Mondo
La diretta
Si tratta di uno degli attacchi più sanguinosi degli Houthi tra quelli registrati nella recente escalation dei combattimenti tra i ribelli filoiraniani e la coalizione guidata dall'Arabia Saudita – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
LIVE

23:11
23:11
Presunto attacco a base Raf, riarrestati due sospetti
Due uomini sono stati arrestati di nuovo, questa volta per spionaggio per conto dell'Iran, nell'ambito delle indagini sul presunto piano di attacco denunciato a fine settembre contro la base della Raf di Fairford, nel sud dell'Inghilterra, messa a disposizione degli USA anche per i recenti raid della guerra contro Teheran. Lo ha annunciato l'antiterrorismo britannico.
Si tratta di un 24enne britannico e di un 25enne con doppia cittadinanza britannica e iraniana, entrambi residenti nel quartiere londinese di Westminster. Il primo era stato fermato il 27 settembre vicino alla base, l'altro il primo ottobre nella capitale britannica: entrambi erano poi stati rilasciati su cauzione.
Nel corso delle indagini, segnate da contraddizioni e misteri, erano stati fermati altri cinque uomini per l'episodio del 27 settembre, tuttora in libertà su cauzione. Quella notte la polizia aveva bloccato nel villaggio di Whelford tre furgoni diretti verso la base, evacuando circa 85 abitazioni, con l'intervento degli artificieri, anche se in seguito era stato escluso il ritrovamento di esplosivi. I due sospetti finiti di nuovo in manette erano stati arrestati inizialmente con l'accusa di preparazione di un atto terroristico.
«Si tratta di un'indagine ancora in pieno svolgimento e la raccolta delle prove prosegue, ma al momento la nostra posizione resta invariata: riteniamo altamente probabile un coinvolgimento dello Stato iraniano», ha dichiarato Laurence Taylor, capo dell'antiterrorismo britannico. «I nostri investigatori continuano a esaminare quale sia stato il livello di tale coinvolgimento e le finalità che c'erano dietro», ha aggiunto. Lo stesso premier britannico Andy Burnham aveva parlato di «forti indicazioni» del coinvolgimento di Teheran nel presunto attacco sventato contro la base. Accuse che erano state respinte con forza dall'ambasciatore iraniano nel Regno Unito, Seyed Ali Mousavi, che aveva chiesto a Londra di «fornire prove».
23:10
23:10
Una petroliera è esplosa dopo aver colpito una mina a sud di Hormuz
La Marina delle Guardie Rivoluzionarie iraniane ha dichiarato che una superpetroliera che trasportava oltre 2 milioni di barili di petrolio greggio è esplosa e ha preso fuoco dopo aver urtato una mina navale a sud dello Stretto di Hormuz. Lo riportano Al Jazeera e Iran International.
In una dichiarazione rilasciata oggi, la Marina delle Guardie Rivoluzionarie ha affermato che la petroliera aveva spento i sistemi radar e di navigazione e ignorato gli avvertimenti mentre tentava di allontanarsi attraverso quella che Teheran considera una rotta meridionale non autorizzata.
Le Guardie Rivoluzionarie hanno avvertito che gli armatori e gli equipaggi che operano nel Golfo Persico e nel Golfo dell'Oman saranno ritenuti responsabili per l'utilizzo di rotte non autorizzate e che qualsiasi attività che ignori le restrizioni di sicurezza nello stretto incontrerà una "ferma risposta".
Anche nei giorni scorsi i Pasdaran avevano annunciato simili incidenti che avevano coinvolto delle superpetroliere nello stesso tratto di mare, con lo stesso carico e la stessa dinamica.
La forza armata iraniana ha fatto sapere che in tutto oggi tre petroliere hanno urtato delle mine nello Stretto di Hormuz, nel cuore del conflitto tra Teheran e Washington.
Due navi "hanno preso fuoco e sono rimaste bloccate dopo aver urtato mine piazzate dalla marina dei Guardiani lungo una rotta considerata illegale, a sud dello Stretto", hanno precisato in un comunicato pubblicato sul loro sito, Sepah News.
Una terza petroliera invece - che come detto trasportava due milioni di barili di greggio e aveva disattivato tutti i sistemi radar e di navigazione - "è esplosa", hanno aggiunto le Guardie Rivoluzionarie in seguito in una nota diffusa dalla televisione di Stato. Non sono stati resi noti la provenienza del carico né le bandiere delle navi.
18:10
18:10
IDF: «Ucciso a Gaza uno dei rapitori della 22.enne Shani Louk»
L'IDF comunica che in un'operazione insieme con lo Shin Bet è stato ucciso un terrorista di Hamas che prese parte al rapimento della 22enne tedesco-israeliana Shani Louk il 7 ottobre 2023.
Le ultime foto della giovane la ritraevano seminuda su un pickup, probabilmente già morta, circondata da terroristi armati a Gaza.
L'attacco, lanciato nella zona di Jabalia, nella Striscia, ha colpito Tamer Mohammad Ibrahim Al-Zabaq, che faceva parte - riferisce l'esercito israeliano - dell'ala militare di Hamas.
17:20
17:20
Oltre 70 vittime dopo l'attacco Houthi in Yemen
L'attacco missilistico sferrato ieri dagli Houthi, vicini all'Iran, contro un campo militare delle forze governative yemenite ha provocato oltre 70 morti, secondo un nuovo bilancio fornito oggi dalle autorità locali.
Si tratta dell'attacco più letale registrato in Yemen nelle ultime settimane, in un contesto di aumento dei combattimenti tra gli Houthi e il governo yemenita, riconosciuto a livello internazionale e sostenuto dall'Arabia Saudita.
In un comunicato, il governatorato di Shabwa (nel centro del Paese) ha reso noto che il bilancio è salito a 73 vittime, mentre proseguono le ricerche per chiarire la sorte di 14 persone ancora disperse.
Il giorno precedente, le autorità avevano riferito di 53 morti e 200 feriti nell'attacco, che ha colpito un centro di addestramento per membri dei servizi di sicurezza e di polizia; secondo le forze governative yemenite, sono stati utilizzati tre missili balistici.
Gli Houthi hanno rivendicato l'azione, dichiarando di aver preso di mira "raggruppamenti di truppe nemiche saudite nel campo di Al-Alam, gestito da ufficiali sauditi".
La provincia di Shabwa, situata in un'area sotto il controllo del governo, è una regione strategica, ricca di petrolio e gas. Secondo una fonte militare, l'esercito teme che questo attacco possa essere il preludio a una nuova offensiva di terra, dopo la rapida conquista, avvenuta a settembre per mano degli Houthi, della città portuale di Mokha e di altre località lungo la costa del Mar Rosso, oltre che dello strategico stretto di Bab el-Mandeb.
13:37
13:37
Il Regno Unito invia caccia Raf in Arabia Saudita contro i raid degli Houthi
Il Regno Unito ha annunciato l'invio in Arabia Saudita di caccia Typhoon della Raf, oltre a un aereo da trasporto Atlas A400M, per missioni difensive contro gli attacchi degli Houthi sostenuti dall'Iran. La decisione segna un'escalation del coinvolgimento britannico nel conflitto regionale.
«I Typhoon della Raf condurranno operazioni di difesa aerea sull'Arabia Saudita, contribuendo a proteggere le città saudite, le popolazioni civili e le infrastrutture nazionali critiche dagli attacchi degli Houthi», ha dichiarato il ministro della Difesa Wes Streeting in una nota.
«Questi aerei opereranno con un ruolo difensivo e non condurranno attacchi contro gli Houthi», ha precisato Streeting, che ha confermato anche la proroga di altri 90 giorni della missione dell'aereo cisterna Voyager della Raf inviato in precedenza da Londra in Arabia Saudita. L'A400M è invece destinato al trasporto di consiglieri militari ed equipaggiamenti.
«Condanniamo inequivocabilmente gli attacchi degli Houthi e sosteniamo pienamente il diritto dell'Arabia Saudita e del governo legittimo della Repubblica dello Yemen a difendersi», ha aggiunto il ministro della Difesa. Il Regno Unito, ha sottolineato Streeting, «non può permettere che la navigazione internazionale sia minacciata o tenuta sotto ricatto» nel Mar Rosso e nello stretto di Bab el-Mandeb. Lo schieramento della forza aerea punta a sostenere gli sforzi «per creare le condizioni per una soluzione politica del conflitto».
06:38
06:38
Il punto alle 6:00
Sale ad almeno 58 morti il bilancio provvisorio dell'attacco sferrato dagli Houthi, che ieri hanno lanciato tre missili balistici contro il campo militare di al-Alam, nella provincia meridionale di Shabwa. Lo riferisce Al Jazeera.
È uno degli attacchi più sanguinosi degli Houthi tra quelli registrati nella recente escalation dei combattimenti tra i ribelli filoiraniani e la coalizione guidata dall'Arabia Saudita.
Secondo un funzionario militare, le persone colpite erano reclute che facevano parte di una forza di recente costituzione denominata Rapid Intervention (Intervento rapido), incaricata di difendere la zona. I razzi hanno colpito mentre le reclute erano schierate in formazione per una sessione di addestramento.
