I giovani riscoprono la radio

Meno pratiche collettive, più esperienze individuali. La pandemia ha fatto da spartiacque anche in ambito culturale. Così, se fino al 2019 la popolazione svizzera prediligeva i concerti, le rappresentazioni teatrali e in generale le attività al chiuso, dal COVID in avanti si sono fatte largo attività come la fotografia e il disegno, ma soprattutto le tecnologie digitali che permettono una fruizione in solitaria. Ma non è l’unico cambiamento che emerge dalla «Panoramica del tema cultura, media, società dell’informazione e sport» pubblicato dall’Ufficio cantonale di statistica (USTAT). Sì, perché tra il 2023 e il 2024, secondo i dati, si è verificata un’inversione di tendenza interessante: i giovani, dopo anni di calo, sono tornati ad ascoltare radio.
Noi e gli altri
Ma andiamo con ordine. Intanto, come evidenzia l’indagine 2024, sei ticinesi su dieci hanno dichiarato di aver assistito a concerti, spettacoli o festival, mentre circa la metà ha visitato i musei. Un terzo, invece, ha partecipato a conferenze e spettacoli teatrali. Curioso il confronto con il resto della Svizzera: dai dati emerge infatti che a livello nazionale dal 2019 si notano «importanti cali di frequenza» per concerti, teatro e musei. Tendenza che però non trova conferma in Ticino, dove anzi i numeri sono in aumento. Prendendo l’esempio dei festival, si nota come in Svizzera la frequenza sia calata di circa 6 punti percentuali, mentre in Ticino sia cresciuta dal 46 al 58%. Differenze che - fa notare l’USTAT - «possono dipendere, oltre che dalle abitudini dei cittadini, anche dalla diversa offerta culturale presente nelle regioni». Ad andare forte, nel nostro cantone, è anche e la pubblicazione online di contenuti propri sui social media e sui blog (praticata dal 42% degli interpellati), così come la fotografia amatoriale (dal 36%). A non essere migliorata negli ultimi anni è l’abitudine a leggere. Dai risultati del 2024 emerge infatti che tre quarti degli interpellati hanno letto almeno un libro nei dodici mesi precedenti. Quasi uno su tre (il 31% tra gli uomini e il 22% tra le donne), però, non ne ha letto neppure uno. Le pubblicazioni in formato elettronico, viene fatto sapere, sono state apprezzate da un quinto degli intervistati in Ticino e da un quarto del campione svizzero. Inoltre, un quinto degli interpellati ha dichiarato di aver letto almeno un fumetto nei dodici mesi precedenti.
La «musica liquida»
Sempre più diversificato anche l’ascolto della musica. Sì, perché se l’80% indica ancora la televisione e la radio come mezzi per l’ascolto di musica, il 60% oggi fa capo alla cosiddetta «musica liquida», ossia l’ascolto di brani in formato digitale su piattaforme gratuite o a pagamento. È in netto calo, per contro, l’uso dei CD, passato dal 70% del 2014 al 50% del 2019, fino al 30% del 2024. Interessante, per contro, il successo ritrovato dalla radio, specialmente tra i più giovani. Tra il 2023 e il 2024, infatti, in controtendenza rispetto agli anni precedenti, è stato registrato un leggero aumento dell’ascolto della radio. Per la fascia d’età tra i 15 e i 24 anni, i minuti di ascolto sono passati da 31 a 36, mentre nella categoria tra i 25 e i 34 anni da 43 a 48 minuti. Per contro, tra gli over 60 si è constatato un leggero calo, da 133 a 127 minuti.
Per quanto riguarda la TV, invece, 9 persone su 10 hanno dichiarato di aver visto almeno un film in televisione, mentre la visione gratuita di film via Internet o su piattaforme a pagamento riguarda ormai più della metà della popolazione. Per la prima volta, inoltre, l’indagine del 2024 ha preso in considerazione anche le serie tv, che sono state seguite dall’86% degli interpellati, tanto in Svizzera quanto in Ticino. In generale, stando alla panoramica dell’USTAT, sia il consumo radiofonico che quello televisivo aumentano con l’avanzare dell’età. Se i giovani seguono radio e TV per circa mezz’ora al giorno, gli ultrasessantenni ascoltano la radio per oltre due ore al giorno e guardano la TV per quattro ore e mezza. In tutti i casi, si tratta di dati in calo. In Ticino, nel 2024, i minuti passati davanti al piccolo schermo sono stati 146. Dieci anni fa, erano stati 172. Marcata, come detto, la differenza in base all’età. Nella fascia tra i 15 e i 29 anni, il consumo televisivo giornaliero si limita a 29 minuti al giorno. Tra gli over 60, invece, sale a 267 minuti.
Infine, dall’indagine appare in ripresa il cinema. La fruizione di film in una sala cinematografica si è attestata al 60%. In particolare, dopo anni di calo, nel 2024 è tornato a crescere il numero di spettatori, ben 307.843, un dato che non si vedeva dal 2019. In aumento costante, negli ultimi cinque anni, anche il numero di film in prima visione usciti nelle sale ticinesi: nel 2024 sono stati ben 167, 21 dei quali svizzeri.
