I cristiani in Medio Oriente, «ora più a rischio»

Una folla di persone è tornata oggi pomeriggio nella chiesa di Sant'Elia a Damasco, insieme al Patriarca Yohanna, per pregare per le vittime dell'attentato di ieri.
Già sono definiti «martiri» i fedeli che hanno trovato la morte durante la preghiera domenicale. Il Patriarcato greco-ortodosso di Antiochia, al quale appartiene la chiesa colpita in Siria, condanna fermamente «questo atto atroce, questo efferato crimine» e invita «le autorità competenti ad assumersi la piena responsabilità della sacralità dei templi e della protezione dei cittadini».
Tante le condanne che arrivano dalle altre chiese cristiane ma anche dalle autorità civili. Ma è un dato di fatto che la minoranza dei cristiani che vive in Medio Oriente, non solo in Siria, da ieri è ritornata a vivere l'incubo degli attentati dei fondamentalisti. Una conseguenza indiretta delle tensioni che si vivono in tutta la regione.
Il cardinale di Teheran, Dominique Joseph Mathieu, lo dice chiaramente: la «surreale» escalation di «attacchi e contrattacchi» fa «temere il peggio». Mathieu critica il fatto che tutto sia diventato «giustificabile, come ottenere la pace con la guerra». Racconta di una «quotidianità stravolta» in Iran non solo per i pochi cristiani presenti ma per tutta la popolazione.
Dalla Terra Santa arriva la condanna, al massacro nella chiesa di Damasco, dall'assemblea degli Ordinari Cattolici: «Condanniamo fermamente questo atto barbaro e respingiamo le ideologie che cercano di giustificare la violenza in nome della religione».
Anche il Libano è scosso da quanto accaduto: il Patriarca maronita, il card. Bechara Boutros Rai, in un messaggio di cordoglio, esorta a «pregare e a lavorare per dare priorità al linguaggio dell'amore, del dialogo e del rispetto per l'altro, per stabilire una pace giusta e globale non solo in Siria, ma in tutti i Paesi della regione». Questi ultimi, aggiunge, «stanno assistendo a tempi molto difficili che minacciano di cancellare le loro civiltà e culture e il loro antico patrimonio storico, caratterizzato dal pluralismo, dalla diversità e dalla convivenza fraterna tra diverse religioni e etnie».
La preoccupazione per la sorte dei cristiani in Medio Oriente arriva anche dai vescovi tedeschi: «Gli omicidi trasmettono il messaggio che i cristiani siriani sono in pericolo di vita e di incolumità fisica. Chi detiene il potere a Damasco oggi è quindi ancor più chiamato a sostenere i cristiani e tutte le minoranze minacciate e ad opporsi con fermezza a tutti coloro che cercano di omologare la popolazione attraverso la violenza».