran se non arriva una svolta nei negoziati»
Donald Trump ha avuto questa mattina una riunione con i suoi consiglieri alla sicurezza nazionale sull'Iran. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali il presidente sta seriamente valutando di attaccare l'Iran a meno di una svolta dell'ultimo minuto nei negoziati. Giovedì sera il presidente è apparso più propenso all'attacco, anche se non ha ancora preso una decisione definitiva sulla ripresa della guerra.
Alla riunione hanno partecipato il vicepresidente JD Vance, il segretario alla Difesa Pete Hegseth, il direttore della Cia John Ratcliffe, il capo dello staff della Casa Bianca Susie Wiles e altri funzionari, riporta Axios sottolineando che il presidente è stato aggiornato sullo stato delle trattative e sui diversi scenari qualora le trattative dovessero fallire. Trump avrebbe sollevato la possibilità di un'operazione militare finale e «decisiva» dopo la quale dichiarare vittoria e mettere fine alla guerra. Poche ore dopo la riunione Trump ha rivisto i suoi piani e ha deciso di trascorrere il fine settimana alla Casa Bianca invece che al suo club di golf di Bedminster.
22:38
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Trump: «La guerra in Iran finirà presto e i prezzi del petrolio caleranno»
La guerra in Iran «finirà presto e quando finirà i prezzi del petrolio caleranno». Lo ha detto Donald Trump intervenendo a un evento nello stato di New York. «Abbiamo impedito all'Iran di aver l'arma nucleare», ha dichiarato.
22:37
22:37
L'IDF lancia un avviso di evacuazione in due aree a Tiro, nel sud del Libano
L'esercito israeliano ha chiesto l'evacuazione di due aree a Tiro, città nel sud del Libano già bersaglio di numerosi raid aerei israeliani nonostante il cessate il fuoco. In un messaggio su X il portavoce militare in lingua araba, Avichay Adraee, ha chiesto l'evacuazione di due edifici e delle aree circostanti, uno dei quali si trova in una zona densamente popolata della città. L'esercito sostiene che i due edifici siano utilizzati dal movimento filo-iraniano Hezbollah.
17:34
17:34
Cessate il fuoco e Hormuz aperto: la bozza dell'intesa tra USA e Iran
Un cessate il fuoco immediato, la riapertura dello Stretto di Hormuz e la graduale revoca delle sanzioni americane nei confronti dell'Iran. Sono i punti principali della bozza finale dell'accordo tra Washington e Teheran, mediato dal Pakistan, secondo quanto riferito da fonti concordanti alla tv saudita Al Hadath e a quella emiratina Al Arabiya. Dall'intesa restano però al momento esclusi i nodi cruciali del nucleare e dei missili balistici iraniani, che saranno oggetto di ulteriori negoziati che dovranno iniziare entro 7 giorni dall'entrata in vigore dell'accordo che scatta con l'annuncio ufficiale. Ecco cosa prevede:
* Cessate il fuoco immediato, completo e incondizionato su tutti i fronti, inclusi terra, mare e aria.
* Impegno reciproco a non colpire infrastrutture militari, civili o economiche.
* Fine delle operazioni militari e cessazione della guerra mediatica.
* Impegno a rispettare la sovranità, l'integrità territoriale e la non ingerenza negli affari interni.
* Garanzia della libertà di navigazione nel Golfo Persico, nello Stretto di Hormuz e nel Golfo dell'Oman.
* Meccanismo congiunto per monitorare l'attuazione dell'intesa e risolvere le controversie.
* I negoziati sulle questioni in sospeso inizieranno entro 7 giorni.
* Revoca graduale delle sanzioni statunitensi in cambio dell'impegno dell'Iran a rispettare i termini dell'accordo.
* Il testo ribadisce inoltre il rispetto del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite.
* L'accordo entra in vigore subito dopo l'annuncio ufficiale da parte di entrambe le parti.
17:23
17:23
Monito sulla Cisgiordania: firmano altri cinque Paesi
Anche Norvegia, Paesi Bassi, Canada, Australia e Nuova Zelanda hanno firmato il comunicato congiunto di condanna dell'espansione degli insediamenti in Cisgiordania rilasciato da Roma, Parigi, Londra e Berlino, secondo la versione del comunicato aggiornata sul sito di Downing Street.
17:14
17:14
L'Olanda vieta l'import dei prodotti degli insediamenti israeliani
L'Olanda ha deciso di vietare l'import dei prodotti degli insediamenti israeliani in Cisgiordania. Lo ha annunciato su X il ministro del Commercio dei Paesi Bassi Sjoerd Sjoerdsma.
«Lanciamo così un segnale forte a Israele. I Paesi Bassi non intendono contribuire al mantenimento di tale situazione illegale. La Corte internazionale di giustizia ha stabilito che l'occupazione israeliana è illegale e che è in atto l'annessione di ampie zone della Cisgiordania. Questa situazione deve cessare. Ecco perché stiamo adottando queste misure e continuiamo a esortare l'Europa a fare altrettanto», ha aggiunto.
15:25
15:25
UK, Italia, Francia e Germania a Israele: «Stop all'espansione degli insediamenti»
In una dichiarazione congiunta sulla Cisgiordania, i leader di Regno Unito, Italia, Francia e Germania chiedono «al governo israeliano di porre fine all'espansione degli insediamenti e dei poteri amministrativi, di garantire la responsabilità per la violenza dei coloni e di indagare sulle accuse contro le forze israeliane, di rispettare la custodia hashemita sui Luoghi Santi di Gerusalemme e gli accordi storici sullo status quo, e di revocare le restrizioni finanziarie all'Autorità Palestinese e all'economia palestinese».
«Negli ultimi mesi - prosegue la dichiarazione congiunta - la situazione in Cisgiordania è peggiorata significativamente. La violenza dei coloni ha raggiunto livelli senza precedenti. Le politiche e le pratiche del governo israeliano, incluso un ulteriore consolidamento del controllo israeliano, stanno minando la stabilità e le prospettive di una soluzione a due Stati. Il diritto internazionale è chiaro: gli insediamenti israeliani in Cisgiordania sono illegali. I progetti di costruzione nell'area E1 non farebbero eccezione. Lo sviluppo dell'insediamento E1 dividerebbe in due la Cisgiordania e costituirebbe una grave violazione del diritto internazionale. Le imprese non dovrebbero partecipare alle gare d'appalto per la costruzione di insediamenti nell'area E1 o in altri insediamenti. Dovrebbero essere consapevoli delle conseguenze legali e reputazionali derivanti dalla partecipazione alla costruzione di insediamenti, incluso il rischio di essere coinvolte in gravi violazioni del diritto internazionale».
«Ci opponiamo fermamente - si legge ancora nella nota - a coloro, compresi membri del governo israeliano, che sostengono l'annessione e lo sfollamento forzato della popolazione palestinese». «Riaffermiamo il nostro incrollabile impegno - conclude la nota - per una pace globale, giusta e duratura, basata su una soluzione negoziata a due Stati, in conformità con le pertinenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, in cui due Stati democratici, Israele e Palestina, vivano fianco a fianco in pace e sicurezza entro confini sicuri e riconosciuti».
15:12
15:12
Al Arabiya: «Nelle prossime ore l'annuncio di un accordo tra Iran e USA»
Secondo fonti di Al Arabiya, la bozza finale di un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran, mediato dal Pakistan, potrebbe essere annunciata entro poche ore. I punti chiave dell'accordo - già riportati da media sauditi - includono, tra gli altri, il cessate il fuoco immediato, la garanzia della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz e la graduale revoca delle sanzioni statunitnesi.
L'accordo, riferiscono le fonti della tv emiratina, dovrebbe entrare in vigore immediatamente dopo l'annuncio ufficiale da parte di entrambe le parti.
13:56
13:56
Flotilla, una cinquantina di attivisti ricoverati a Istanbul
Circa una cinquantina di attivisti della flottiglia bloccata a inizio settimana dalla marina israeliana mentre cercava di raggiungere Gaza sono stati ricoverati a Istanbul per lesioni riportate durante il periodo di detenzione in Israele. Lo si apprende da fonti della Global Sumud Flotilla, citate dall'agenzia italiana Ansa.
11:50
11:50
«La bozza finale dell'accordo Iran-USA non include il nucleare»
L'emittente tv saudita Al Hadath ha rivelato oggi di essere entrata in possesso della bozza finale del possibile accordo tra Stati Uniti e Iran, mediato dal Pakistan: nel documento non viene menzionata alcuna clausola relativa al programma nucleare iraniano o alla minaccia dei missili.
Secondo il report, la bozza finale include tra l'altro: la cessazione delle operazioni militari e della guerra mediatica, il rispetto della sovranità e dell'integrità territoriale dell'Iran e la non interferenza negli affari interni, la garanzia della libertà di navigazione nel Golfo Persico, nello Stretto di Hormuz e nel Golfo di Oman.
I negoziati sulle questioni ancora irrisolte tra le parti dovrebbero iniziare entro sette giorni, ed è prevista una graduale revoca delle sanzioni americane in cambio dell'impegno dell'Iran a rispettare le condizioni dell'accordo.
11:49
11:49
Servizio penitenziario Israele: «Gli attivisti sono stati trattati da procedura»
Il Servizio penitenziario israeliano (Ips) ha dichiarato che il suo personale ha agito «secondo le procedure» dopo che un video diffuso dal ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir ha mostrato attivisti della flottiglia diretta a Gaza subire un trattamento umiliante da parte del personale di sicurezza. Lo riporta Haaretz.
«Al momento dell'arrivo dei detenuti, le guardie carcerarie erano tenute ad agire per mantenere l'ordine e la sicurezza del sito. Tutte le azioni sono state eseguite in conformità con le procedure e le considerazioni professionali», ha affermato il Servizio penitenziario.
L'Ips ha inoltre affermato che alcuni dei detenuti ripresi mentre venivano umiliati non erano sotto la sua giurisdizione al momento delle riprese. Fonti della sicurezza hanno affermato che la maggior parte dei video documentati proveniva da aree sotto il controllo delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) e della polizia.
Ma, sottolinea Haaretz, la parte del video che mostra un membro delle forze di sicurezza costringere a terra un attivista che grida «Palestina libera» è stata filmata in un'area sotto il controllo del Servizio penitenziario israeliano. Aggiungendo che in una foto dove si vedono attivisti della flottiglia inginocchiati con la testa a terra, sono visibili anche membri dell'Ips.
L'Ips non ha risposto alla richiesta di chiarimenti e il ministero degli Esteri - a cui il quotidiano israeliano ha chiesto se la procedura di documentazione dei partecipanti alla flottiglia fosse una prassi accettata per la detenzione di persone in casi simili - ha rimandato la questione al servizio penitenziario.
11:38
11:38
Libanio: sei morti tra cui due soccorritori e una bambina nel sud
Un attacco israeliano nel sud del Libano ha ucciso sei persone, tra cui due soccorritori e una bambina. Lo ha dichiarato il ministero della Salute nazionale.
Tra le vittime dell'attacco al villaggio di Deir Qanun al-Nahr, c'erano due soccorritori dell'associazione scout Risala, uno dei quali lavorava anche come fotografo freelance, e una bambina siriana. L'associazione è legata al movimento Amal, alleato di Hezbollah.
09:00
09:00
«L' Iran sposta miliardi tramite la piattaforma di crypto Binance»
L'Iran ha trasferito miliardi di dollari attraverso la piattaforma Binance per finanziare il regime e le transazioni continuano anche questo mese. Lo scrive il Wall Street Journal.
Le operazioni sul più grande exchange di criptovalute al mondo sono avvenute nonostante i ripetuti segnali d'allarme. Binance afferma di avere «tolleranza zero per le attività illecite».
Mentre l'Iran si preparava al conflitto con gli Stati Uniti, un importante finanziatore del regime ha creato una rete di pagamenti segreta per garantire il flusso di denaro alle forze armate. Al centro di questa rete c'era Binance.
Fino a dicembre, la rete, gestita da Babak Zanjani, un iraniano che si autodefinisce un operatore «anti-sanzioni», ha effettuato transazioni per 850 milioni di dollari in due anni sulla piattaforma di criptovalute, principalmente attraverso un singolo conto di trading, come dimostrano i report interni di Binance sulla conformità normativa.
07:00
07:00
Il punto alle 7.00
Una parte degli attivisti italiani della Global Sumud Flotilla per Gaza, rilasciati dalle autorità israeliane, sono arrivati poco dopo le 23.00 all'aeroporto di Roma Fiumicino da Istanbul. Nella capitale turca erano giunti nel tardo pomeriggio a bordo di uno dei tre voli charter della Turkish decollati da Eilat con tutti gli altri attivisti di vari Paesi che avevano partecipato alla Flotilla. I primi a rientrare erano stati questa mattina, via Atene, Alessandro Mantovani, giornalista de «Il Fatto Quotidiano» e il deputato del Movimento 5 Stelle, Dario Carotenuto. Ad attendere i 16 attivisti arrivati a Roma, un gruppo di parenti e amici con bandiere della Palestina. Arrivati in Italia, gli attivisti hanno parlato delle torture subite, sia fisiche sia psicologiche, e di aver vissuto per 48 ore in un campo di concentramento. «Ad alcuni hanno rotto le costole, altri sono stati molestati sessualmente, ma siamo anche stati torturati dal punto di vista psicologico. Per andare al porto mi hanno chiusa in una gabbia di ferro di un metro, dove non si vedeva nulla e fuori i cani che abbaiavano e graffiavano sul ferro», è la testimonianza di Antonella Mundu, toscana. «Se prima eravamo tornati umiliati ma sostanzialmente integri, stavolta torniamo letteralmente con le ossa rotte», è invece il laconico commento di Luca Poggi, di 28 anni. «Mi hanno buttato a terra, riempito di botte in quattro, mi mettevano fascette sulle mani stringendole e poi le staccavano via tirandole. Ma ancora, cercavano di farmi uscire la spalla, oppure mi prendevano per i capelli e mi alzavano su tipo trofeo», sono invece le descrizioni di Marco Montenovi, 43.enne di Ancona. Attorno a loro un centinaio tra simpatizzanti, amici e parenti, che con slogan e applausi li hanno accolti per il rientro a casa.
Proseguono intanto i colloqui indiretti tra Teheran e Washington, con il Pakistan che funge da mediatore. Lo afferma l'agenzia iraniana Isna, secondo cui le due parti si stanno attualmente scambiando messaggi e bozze di testo nel tentativo di stabilire un quadro per un accordo.
I leader Houthi in Yemen hanno dal canto loro ribadito il proprio pieno sostegno all'Iran dichiarando che «Israele può essere sconfitto» nonostante la sua forza militare e l'alleanza con gli Stati Uniti. Lo riporta Al Jazeera. Mahdi al-Mashat, capo del Consiglio politico supremo dello Yemen - organo esecutivo degli Houthi - ha esortato i governi regionali a unirsi e a non allinearsi alle politiche statunitensi e israeliane, avvertendo che «oggi la neutralità è tradimento, perché agevolare il nemico è considerato il più grande tradimento». Al-Mashat ha inoltre sostenuto il diritto dell'Iran a controllare lo Stretto di Hormuz e a impedirne l'utilizzo da parte di avversari.
Dall'inizio dell'anno, l'OMS a Gaza ha registrato 22 attacchi contro strutture sanitarie, che hanno causato vittime o compromesso il trasporto di pazienti e l'operatività delle strutture stesse. Lo scrive in una nota l'Ufficio ONU per il Coordinamento degli Affari Umanitari (OCHA) sottolineando che nella Striscia, poco più della metà delle strutture di assistenza sanitaria primaria è attualmente operativa e poco più della metà degli ospedali è funzionante, seppur solo parzialmente. Secondo quanto riportato, ieri sono stati raccolti oltre 180 pallet di materiale medico, tra cui vaccini, medicinali refrigerati e prodotti igienico-sanitari, presso il valico di Kerem Shalom a Gaza, per sostenere i servizi di un sistema sanitario che tuttavia «resta ancora ben lontano dalla piena ripresa». Per quanto riguarda la Cisgiordania, l’OCHA segnala che la violenza dei coloni continua: tra il 12 e il 18 maggio, l'ufficio ONU ha documentato almeno 49 attacchi da parte dei coloni che hanno causato vittime o danni, tra cui un aumento degli incendi dolosi contro case, terreni agricoli, veicoli e una moschea. Con questi, quest'anno si contano oltre 870 attacchi da parte dei coloni in più di 220 comunità, con conseguenti vittime o danni materiali. L’OMS afferma che nei primi quattro mesi di quest'anno, oltre un terzo delle richieste di cure presentate da pazienti a Gerusalemme Est e in Israele sono state respinte o sono rimaste in sospeso. Il tasso di approvazione è significativamente inferiore rispetto al periodo precedente all'escalation dell'ottobre 2023, quando venivano approvate oltre due terzi di tali richieste. Le Nazioni Unite sottolineano la necessità di agevolare l'accesso all'assistenza sanitaria per le persone provenienti dalla Cisgiordania e da Gaza.
I leader repubblicani della Camera dei Rappresentanti statunitense, infine, hanno ritirato un voto su una mozione per limitare la facoltà del presidente Donald Trump di ordinare attacchi militari contro l'Iran, dopo che è apparso chiaro che la risoluzione, portata con la forza dai democratici, sarebbe stata probabilmente approvata. «Non avete i voti!», hanno scandito i deputati dem in un momento di grande tensione nell'aula, quando i repubblicani hanno tentato di rinviare la votazione a dopo il rientro dei parlamentari dalla pausa di una settimana per il Memorial Day, nel resoconto dei media americani. L'approvazione del provvedimento sarebbe stata interpretata come un atto di censura nei confronti di Trump e della guerra da lui avviata con Israele contro l'Iran senza alcuna autorizzazione al Congresso. I sondaggi d'opinione continuano a indicare che la maggioranza degli americani è contraria al conflitto, che finora ha causato un aumento dei costi dell'energia e scosso le catene di approvvigionamento globali. Trump e i suoi alleati hanno difeso il conflitto come necessario per impedire all'Iran di dotarsi di armi nucleari.
