Sanità

I fisioterapisti non ci stanno: «Una moratoria produrrebbe effetti indesiderati»

Il settore vive una forte crescita, sottolineata anche da uno studio della SUPSI, ma non vuole limitazioni alle autorizzazioni
©Chiara Zocchetti
Giona Carcano
28.09.2026 22:30

A poche ore dall’annuncio dei premi di casse malati per il 2027, la sezione ticinese di Physioswiss presenta i primi risultati di un’analisi sul settore commissionata alla SUPSI. Allo stesso tempo, l’associazione di categoria prende nuovamente posizione su una possibile limitazione delle nuove autorizzazioni, che il Cantone potrebbe introdurre nel 2028.

Il punto di partenza è la forte crescita registrata dal settore della fisioterapia negli ultimi anni. Una crescita confermata anche dallo studio, ma che Physioswiss invita a leggere nel suo contesto. Secondo l’analisi, l’aumento della spesa a carico dell’assicurazione obbligatoria è dovuto a due fattori: sempre più persone ricorrono alla fisioterapia e aumenta il numero di sedute per paziente. Rispetto al resto del Paese, «la crescita è più marcata in Ticino. Physioswiss non intende minimizzarla: con i premi più alti della Svizzera, la preoccupazione della popolazione è legittima», sottolinea l’associazione. «La crescita, però, riguarda tutto il Paese: in Svizzera i rimborsi per fisioterapia per assicurato sono aumentati del 42% tra il 2017 e il 2023, e la quota di sedute erogate dalle organizzazioni di fisioterapia è passata dal 21% al 45%». A titolo di confronto, lo studio osserva che nello stesso periodo in Ticino i rimborsi per fisioterapia sono cresciuti del 72%. Tra i fattori che hanno contribuito all’aumento, l’analisi cita «degenze ospedaliere sempre più brevi, la fatturazione separata della fisioterapia nelle case per anziani, il mantenimento a domicilio e un maggior ricorso alla prescrizione da parte dei medici». Per Physioswiss, la crescita della fisioterapia «non è di per sé un elemento negativo: è anche il risultato di un sistema sanitario sempre più orientato alle cure ambulatoriali». Secondo l’associazione, questo si traduce in un recupero migliore del paziente. «Le evidenze sull’effetto complessivo sui costi sono ancora limitate: per questo Physioswiss chiede di misurare il valore della fisioterapia con indicatori di qualità e appropriatezza, e non soltanto la sua spesa». Quanto alla moratoria, il settore fa notare che «una limitazione delle nuove autorizzazioni non incide sulla possibilità delle strutture esistenti di continuare ad assumere fisioterapisti dipendenti». Una misura del genere «rischierebbe di penalizzare soprattutto chi intende aprire uno studio, favorendo la concentrazione del mercato nelle strutture più grandi già esistenti». In definitiva, per l’associazione, «una moratoria da sola rischia di avere un effetto limitato sulle dinamiche del settore» e di «produrre effetti indesiderati».

Lo studio della SUPSI mette in evidenza anche il fattore della formazione. Ogni anno, il Campus LUDES, istituto privato, «offre 120 posti di bachelor» con un titolo «rilasciato da un’università estera e poi riconosciuto in Svizzera». Un’offerta che, sottolinea l’analisi, «incide in maniera rilevante sul mercato del lavoro ticinese pur restando slegata da qualsiasi regolamentazione cantonale».

Tra le altre criticità segnalate figurano la mancata iscrizione dei professionisti al registro nazionale, le offerte che mescolano fitness e palestra con prestazioni rimborsate dalle casse malati e i modelli commerciali che presentano la fisioterapia come un investimento ad alta redditività. Infine, «mancano dati di base: non si sa quanti fisioterapisti siano attivi in Ticino né con quale grado di occupazione. Senza questi dati, qualsiasi misura rischia di colpire alla cieca».

Di qui le richieste rivolte al DSS: un censimento dei professionisti, verifiche sistematiche delle iscrizioni al registro, criteri di qualità più incisivi per l’autorizzazione, una distinzione chiara tra prestazioni sanitarie e fitness e una maggiore attenzione politica alla formazione.