Telecomunicazioni

Gli operatori svizzeri guardano a Starlink, ma puntano sulle reti terrestri

Al momento escludono che questa tecnologia possa sostituire a breve le infrastrutture terrestri
Ats
26.06.2026 11:27

I principali operatori telecom svizzeri si preparano a sfruttare in futuro le reti satellitari come quella di Starlink - il sistema sviluppato dalla società di Elon Musk - ma escludono che questa tecnologia possa sostituire a breve le infrastrutture terrestri.

Le reti terrestri non verranno sostituite

In Svizzera i collegamenti via satellite saranno piuttosto un complemento alle reti mobili e fisse esistenti, hanno affermato i dirigenti di Swisscom, Sunrise e Salt durante una tavola rotonda organizzata ieri a Berna in occasione dell'assemblea annuale dell'associazione elvetiche delle telecomunicazioni (asut). «La tecnologia satellitare non sostituirà le reti di terrestri», ha dichiarato il CEO di Salt Max Nunziata interpellato dall'agenzia AWP, sottolineando che «la capacità di trasmissione non è infatti in grado di offrire le stesse prestazioni delle attuali infrastrutture mobili».

Un potenziale c'è

Tuttavia, secondo il dirigente con master in ingegneria elettrica al Politecnico federale di Zurigo, la tecnologia ha già dimostrato il proprio potenziale. Un anno fa Salt aveva infatti effettuato a Interlaken (BE) un test riuscito di invio di SMS tramite Starlink. In quell'occasione i satelliti hanno operato come vere e proprie antenne di telefonia mobile in orbita, consentendo la trasmissione del segnale direttamente a normali smartphone senza necessità di dispositivi o apposite applicazioni.

Qualche difficoltà

L'ostacolo principale resta però di natura normativa. Nunziata ha spiegato all'AWP che, sebbene la tecnologia firmata Elon Musk sia pronta, l'attuale quadro regolatorio non autorizza ancora l'utilizzo delle frequenze mobili per le comunicazioni dirette con i satelliti. Bisognerà quindi attendere ancora un paio di anni in Svizzera, prima di poter beneficiare di questo sistema. La definizione degli standard internazionali è attesa durante il vertice dell'Unione internazionale delle telecomunicazioni (ITU) del prossimo anno. Poi seguiranno la regolamentazione nell'Unione europea. Solo allora le autorità svizzere competenti - la Commissione federale delle comunicazioni (ComCom) e l'Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM) - prenderanno decisioni in merito alle autorizzazioni nella Confederazione.

Si valuta l'introduzione di collegamenti satellitari

Anche Swisscom e Sunrise stanno valutando l'introduzione dei collegamenti satellitari. Sunrise collabora già con l'operatore europeo AST per una fase sperimentale e sta esaminando anche una possibile partnership con Starlink. Swisscom, dal canto suo, sta valutando collaborazioni con Starlink, AST e altri operatori e prevede di prendere una decisione entro la fine dell'anno.

Bisognerà attendere

Ma secondo il CEO di Swisscom, Christoph Aeschlimann, la tecnologia non sarà disponibile in Svizzera prima del 2028. Stando a Aeschlimann, tutti e tre i principali operatori elvetici finiranno probabilmente per integrare i collegamenti satellitari nelle proprie offerte. La tecnologia potrebbe rivelarsi particolarmente utile in caso di interruzioni della rete mobile o della fibra ottica, ad esempio in seguito a frane nelle regioni alpine o a violenti temporali. Starlink, va ricordato, è divenuto noto soprattutto per il suo impiego in Ucraina - dove garantisce comunicazioni civili e militari da quando è scoppiata la guerra di aggressione lanciata dal Cremlino - mentre è stato utilizzato anche in Iran durante le proteste e il conseguente blocco di Internet imposto dalle autorità della Repubblica islamica.

Ma l'evoluzione riguarda anche l'accesso fisso a Internet. Il servizio satellitare di Starlink è infatti già disponibile e, secondo Swisscom, offre velocità comprese tra 200 e 300 megabit al secondo. Nelle aree rurali prive di collegamenti in fibra ottica ciò starebbe già sottraendo quote di mercato agli operatori tradizionali, con una perdita stimata tra l'1% e il 2%. Secondo Aeschlimann, nei prossimi anni la tecnologia continuerà inoltre a migliorare rapidamente, fino a consentire connessioni dell'ordine di un gigabit al secondo.