News
La diretta

«Gli USA potrebbero riprendere le operazioni di combattimento su larga scala contro l'Iran»

Secondo «Axios», il Pentagono ha dato alcuni giorni fa istruzioni al Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) di completare i preparativi per la ripresa degli attacchi – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
LIVE
«Gli USA potrebbero riprendere le operazioni di combattimento su larga scala contro l'Iran»
Red. Online
08.10.2026 07:06
08:34
08:34
Kpler: «Il traffico a Hormuz ai minimi da 2 mesi dopo l'aumento degli attacchi»

Il numero di navi in transito nello Stretto di Hormuz è crollato al livello più basso da oltre due mesi, secondo la società di analisi Kpler. Lo riportano i media internazionali tra cui Al Jazeera.

Il calo segue un numero record di attacchi alle petroliere registrato dall'inizio del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran. Martedì hanno attraversato lo stretto sette navi adibite al trasporto di materie prime; si tratta del dato più basso dal 23 luglio, come evidenziato dai dati di Kpler.

«Il volume di greggio che attraversa lo stretto è calato del 27% rispetto al picco registrato la settimana precedente - durante il conflitto - attestandosi ad almeno 10,1 milioni di barili al giorno», hanno riferito gli analisti di Kpler Emmanuel Belostrino e Yui Torikata. «Si è tornati alla media di settembre, un valore pari al 74% dei livelli pre-conflitto».

Mercoledì il numero di navi in transito nello stretto è salito leggermente a 10, rimanendo però ben al di sotto delle oltre 20 unità registrate giornalmente domenica e lunedì. Negli ultimi due giorni, il numero di navi entrate nello stretto ha superato quello delle navi in uscita.

Dal canto suo, Hezbollah ha ricevuto 200 milioni di dollari dall'Iran per aiutare i libanesi sfollati a causa della guerra con Israele. Lo scrive Reuters online citando due persone a conoscenza diretta del trasferimento, mentre gli Stati Uniti hanno contestato tale affermazione: il portavoce del Dipartimento di Stato, Tommy Pigott, ha dichiarato in un comunicato che il denaro «non esiste», accusando Hezbollah di «cercare di salvare la faccia con storie false su afflussi di contanti dall'Iran». Secondo un portavoce del Dipartimento del Tesoro, l'Iran è «a corto di denaro» e «non dispone del denaro necessario per finanziare la sua campagna di terrore».

Secondo le fonti, Hezbollah ha ricevuto il denaro il mese scorso, nonostante la crescente morsa economica statunitense sull'Iran e le difficoltà sempre maggiori nel far arrivare fondi all'alleato libanese di Teheran. Gli intermediari che hanno trasferito il denaro hanno applicato una commissione del 20%, cifra che riflette i rischi legati ai rapporti con il gruppo; una delle fonti ha precisato che tale commissione è quattro volte superiore a quella abituale.

Interpellato in merito, un funzionario di Hezbollah ha dichiarato che è stata reperita una somma di denaro e che nei prossimi giorni verrà annunciato un piano per la sua distribuzione, senza tuttavia fornire dettagli sulla provenienza dei fondi. Stando a una delle fonti, Hezbollah utilizzerebbe i fondi per erogare una somma iniziale di 3'000 dollari a famiglia, dando priorità a coloro i cui villaggi sono stati distrutti o risultano inaccessibili a causa dell'occupazione israeliana; si tratta di circa 50'000 famiglie.

L'Iran aveva promesso fondi a Hezbollah dopo aver siglato un accordo provvisorio con Washington nel mese di giugno, che consentiva alla Repubblica Islamica di vendere il proprio petrolio. Tale accordo è poi saltato a luglio.

08:33
08:33
Gaza, a un anno dal cessate il fuoco, nessun ospedale pienamente attivo

Oggi nessun ospedale della Striscia di Gaza è pienamente operativo: nell'ottobre 2025, 14 dei 36 ospedali di Gaza erano parzialmente funzionanti. A distanza di quasi un anno, gli ospedali parzialmente operativi sono 20, ma nessuno di essi funziona a pieno regime. A rilevarlo è un nuovo rapporto dell'organizzazione Physicians for Human Rights Israel (Phri) che esamina la situazione del sistema sanitario di Gaza a un anno di cessate il fuoco iniziato nell'ottobre dello scorso anno, rilevando che le condizioni sono migliorate solo marginalmente. Lo riporta il Times of Israel.

Nell'ottobre 2025, Gaza disponeva di 103 posti letto in terapia intensiva. Il rapporto indica che, entro il luglio 2026, tale numero è aumentato di una sola unità, raggiungendo quota 104. Il documento segnala inoltre che i pazienti a Gaza hanno continuato a morire in attesa di evacuazione medica: secondo il ministero della Salute di Gaza (gestito da Hamas), tra l'ottobre 2023 e il 2 luglio 2026 almeno 1'570 pazienti sono deceduti mentre attendevano di essere evacuati per ricevere cure; tra questi figurano 505 malati di cancro e almeno 264 bambini.

Intanto, un attacco israeliano ha ucciso una donna e ferito diversi palestinesi a nord-ovest di Gaza City. Lo scrive l'agenzia palestinese Wafa citando fonti locali secondo cui l'artiglieria israeliana ha colpito l'area circostante la stazione di al-Khazindar.

07:22
07:22
Houthi: «Colpito con un missile balistico l'aeroporto di Riad»

Gli Houthi dello Yemen hanno dichiarato oggi di aver colpito il principale aeroporto internazionale della capitale saudita Riad con un missile balistico, ennesimo attacco contro l'Arabia rivendicato dal gruppo sostenuto dall'Iran.

La rivendicazione è giunta il giorno dopo che i combattenti antigovernativi avevano annunciato il lancio di una serie di attacchi in Arabia Saudita - costati la vita a tre persone - e dopo che il governo yemenita, sostenuto da Riad, aveva annunciato una vasta controffensiva contro gli Houthi.

«Le nostre forze armate hanno colpito con successo l'aeroporto internazionale Re Khalid di Riad utilizzando un missile balistico; il vettore ha centrato l'obiettivo con precisione, causando l'interruzione delle operazioni aeroportuali», ha dichiarato su X il portavoce militare Yahya Saree.

È la terza volta in questa settimana che il gruppo rivendica un attacco contro lo scalo. «Ribadiamo il nostro appello e il nostro avvertimento - per l'ultima volta - a tutte le compagnie aeree internazionali affinché non continuino a operare voli attraverso lo spazio aereo saudita», ha aggiunto Saree.

07:08
07:08
Il punto alle 7.00

Il Pentagono ha dato alcuni giorni fa istruzioni al Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) di completare i preparativi per la ripresa delle operazioni di combattimento su larga scala contro l'Iran. Lo riporta Axios, citando funzionari USA. La direttiva non indicava una data specifica per l'avvio degli attacchi e il presidente Donald Trump non ha ancora preso decisioni definitive. Tuttavia, fonti di USA e Israele hanno affermato che l'azione potrebbe avvenire prima delle midterm di novembre e, forse, prima delle elezioni israeliane di una settimana prima. Nel mirino, obiettivi energetici, infrastrutturali e nucleari iraniani. La ripresa del conflitto nelle prossime 3 o 4 settimane potrebbe influenzare le elezioni di metà mandato USA, in parte a causa del possibile aumento dei prezzi del petrolio. «Il compito del Dipartimento è elaborare e presentare opzioni militari al Presidente», ha dichiarato un funzionario del Pentagono ad Axios. Mentre un altro della Casa Bianca ha affermato che Trump ha tutte le opzioni a disposizione in qualsiasi momento: «gli Stati Uniti si trovano in una posizione di grande forza, controllando lo Stretto di Hormuz mentre l'economia iraniana sta collassando» e «il presidente ha in mano tutte le carte e farà ciò che è meglio per gli Stati Uniti». Venerdì, il team per la sicurezza nazionale di Trump si è riunito a Camp David per diverse ore allo scopo di discutere di guerra e altre questioni. Un funzionario israeliano ha detto che parte della riunione è stata dedicata alla possibile ripresa di operazioni di combattimento su larga scala in Iran. Dopo l'incontro, il segretario di Stato Marco Rubio ha detto che la discussione è stata riservata a pianificare la politica estera a «lungo termine», con lo stallo negoziale USA-Iran. Ieri Trump ha parlato con il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Si è trattato della loro seconda conversazione in pochi giorni, dopo un lungo periodo di scarso contatto. Un funzionario USA ha riferito che i due hanno discusso di «memoria e rispetto per le vittime del massacro del 7 ottobre». Qualora dovessero riprendere le operazioni di combattimento su larga scala, è molto probabile che si possa vedere Stati Uniti e Israele agire in tandem, con la partecipazione diretta delle forze armate israeliane. Una nuova escalation - o anche solo un inasprimento della tensione o dello stato di emergenza - potrebbe avvantaggiare Netanyahu sul piano politico, impedendo agli avversari di attaccarlo nella fase conclusiva della campagna elettorale.

Intanto Donald Trump ha corretto il tiro sulla sua precedente affermazione secondo cui l'Iran potrebbe «colpire» San Diego o Los Angeles, dicendo che Teheran colpirebbe le due città se disponesse di un'arma nucleare. «Non avevamo scelta, perché non possiamo permettere che ottengano una nuova arma», ha affermato il tycoon nel comizio a sostegno dei repubblicani a San Antonio, in Texas, parlando della guerra all'Iran. «Ma volete vedere un trauma? Volete vedere dei problemi? L'ho detto l'altro giorno: lasciate che lancino un missile su San Diego o Los Angeles. Lasciate che colpiscano. Volete vedere uno scenario da incubo? Volete vedere dei problemi?», ha continuato. «Lasciate che colpiscano San Diego, che colpiscano Los Angeles, se volete vedere accadere cose terribili. Volete vedere un Paese precipitare nel caos? Non permetteremo che accada. Proteggiamo le nostre città. Proteggiamo il nostro Paese. Non lasceremo che succeda», ha rincarato, certo che, in merito all'eventuale acquisizione di un'arma nucleare, l'Iran «la userebbe davvero». Trump aveva suscitato polemiche lunedì, dopo aver detto a un comizio in Nebraska che l'Iran potrebbe «distruggere» Los Angeles o San Diego come «un prezzo modesto da pagare» per la guerra all'Iran. A San Antonio il tycoon ha ribadito le sue affermazioni su un'economia USA in forte espansione, «mai come in passato», e sui 21.000 miliardi di dollari di investimenti diretti esteri, ignorando l'inflazione e l'impennata dei prezzi del carburante. Ha continuato a ripetere che, conclusa la guerra in Iran, i costi energetici scenderanno «molto rapidamente». Il tycoon, con il senatore Ted Cruz e il suo candidato al Senato Ken Paxton seduti in prima fila, ha rinnovato la promessa sul 'dividendo Trump', l'assegno da 5.000 dollari promesso a tutti gli adulti statunitensi, a patto che i repubblicani mantengano la maggioranza alla Camera e al Senato.

Stati Uniti e Iran hanno nel frattempo discusso del programma nucleare di Teheran a New York questo mese nell'ambito di negoziati indiretti: lo riferisce NBC News citando un funzionario americano, uno del Medio Oriente e uno iraniano. Secondo quanto riportato, l'amministrazione Trump vuole che qualsiasi accordo in discussione con Teheran affronti quelle che definisce «questioni critiche ancora aperte», incluso il programma nucleare. Washington «non è interessata a un altro memorandum provvisorio incentrato solo sullo Stretto di Hormuz prima di passare ai colloqui sul nucleare». L'Iran ha proposto un accordo di sette giorni secondo cui gli USA avrebbero dovuto iniziare a revocare le sanzioni e a sbloccare i fondi iraniani in cambio della riapertura dello stretto, con discussioni sul nucleare da tenersi separatamente in una fase successiva. Tuttavia, il presidente Donald Trump ha respinto la proposta.

La Colombia, invece, riaprirà ufficialmente la propria ambasciata a Gerusalemme a metà ottobre, con una visita in Israele del ministro degli Esteri Omar Bula Escobar. Lo ha confermato l'ambasciatrice israeliana in Colombia Vivian Aisen, secondo quanto riferito da Infobae. La riapertura della sede diplomatica rientra nel processo di ristabilimento delle relazioni tra Bogotà e Israele, interrotte nel 2024 e ripristinate nell'agosto scorso dal nuovo governo del presidente Abelardo de la Espriella. Bula ha già nominato Tania Gilinski nuova ambasciatrice colombiana in Israele: la diplomatica ha assunto ufficialmente l'incarico il 2 ottobre. La Colombia aveva annunciato anche il ripristino dell'esenzione reciproca dai visti turistici, in vigore da settembre. Con la riapertura a Gerusalemme, Bogotà rafforza così il nuovo corso dei rapporti bilaterali con Israele, che comprende cooperazione in materia di sicurezza, agricoltura, salute, tecnologia e commercio.