I lefebvriani: «Le sanzioni di Roma contro di noi non hanno valore»

La tunica di Cristo, quella che papa Leone XIV aveva chiesto di «non lacerare», alla fine è stata strappata. A Écône, in Vallese, in un giorno fortemente simbolico per i tradizionalisti - la festa del preziosissimo sangue di Gesù Cristo, abolita dalla Chiesa dopo il Concilio Vaticano II - i lefebvriani della Fraternità sacerdotale san Pio X (FSSPX) hanno consacrato questa mattina quattro nuovi vescovi al termine di una cerimonia durata quasi 6 ore.
Pur non avendo mandato pontificio, i presuli hanno risposto affermativamente alla formula liturgica: Habetis mandatum apostolicum? e hanno rivendicato la necessità di garantire la continuità e la stessa sopravvivenza della congregazione, sapendo che lo scisma avrebbe prodotto, nelle ore successive, la scomunica da parte del Vaticano.
Almeno 15 mila - oltre al migliaio di religiosi appartenenti alla Fraternità - le persone che hanno assistito alla celebrazione di Écône sul grande prato accanto al seminario della FSSPX. I quattro nuovi vescovi sono lo svizzero Pascal Schreiber, 53 anni; lo statunitense Michael Goldade, 45 anni; e i francesi Michel Poinsinet de Sivry, 42 anni, e Marc Happier, 36 anni.
All’inizio della lunghissima cerimonia, il superiore generale della FSSPX, il riminese don Davide Pagliarani,ha ribadito le ragioni che hanno portato al nuovo strappo da Roma. «Riteniamo che eventuali pene o censure contro questo nostro atto non abbiano alcun valore, ma siamo pronti a pagare qualunque prezzo per salvare la Chiesa - ha detto - Dal Concilio Vaticano II fino a oggi le autorità della Chiesa manifestano un atteggiamento contrario alla fede e agiscono contro la sacra tradizione».
La diocesi di Sion, nel cui territorio è compreso il seminario di Écône, ha espresso «profonda tristezza e un’enorme preoccupazione» per le quattro ordinazioni episcopali. La diocesi si è anche rammaricata «immensamente che i ripetuti appelli del Papa all’unità e al dialogo non siano stati ascoltati. Accompagniamo in particolare con la preghiera i fedeli turbati da questi eventi e li invitiamo a rimanere nella comunione della Chiesa», ha aggiunto.
Nessuna reazione da Roma. Ma domani, o dopodomani, arriverà la scomunica.
