Conflitti

Guerra in Iran, a Zurigo le prime aziende pianificano il lavoro ridotto

Il settore dei viaggi è sotto pressione – Quattro pre-notifiche di lavoro ridotto sono state inoltrate nel Canton Zurigo – Altri Cantoni osservano la situazione, tra cui il Ticino
© Shutterstock
Red. Online
11.03.2026 09:39

La guerra in Iran comincia ad avere ripercussioni anche sull’economia svizzera. Nel canton Zurigo alcune aziende del settore dei viaggi e dell’aviazione hanno avviato le prime procedure per ricorrere al lavoro ridotto.

Presentate quattro pre-notifiche a Zurigo

Secondo quanto confermato dall’ufficio cantonale del lavoro al portale Nau.ch, sono state presentate quattro pre-notifiche di lavoro ridotto legate direttamente alle conseguenze del conflitto in Medio Oriente. Si tratta di una fase preliminare necessaria prima che un’azienda possa eventualmente ottenere l’indennità per lavoro ridotto. Di quali aziende si tratti esattamente non è al momento dato sapere. Per ora le principali compagnie aeree svizzere riferiscono di non aver previsto il ricorso a questa misura. Sia Swiss sia Edelweiss Air hanno confermato al portale svizzero tedesco che le loro operazioni proseguono normalmente, ad eccezione di alcune destinazioni particolarmente sensibili come Dubai e Tel Aviv.

Tutto dipende dall’evoluzione del conflitto

Secondo Elisha Nicolas Schuetz, portavoce della Federazione svizzera delle agenzie di viaggio, non c’è da aspettarsi un forte aumento delle pre-notifiche di lavoro ridotto. «Gli svizzeri continueranno a prenotare le vacanze, ma potrebbero semplicemente orientarsi verso altre destinazioni». Naturalmente tutto dipenderà dall’evoluzione del conflitto. «Se dovesse protrarsi più a lungo o estendersi ulteriormente, è possibile che alcune aziende debbano valutare misure supplementari, tra cui anche il ricorso al lavoro ridotto».

Altri cantoni osservano la situazione

Anche altri cantoni stanno monitorando l’evoluzione della situazione. Nel canton Berna non si esclude che alcune aziende possano informarsi sulla possibilità di ricorrere al lavoro ridotto. In Vallese le autorità ritengono possibile che soprattutto settori energivori o fortemente orientati all’export possano ricorrere a questo strumento se il conflitto dovesse protrarsi.

La Direzione della Divisione dell’economia del Canton Ticino ha fatto sapere che è ancora troppo presto per una valutazione. Eventuali richieste di lavoro ridotto verrebbero comunque esaminate caso per caso, come di consueto. Nel Canton Grigioni si sottolinea invece che i Paesi del Medio Oriente rappresentano solo una quota limitata dei turisti invernali. Per questo motivo non ci si aspetta, almeno nell’immediato, un calo significativo.

Le autorità ricordano tuttavia che la guerra non rappresenta automaticamente un motivo sufficiente per ottenere le indennità. Le aziende devono dimostrare in modo credibile che la perdita di lavoro è direttamente collegata al conflitto.

Prime cancellazioni anche nel turismo svizzero

L’instabilità legata al conflitto in Medio Oriente ha già effetti indiretti anche sul turismo elvetico. In alcune destinazioni turistiche svizzere sono state segnalate cancellazioni, in particolare in località molto frequentate come il Rigi, il Titlis e negli hotel della città di Lucerna. Anche nel Luganese si registrano i primi effetti: il Grand Hotel Villa Castagnola ha visto sfumare un importante evento internazionale a causa delle complicazioni legate al conflitto.