Hantavirus, l’evacuazione della MV Hondius tra resistenze e procedure rigide

L’arrivo nel porto di Granadilla, a Tenerife, gli sbarchi controllati di equipaggio e passeggeri e, infine, i voli di rimpatrio. Per la nave da crociera MV Hondius, colpita nelle scorse settimane da un focolaio di hantavirus, quella di oggi è stata la giornata del passaggio sotto il controllo diretto delle autorità europee sul piano sanitario e logistico.
L’imbarcazione ha gettato l’ancora nel porto dell’isola spagnola attorno alle sette di mattina, dopodiché sono iniziate le procedure di sbarco. Mezz’ora dopo, le autorità sanitarie sono salite a bordo per verificare lo stato di salute di passeggeri ed equipaggio, i quali «continuano a essere asintomatici», ha commentato durante un incontro informativo la ministra spagnola della Sanità, Monica García.
Il braccio di ferro
Tuttavia, le rassicurazioni delle autorità spagnole hanno placato solo in parte le polemiche e le resistenze interne. Ancora durante la notte, il governatore delle Canarie, Fernando Clavijo, si era opposto all’ancoraggio della nave. Il braccio di ferro si è poi risolto con un intervento di Madrid, che ha imposto, con un atto amministrativo, l’accoglienza della MV Hondius sull’isola.
Prima di giungere a Tenerife, l’imbarcazione si trovava a Capo Verde e ha ottenuto il permesso di attraccare alle Canarie perché, secondo le direttive dell’OMS, quello era il luogo più vicino dotato di strutture adeguate a gestire l’emergenza. Clavijo si era lamentato non solo dei rischi per gli abitanti delle Canarie, ma anche del modo in cui il Governo spagnolo aveva gestito la questione, a suo dire senza coinvolgerlo e, in diversi casi, senza neanche informarlo. In un’intervista rilasciata sabato aveva affermato che il Madrid aveva ignorato le autorità locali. Secondo i media spagnoli, in realtà, la contrapposizione tra Clavijo e Sánchez ha ragioni politiche più ampie. In passato Coalición Canaria, il partito di centrodestra guidato da Clavijo, si era già scontrato con il Governo spagnolo sul tema dell’immigrazione.
Divisi per nazionalità
Lo sbarco dei primi passeggeri è iniziato alle 9.30, ora locale. I primi a scendere sono stati quattordici cittadini spagnoli. A bordo, in tutto, c’erano 88 passeggeri e 61 persone dell’equipaggio, per un totale di 149 persone. La gestione dell’evacuazione della nave, rimasta ancorata in rada, è stata pensata per limitare il più possibile la sua permanenza sull’isola, così come quella dei passeggeri in Spagna.
Gli occupanti sono stati divisi per nazionalità, fatti scendere su piccole imbarcazioni e portati all’aeroporto con un viaggio in autobus di 10 minuti circa. Da lì sono rientrati nei rispettivi Paesi con voli di rimpatrio organizzati dalle autorità dei Paesi di provenienza. Oggi, come detto, sono stati portati a terra i cittadini spagnoli, seguiti da quelli dei Paesi Bassi, Francia, Canada, Regno Unito, Turchia, Irlanda e Stati Uniti. L’ultimo volo a lasciare la Spagna sarà quello diretto in Australia che dovrebbe partire oggi con a bordo anche cittadini della Nuova Zelanda e di alcuni Paesi asiatici.
Per motivi di sicurezza, i passeggeri, tutti asintomatici, sono stati autorizzati a portare solo effetti personali in borse di plastica. Sulla nave sono rimaste una trentina di persone dell’equipaggio, con il compito di riportarla nei Paesi Bassi, dove verrà disinfettata.
«Contatti ad alto rischio»
L’Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato di considerare tutti coloro che si trovavano a bordo della nave da crociera Hondius colpita dall’epidemia di hantavirus come contatti ad «alto rischio» e che pertanto dovrebbero essere monitorati attivamente per 42 giorni.
«Classifichiamo tutti quelli a bordo come contatti ad alto rischio», ha dichiarato Maria Van Kerkhove, direttrice dell’OMS per la prevenzione delle epidemie e delle pandemie, aggiungendo che è raccomandato «un monitoraggio attivo di tutti i passeggeri e i membri dell’equipaggio». Secondo l’OMS, il rischio per le persone in generale e per gli abitanti delle Isole Canarie rimane «basso». Il suo direttore, Tedros Adhanom Ghebreyesus, è arrivato a Tenerife per seguire le operazioni e sabato ha scritto una lettera per rassicurare gli abitanti dell’isola (che sono circa 960 mila), ribadendo che i rischi per la salute pubblica sono bassi.
Corsa al vaccino
Nonostante le rassicurazioni delle autorità sui rischi contenuti di contagio – e sul fatto che l’hantavirus non rappresenti affatto un nuovo Covid – l’episodio ha riacceso il dibattito sui pericoli sanitari legati alla diffusione di infezioni in ambienti chiusi e ad alta mobilità, come le navi da crociera e gli aerei. Dopo il nuovo allarme sanitario, si è riaperta anche la corsa allo sviluppo di un vaccino contro l’hantavirus. Tra i nomi coinvolti figura pure Moderna, l’azienda diventata celebre per il vaccino anti-Covid sviluppato in tempi record durante la pandemia del 2020.
In quarantena un membro svizzero dell’equipaggio
Tra i membri dell’equipaggio della nave Hondius sbarcati a Tenerife figura anche un cittadino svizzero. Lo ha confermato l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) all’agenzia Keystone-ATS. Secondo le autorità sanitarie, non vi sarebbero altri cittadini svizzeri a bordo della nave. L’uomo è stato posto in quarantena per un periodo che potrebbe durare fino a sei settimane. Secondo l’UFSP, che ha confermato la notizia anticipata dal portale 20 Minuten, non presenta sintomi e mantiene un atteggiamento ottimista.
L’UFSP ha inoltre precisato che la competenza sulla quarantena dei membri dell’equipaggio spetta ai Paesi Bassi. I passeggeri della nave, invece, dovrebbero essere trasferiti nei rispettivi Paesi d’origine.
Attualmente, oltre al membro dell’equipaggio, altri tre cittadini svizzeri sono monitorati, tutti e tre in Svizzera. Il primo, risultato positivo al test per l’hantavirus, ha contratto la malattia sulla nave da crociera, ed è tuttora ricoverato all’Ospedale universitario di Zurigo (USZ), dove si trova dal 4 maggio. L’UFSP è in contatto con lui e, secondo quanto riferito dalle autorità svizzere, le sue condizioni sono buone.
Secondo le indicazioni dell’UFSP, sua moglie resta in isolamento domiciliare a titolo precauzionale. La coppia aveva già lasciato la nave da crociera alla fine di aprile per rientrare in Svizzera. Successivamente, solo al rientro a Zurigo, l’uomo ha sviluppato i primi sintomi.
Infine, anche una terza persona residente a Ginevra si trova in isolamento domiciliare. Secondo quanto comunicato venerdì dall’UFSP, si tratta di una donna che ha condiviso un volo partito dall’isola di Sant’Elena e diretto a Johannesburg, in Sudafrica, sul quale viaggiava anche una persona gravemente malata. La donna, tuttavia, non era a bordo della nave da crociera.
