Ticino

I carnevali dopo Crans-Montana: «Più timori? No, consapevolezza»

I principali carnevali del cantone si preparano alle manifestazioni - «Da parte dei Comuni c’è stata una maggiore richiesta di controlli» - Emblematico il caso di Novazzano, costretto a cambiare capannone - In generale, però, il dispositivo di sicurezza antincendio è collaudato
© CdT/Gabriele Putzu

Il caso forse più emblematico è il carnevale di Novazzano, dove il Comune – dopo aver rilasciato in novembre l’autorizzazione per la manifestazione – è tornato sui suoi passi, chiedendo ai responsabili dell’organizzazione di «consegnare la documentazione completa del collaudo antincendio per i capannoni che verranno montati e utilizzati durante la manifestazione temporanea». La richiesta, contenuta in una lettera inviata la scorsa settimana, ha obbligato l’organizzazione a cercare un capannone alternativo. «Il telone del capannone principale non era ignifugo e pertanto è stato necessario sostituirlo», ci spiega il sindaco Sergio Bernasconi. Una volta inviata la lettera, gli organizzatori hanno infatti chiesto un parere tecnico a una società esterna. La quale ha confermato che il telone non era a norma: «È stata un corsa contro il tempo», dice, «ma si sono dati da fare e alla fine è stato sostituito con una struttura più piccola ma in regola».

Tutelarsi è meglio

Con Novazzano, sono molti i Comuni a essere corsi ai ripari, chiedendo agli organizzatori maggiore rigore nell’applicazione delle normative antincendio. Il caso di Crans-Montana, dove la magistratura inquirente dovrà esaminare eventuali responsabilità del Comune per i mancati controlli nella discoteca, ha sicuramente indotto le autorità locali a muoversi in questa direzione. Insomma, assieme alla necessità di aumentare la sicurezza di locali e avventori, si mira anche a ridurre possibili rischi penali e finanziari. Se il compito di verificare il rispetto delle normative, in Ticino, spetta infatti per legge agli organizzatori, l’autorità comunale deve tuttavia «prendere atto» che tutto sia in regola, ricorda Bernasconi: «La legge è chiara: alla fine devi dimostrare che i controlli, tramite il privato, sono stati fatti. Come Comune devi avere in mano le certificazioni». Per questo motivo, «abbiamo invitato gli organizzatori del Carnevale a verificare, tramite una ditta esterna, se il capannone fosse conforme». L’urgenza, conclude il sindaco, era dettata dall’imminenza dell’evento, che inizierà tra due settimane.

Or Penagin

«Da anni effettuiamo il collaudo antincendio su ogni tendina», spiega dal canto suo Mauro Bissolotti, presidente del Carnevale Or Penagin di Tesserete. «Per i gestori è previsto anche un corso antincendio, con un richiamo ai materiali consentiti e agli estintori obbligatori, di regola tre. E il corpo pompieri verifica che tutto sia in regola». Bissolotti ricorda inoltre che la caserma dei pompieri si trova in paese e che, come sempre, «è previsto un picchetto, sia per la neve sia per il fuoco».

Anche il presidente di Or Penagin conferma una maggiore attenzione da parte delle autorità comunali: «Ci hanno contattato per verificare che tutto fosse conforme. Va detto che avevamo già una cultura del rischio piuttosto sviluppata». E sulle candele pirotecniche? «Non le abbiamo mai usate. Non inizieremo adesso».

Stranociada

Da un carnevale di medie dimensioni, a uno che sull’arco di due giorni totalizza fino a 13 mila persone paganti. «A Locarno, da quando la Stranociada è passata su due giorni, il tema della sicurezza ha assunto una rilevanza maggiore», spiega Alesa Martinoni, responsabile della logistica e delle tendine. «Da anni richiediamo il certificato dei materiali utilizzati per i tendoni. Ogni associazione o si affida a noi per avere una tendina conforme a questi parametri; oppure deve fornirci direttamente il certificato antincendio».

Dopo i fatti di Crans-Montana, conferma Martinoni, il Municipio ha sollecitato gli organizzatori a fornire rapporti supplementari, chiedendo al contempo di prestare la massima attenzione al tema delle vie di uscita. «Cosa che abbiamo prontamente fatto, anche se su questo tema siamo sempre stati molti rigorosi». In generale, gli organizzatori hanno fornito tutte le raccomandazioni necessarie. «In collaborazione con i pompieri e con l’ufficio tecnico effettueremo delle ronde durante il montaggio per verificare che tutto venga rispettato ed essere pronti per il collaudo antincendio, che verrà effettuato prima dell’apertura del carnevale». Durante la manifestazione, poi, una ditta di sicurezza controllerà il buon svolgimento dell’evento. C’è maggiore apprensione? «Direi che c’è maggiore consapevolezza».

Nebiopoli

Negli ultimi anni, ricorda dal canto suo il presidente del comitato del Nebiopoli Alessandro Gazzani, la manifestazione è cresciuta molto, e questo ha fatto sì che venissero apportati di volta in volta alcuni miglioramenti. «Gli organizzatori - spiega - sono responsabili di tutto ciò che avviene entro le mura del carnevale. E, quindi, del villaggio e di tutte le vie interessate dal corteo. Per le misure di sicurezza ci basiamo sul cosiddetto ‘‘concetto di sicurezza’’, sviluppato per la gestione dell’evento nella sua interezza e condiviso con gli enti di pronto intervento (pompieri, ambulanza, polizia)». Nebiopoli, inoltre, è uno dei soci fondatori del gruppo “Carnevali in sicurezza” che vede la collaborazione di diverse manifestazioni carnascialesche. «Questo ci consente di avere un confronto tra gli organizzatori anche sui temi sanitari e di sicurezza antincendio, in modo da prendere spunto anche da cosa fanno gli altri». Nulla, assicura Gazzani, viene lasciato al caso: «Dopo quanto avvenuto a Crans-Montana, si avverte un generalizzato senso di paura e quindi viene richiesta una maggiore attenzione. Ma, lo assicuro, da anni i nostri capannoni sono ignifughi e sono vietati tutti gli effetti speciali realizzati con l’uso del CO2. Inoltre, un ingegnere specializzato si occupa annualmente del collaudo antincendio, verificando che tutto sia a norma».

Insomma, la guardia è alta. «In caso di emergenza, l’organizzatore della manifestazione è responsabile della gestione della situazione per i primi dieci minuti. È fondamentale, quindi, che tutti sappiano esattamente cosa fare prima che la palla passi alla polizia». Ad esempio, racconta Gazzani, «in caso di pericolo, il deejay sa bene che per prima cosa deve spegnere la musica e accendere le luci, in modo che tutte le persone all’interno della tendina si rendano conto della situazione e siano pronti ad ascoltare i messaggi di evacuazione». Tutto viene preparato con largo anticipo e la pressione, per gli organizzatori, è elevata. «Siamo un sistema di milizia, e tutto ciò che facciamo è per i cittadini. Siamo i primi, quindi, a volerci assicurare che tutto vada per il verso giusto, anche se talvolta non è semplice far quadrare il cerchio e, soprattutto, i conti».

Rabadan

Tranquillo, in vista dei bagordi, si dice anche il presidente del comitato organizzatore del Rabadan, Giovanni Capoferri. «Da vent’anni, prima di ogni edizione un ingegnere specializzato si occupa di fare le verifiche d’idoneità, passando in rassegna il capannone principale e le tendine. In più, stavolta abbiamo predisposto che ogni uscita di emergenza del capannone sia presidiata da un agente di sicurezza. In totale, saranno otto uomini. La stessa cosa dovrà essere fatta nelle tendine, ma la responsabilità spetta in questo caso al singolo gestore».

Al Rabadan, assicura Capoferri, tutto è norma: «Le strutture, così come i materiali usati per gli allestimenti, sono ignifughi, e il perito antifuoco richiede un certificato specifico. I materiali pirotecnici, invece, sono da tempo vietati, tanto che per lo spettacolo sul palco vengono usate le scintille a freddo non incendiarie». Sul fronte della capienza, si cerca di evitare il sovraffollamento. «Le entrate sono sempre aperte, e questo facilita il via vai di persone. In più, l’agente di sicurezza può intervenire bloccando temporaneamente un accesso in attesa che la folla defluisca», dice il presidente, che quest’anno ha deciso anche di promuovere due corsi gratuiti per gli addetti ai lavori. Il 31 gennaio si terrà la formazione - obbligatoria per i responsabili delle tendine e del capannone, ma aperta anche ai gerenti dei bar all’interno del perimetro del carnevale - sull’utilizzo degli estintori, mentre il 7 febbraio il corso si concentrerà sull’evacuazione. «Il tutto per garantire un divertimento in tutta sicurezza».

Naregna

«Per noi la sicurezza è un pilastro fondamentale», assicura Matteo Guidotti, presidente del comitato organizzatore di Naregna a Biasca. «Possiamo contare su un piano di sicurezza funzionale ed efficace, consolidato nel corso degli anni, e del supporto dell’esperto in protezione antincendio, che si occupa di verificare che tutto sia a norma». Un lavoro, dice Guidotti, portato avanti insieme all’Ufficio tecnico del Comune, «con il quale la collaborazione funziona bene: le regole sono severe, ma il supporto non manca».

Quest’anno, dopo la tragedia di Capodanno, il Municipio biaschese ha annunciato che sta studiando un eventuale rafforzamento delle norme: «Ci è stato anticipato che il Municipio metterà al vaglio alcune misure supplementari, ma non sappiamo quali. In tutti i casi, partiamo da un’ottima base, quindi semmai integreremo i nuovi provvedimenti. Se ci saranno, sarà un po’ una corsa contro il tempo, ma ce la faremo».

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