Berna

«I Cantoni potranno determinare l'aiuto sociale per i rifugiati ucraini»

Va dato un maggiore margine di manovra per l'aiuto sociale destinato ai rifugiati con statuto S che si trovano in Svizzera da oltre cinque anni, autorizzandoli a ricevere un permesso B – È quanto stabiliscono diverse modifiche di ordinanza inviate oggi in consultazione dal Consiglio federale
© Gabriele Putzu
Ats
12.08.2026 11:38

Ai Cantoni va dato un maggiore margine di manovra per l'aiuto sociale destinato ai rifugiati ucraini (statuto di protezione S) in Svizzera da oltre cinque anni, e quindi autorizzati a ricevere un permesso di dimora (permesso B), al fine di mitigare l'impatto finanziario di tale cambiamento. È quanto stabiliscono diverse modifiche di ordinanza inviate oggi in consultazione dal Consiglio federale fino al 15 ottobre con entrata in vigore a inizio marzo 2027, indica una nota governativa odierna.

Preoccupano i costi

La Legge federale sull'asilo prevede che, se dopo 5 anni il Governo non ha ancora abrogato lo statuto di protezione provvisoria, il Cantone di residenza rilasci un permesso B valido fino alla revoca ufficiale. Questo termine è in pratica destinato a scadere il 24 febbraio dell'anno prossimo. Ciò significa, che queste persone potranno ricevere l'assistenza sociale, più elevata, in linea con gli altri residenti, sia indigeni che stranieri. Un'eventualità che preoccupa i cantoni a causa dei maggiori costi che ciò implicherebbe.

Proprio per ragioni finanziarie, il 18 maggio scorso, per esempio, i direttori dei Dipartimenti delle opere sociali della Svizzera centrale avevano respinto la misura che prevede la trasformazione, dopo cinque anni, dello statuto di protezione S per i profughi dall'Ucraina in un permesso B.

Veniva inoltre criticato il fatto che la Confederazione. per ragioni finanziarie, sospenderà il proprio sostegno ai titolari dello statuto S, mentre i costi sociali rimarrebbero a carico dei Cantoni e dei Comuni. Per questo i Cantoni interessati -Lucerna, Uri, Svitto, Nidvaldo, Obvaldo e Zugo - chiedevano maggiori competenze nella definizione dell'assistenza sociale e un adeguamento della normativa federale.

Le tre possibilità

Alla luce di queste rivendicazioni, il Consiglio federale intende permettere ai Cantoni di fissare, a partire da marzo 2027, lo standard di sostegno direttamente nei propri ordinamenti. Sono ipotizzabili, stando al comunicato, tre possibilità: allineare gli standard dell'aiuto sociale a quelli applicati alla popolazione indigena e agli altri cittadini stranieri residenti, continuare a versare le prestazioni assistenziali ridotte oppure optare per una soluzione intermedia (alcuni cantoni, come Zurigo e Grigioni, si sono già mossi nella direzione indicata dall'esecutivo federale e prevedono di ridurre le prestazioni, n.d.r)

Un forfait di 1.300 franchi

Se venisse abrogato lo statuto di protezione S, i rifugiati avrebbero ancora diritto al solo soccorso d'emergenza; tale diritto scatterebbe non appena una decisione individuale di allontanamento passasse in giudicato. In questo caso, il Governo intende fissare a 1.300 franchi il forfait che la Confederazione verserebbe una tantum ai Cantoni per coprire queste spese.

Spese da 300 milioni

L’abolizione dei sussidi federali per gli Ucraini che risiedono in Svizzera da più di cinque anni dovrebbe comportare per i Cantoni costi aggiuntivi pari a 300 milioni, secondo quanto dichiarato a metà giugno ai media da Christoph Amstad, consigliere di Stato di Obvaldo e vicepresidente della Conferenza dei direttori cantonali delle opere sociali (CDOS). Amstad aveva rilasciato questa dichiarazione in occasione di una conferenza stampa del consigliere federale Beat Jans, il quale all’epoca aveva annunciato che il Consiglio federale stava valutando la possibilità di prorogare lo statuto di protezione S. Secondo Jans, il prossimo anno circa 46 mila persone con lo statuto S di protezione vivranno in Svizzera da cinque anni.

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