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«Gli USA rassicurano sulla volontà di rispettare l'intesa sui dazi»

Lo ha riferito il commissario europeo al Commercio, Maros Sefcovic, intervenendo davanti alla Commissione commercio internazionale del parlamento europeo
© OLIVIER HOSLET
Ats
24.02.2026 16:49

«Da quando è stata emessa la sentenza» dalla Corte suprema degli Stati Uniti che ha bocciato i dazi doganali stabiliti dal presidente Donald Trump «sono rimasto in costante contatto con i miei omologhi, che mi hanno entrambi rassicurato sul fatto che intendono rispettare l'accordo con l'UE», ha riferito il commissario europeo al Commercio, Maros Sefcovic, intervenendo davanti alla Commissione commercio internazionale del parlamento europeo, precisando che «anche il rappresentante commerciale degli Stati Uniti, Jamieson Greer, lo ha affermato pubblicamente».

Portare avanti il processo

«Capisco la vostra decisione di rinviare le votazioni» sull'accordo UE-USA sui dazi, «ma è fondamentale che continuiamo a portare avanti il processo di attuazione dei nostri impegni previsti dalla dichiarazione congiunta: il voto in plenaria a marzo deve rimanere il nostro obiettivo, a condizione, ovviamente, che otteniamo maggiore chiarezza dagli Stati Uniti», ha aggiunto.

Squilibrio e deficit

Nelle relazioni tra UE e Cina «stiamo assistendo a un'accelerazione di tendenze che ci preoccupano», tra cui l'aumento dello «squilibrio nel nostro commercio bilaterale, con un deficit commerciale con Pechino che raggiungerà i 360 miliardi di euro (329 miliardi di franchi al cambio attuale) nel 2025», ha anche riferito Sefcovic.

La concorrenza cinese

Tra gli altri aspetti critici, Sefcovic ha menzionato la «crescente» presenza cinese in settori chiave, nonché una «diminuzione della quota di mercato delle aziende dell'UE in Cina, con le loro esportazioni e i loro investimenti in paesi terzi che vengono sostituiti dai loro concorrenti cinesi».

Infine, il commissario europeo ha sottolineato la capacità della Cina «di sfruttare la nostra dipendenza in settori strategici, come dimostra l'imposizione di controlli sulle esportazioni nel settore delle materie prime critiche da parte di Pechino negli ultimi anni».