USA

Hillary: «Non conoscevo Epstein. Se volete la verità interrogate Trump sotto giuramento»

Audizione a porte chiuse a Chappaqua (NY): l’ex first lady accusa i repubblicani di «teatro politico» — Oggi atteso Bill Clinton, mentre resta aperto il nodo delle domande mai poste al presidente
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Red. Online
27.02.2026 07:16

«Se volete la verità sul caso Epstein, interrogate sotto giuramento Trump. E magari il suo ex amico e alleato Elon Musk». Così Hillary Clinton nel corso dell’audizione tenutasi ieri a porte chiuse a Chappaqua (NY), durante la quale i repubblicani hanno costretto l’ex first lady a testimoniare sul caso Epstein, con l’intento di distogliere l’attenzione da Trump, a sua volta citato nei files. L’operazione prosegue oggi con la prevista audizione di Bill Clinton, che dovrà chiarire i suoi rapporti — almeno professionali — con l'imprenditore pedofilo, mentre resta sempre aperto il quesito sul perché analoghe domande non vengano rivolte al tycoon.

L’audizione

E come lascia intendere la sua affermazione, Hillary non ha di certo voluto tirarsi indietro, puntando invece il dito contro l’House Oversight Committee e il suo leader repubblicano James Comer, accusandoli di aver costruito un «teatro politico partigiano». Ma torniamo all’audizione in sé, durante la quale la Clinton ha affermato di non ricordare di aver mai incontrato Epstein. «Non ho mai volato sul suo aereo né visitato la sua isola, le sue case o gli uffici. Non ho nulla da aggiungere a questo», aggiungendo che «come ogni persona perbene, sono rimasta inorridita da ciò che abbiamo scoperto sui loro crimini». Perché, dunque, interrogarla? L’ex first lady ha affermato di essere stata costretta dai Repubblicani a testimoniare, nonostante fossero «pienamente consapevoli che non possiedo alcuna conoscenza in grado di aiutare la vostra indagine, al fine di distogliere l’attenzione dalle azioni del presidente Trump e di coprirle, nonostante le legittime richieste di risposte».

Le domande

I repubblicani l’hanno poi interrogata su ciò che sapesse dei finanziamenti di Jeffrey Epstein alla fondazione del marito, ma lei ha spiegato di non aver partecipato alla sua creazione perché all’epoca era senatrice. Le è stato poi chiesto perché Ghislaine Maxwell fosse stata invitata al matrimonio della figlia Chelsea; Clinton ha chiarito che Maxwell non era una loro invitata diretta, bensì ospite di un altro partecipante. Secondo l’interpretazione politica emersa, i Clinton restano di fatto un bersaglio privilegiato per l’ala più radicale repubblicana, in particolare quella vicina al movimento Maga, convinta di poter trovare prove della loro colpevolezza nei documenti su Epstein.

«Al mio posto dovrebbe esserci Trump»

«Se questo Comitato fosse serio nel voler scoprire la verità sui crimini di Epstein, non si affiderebbe ai briefing mediatici per ottenere risposte dal nostro attuale presidente sul suo coinvolgimento. Gli chiederebbe direttamente sotto giuramento delle decine di migliaia di volte in cui compare nei file Epstein», ha dichiarato, sottolineando che assieme a Trump andrebbe sentito «chiunque chieda in quale notte ci sarebbe stata la “festa più sfrenata” sull’isola di Epstein», facendo riferimento ad un messaggio di Elon Musk. L’audizione è stata temporaneamente sospesa dopo che la deputata Lauren Boebert ha fatto circolare una foto di Hillary al podcaster conservatore Benny Johnson, che l’ha pubblicata online. Gli avvocati di Clinton hanno protestato, sottolineando l’incoerenza di aver rifiutato un’audizione pubblica per poi diffondere selettivamente immagini, chiedendo quindi trasparenza completa.