I lefebvriani scrivono al al Papa: «Sanzioni ingiuste, ma non siamo amareggiati»

La Fraternità San Pio X di Écône (VS) scrive al Papa dopo la scomunica e «promette di non accogliere queste nuove sanzioni, oggettivamente ingiuste e invalide, nell'amarezza o nella ribellione. Le condanne recenti, come quelle passate, ci toccano in ciò che abbiamo di più caro: il nostro attaccamento a nostra Madre, la Chiesa Romana», scrive il superiore dei lefebvriani Davide Pagliarani.«Tuttavia - aggiunge don Pagliarani - anche in questa circostanza, tutto deve cooperare al bene delle anime e della Chiesa stessa. Per questa ragione le condanne ci spingono ad amare ancora di più la Santa Chiesa e a provvedere ai suoi bisogni con tutte le nostre forze, oggi più che mai».
La decisione della scomunica mette «in luce, una volta di più, il contesto estremamente tragico in cui si trova la Chiesa universale. Ciò che la Fraternità San Pio X ha fatto e continuerà a fare non è altro che un'iniziativa estrema di soccorso alle anime, nella confusione dottrinale e morale in cui versa la Chiesa. In nessun modo pretendiamo sostituirci alla Chiesa e non abbiamo nessun'altra pretesa, se non quella di restarle fedeli», scrive ancora don Pagliarini.
«In coscienza, non abbiamo ritenuto possibile sottrarci all'obbligo morale che abbiamo verso le anime, come abbiamo già spiegato, privatamente e pubblicamente, a Sua Santità», aggiunge dopo la decisione di scomunica.