I 23 milioni di dollari assegnati alla FIFA rimangono bloccati

Una somma di 23 milioni di dollari attribuita alla Federazione internazionale di calcio (Fifa) dal Ministero pubblico della Confederazione (MPC) rimane bloccata. Il Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona ha accolto parzialmente due ricorsi. Il denaro proviene da tangenti a dirigenti del calcio latinoamericano in occasione dell'assegnazione dei diritti di trasmissione. Una delle banche attraverso cui erano transitati i fondi aveva presentato una denuncia contro uno dei suoi collaboratori nel luglio 2015. Questo dipendente avrebbe consigliato al defunto Julio Grondona, all'epoca presidente della Federazione argentina e vicepresidente della Fifa, il modo migliore per effettuare i pagamenti. È quanto emerge da due decisioni della Corte dei reclami del TPF pubblicate oggi.
Falsità in documenti
I ricorsi parzialmente accolti dai giudici bellinzonesi provengono da una società e dal nipote di Grondona. Il ricorrente è stato condannato nel novembre 2019 dall'MPC per falsità in documenti. Avrebbe fatto in modo di non apparire come titolare del conto aperto presso la banca. La procura federale ha attribuito gli importi alla Fifa, che si era costituita parte civile nel procedimento penale e aveva fatto valere le proprie pretese. Come indicato dalla Corte dei reclami del TPF nelle sue decisioni, l'MPC non era però autorizzato ad assegnare definitivamente tale denaro. Poiché la Fifa non era l'unica ad avanzare pretese, il Ministero pubblico della Confederazione avrebbe dovuto procedere a una ripartizione - una sorta di assegnazione provvisoria - a favore della parte più legittimata, e fissare un termine all'altra parte per opporsi. Per la Corte dei reclami del TPF, sarebbe anche ipotizzabile una confisca. Il caso torna quindi al MPC per una nuova decisione. (decisioni BB.2023.177 e 178 del 2 dicembre 2025)