Svizzera

I Cantoni vogliono mantenere la competenza sulle lingue

Secondo la Conferenza dei direttori cantonali della pubblica educazione ogni Cantone deve avere la possibilità di esprimersi sul progetto del Consiglio federale, attualmente in consultazione, che prevede l'apprendimento di una seconda lingua nazionale già alle elementari
Ats
23.09.2026 16:58

L'insegnamento delle lingue deve rimanere di competenza dei Cantoni, secondo la Conferenza dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE). A suo avviso, ogni Cantone deve avere la possibilità di pronunciarsi sul progetto del Consiglio federale, attualmente sottoposto a consultazione, che prevede l'apprendimento di una seconda lingua nazionale già alle elementari.

Un'opposizione per principio

In particolare, la CDPE ha deciso di non prendere posizione sulle due varianti proposte, lasciando a ciascuna autorità cantonale il compito di esprimersi. Si oppone per principio a questo intervento della Confederazione, che giudica sproporzionato e politicamente inopportuno.

Secondo la CDPE, non sono soddisfatte le condizioni che giustificherebbero tale intervento. L'armonizzazione della scuola dell'obbligo è di competenza dei Cantoni e il bilancio del 2026 conferma un elevato grado di armonizzazione, ha fatto sapere oggi l'organizzazione.

Cooperazione intercantonale sufficiente

La CDPE si dice «convinta di essere in grado di elaborare attraverso la cooperazione intercantonale soluzioni valide per garantire l'insegnamento di una seconda lingua nazionale al livello primario».

Il progetto del Consiglio federale

Con il suo progetto, il Consiglio federale intende reagire alla decisione di diversi Cantoni germanofoni di rinviare l'insegnamento del francese al livello secondario, ovvero alle scuole medie.

L'esecutivo federale propone due varianti. La prima vuole sancire nella legge sulle lingue l'apprendimento di due lingue, una nazionale e l'inglese, alle elementari oltre a quella materna, come previsto dal sistema HarmoS.

La seconda prevede di sancire nella legge sulle lingue un requisito minimo. Ossia l'insegnamento di una seconda lingua nazionale a partire dalla scuola primaria e fino alla fine del livello secondario I.

La procedura di consultazione sul progetto del Consiglio federale si conclude il 5 ottobre.