Guidare stanchi: quanti rischi

L'UPI lancia una campagna d'informazione
Ats
10.03.2011 18:27

BERNA - L'Ufficio di prevenzione degli infortuni (UPI) lancia una campagna contro la sonnolenza al volante, a cui, secondo varie stime, si deve il 10-20% degli incidenti stradali. La campagna, che durerà tre anni, intende promuovere gli effetti benefici di una breve siesta. Gli attacchi di sonnolenza possono colpire chiunque. Ma anche la semplice stanchezza riduce notevolmente la capacità di guida: non si è in grado di valutare correttamente la velocità, e i riflessi sono rallentati come quando si è sotto l'effetto dell'alcol, sottolinea l'upi in un comunicato odierno. L'unico rimedio davvero efficace è dormire a sufficienza.Quando si è al volante, quindi, ai primi segni di stanchezza occorre fermarsi il più rapidamente possibile e fare un sonnellino di almeno 15 minuti per recuperare le forze, ossia fare una «turbosiesta», scrive l'upi. Bere una bibita contenente caffeina prima del sonnellino può aumentarne l'efficacia. Invece trucchetti come abbassare il finestrino, alzare il volume dell'autoradio o cantare a squarciagola non aiutano a combattere la sonnolenza.La stanchezza al volante ha varie cause, tra cui la carenza di sonno, la guida a orari in cui normalmente si dorme, i periodi di veglia prolungati, l'alterazione del ritmo sonno-veglia, ma anche malattie o disturbi del sonno come l'apnea da sonno o la depressione.