Il dato

Gli svizzeri mangiano meno cioccolato, ma lo pagano di più

Nel 2025 sono state smerciate 192.458 tonnellate di cioccolato, il 7,9% in meno dell'anno precedente – I prezzi aumentano, spinti fra l'altro dall'elevato del costo delle materie prime, cacao in primis
© CHIARA ZOCCHETTI
Ats
20.03.2026 11:53

Gli svizzeri mangiano meno cioccolato, ma lo pagano di più, perché i prezzi aumentano, spinti fra l'altro dall'elevato del costo delle materie prime, cacao in primis. Stando ai dati diffusi oggi dall'associazione dei produttori Chocosuisse nel 2025 sono state smerciate 192.458 tonnellate di cioccolato, il 7,9% in meno dell'anno precedente. A calare è stato il consumo interno (-4,4% a 55.719 tonnellate), ma ancora di più il comparto dell'export (-9,3% a 136.829 tonnellate).

Due cattive notizie

È una cattiva notizia per gli operatori del ramo, a cui se ne aggiunge un'altra: il consumo pro capite nella Confederazione è sceso del 2,7% a 10,3 chilogrammi, di cui il 6,1 chilogrammi di cioccolato svizzero (-4,5%) e 4,2 chilogrammi di prodotto importato (-0,2%).

Cresce il giro d'affari

Il quadro è invece di netto incremento se si considera il giro d'affari: +11,8% a 2,5 miliardi di franchi. «L'industria continua a subire una notevole pressione sui costi», argomenta Chocosuisse. «In particolare il forte aumento dei prezzi del cacao ha incrementato sensibilmente i costi di produzione e ha reso necessari adeguamenti dei prezzi in molti mercati. Allo stesso tempo, il calo dei volumi di vendita dimostra che la domanda è diminuita in un contesto di prezzi più elevati».

Il mercato internazionale

Secondo l'organizzazione il contesto di mercato internazionale è determinante per il futuro del settore: con una quota di esportazioni superiore al 70% il ramo dipende infatti fortemente da condizioni quadro stabili e da mercati aperti. «Il cioccolato svizzero gode di un'ottima reputazione in tutto il mondo», afferma il presidente di Chocosuisse Beat Vonlanthen, citato in un comunicato. «Proprio in un contesto di mercato esigente è fondamentale che le nostre aziende possano continuare a contare su condizioni quadro economiche affidabili». L'associazione chiede in particolare un accordo commerciale con gli Stati Uniti e un accesso senza ostacoli al mercato dell'UE.

Le aziende ticinesi

Fanno parte di Chocosuisse 16 aziende attive nel ramo, due delle quali ticinesi: la Alprose di Caslano e la Chocolat Stella di Giubiasco. Complessivamente le imprese nel 2025 davano lavoro a circa 4.600 persone.

In due anni aumenti del 20-40%

Aumenti compresi fra il 20 e il 40%: è quanto rileva un'analisi dell'agenzia Awp, che ha confrontato i prezzi del cioccolato attuali con quelli di due anni or sono. All'inizio del 2024, una tavoletta da 100 grammi di Halba cioccolato al latte costava 1,60 franchi da Coop: attualmente si pagano 1,95 franchi, il che corrisponde a un incremento del 22%. La progressione presso Migros è simile: la tavoletta di cioccolato al latte Frey Extra costa attualmente circa il 20% in più.

Anche fondente e bianco

Anche il cioccolato fondente e quello bianco sono diventati più cari. Per il primo attualmente da Coop bisogna sborsare il 40% in più, da Migros circa il 16% (2,30 franchi a tavoletta in entrambi i casi); il secondo era in vendita a 1,95 franchi da Coop e a 2,10 franchi da Migros, mentre ora si devono mettere sul piatto 2,30 franchi in tutti e due in negozi.

Per quanto riguarda il cioccolato premium il rincaro è ancora più consistente: una tavoletta di cioccolato al latte Lindt è a 3,60 franchi presso entrambi i grandi distributori, mentre due anni fa non superava 2,45 franchi (+40%).

Previsto un calo dei prezzi

Gli esperti del settore ritengono che i prezzi del cioccolato rimarranno ancora per un po' a livelli elevati a causa delle strategie di acquisto dei rivenditori e dei produttori, anche se nel frattempo il cacao sul mercato mondiale è tornato a costare meno. Nella seconda metà del 2026 e in particolare nel 2027 sono tuttavia previste riduzioni dei prezzi.