I «misteri» della Diocesi di Lugano

Viaggio a tappe alla scoperta del «Governo delle anime» del nostro cantone
Red. Online
16.01.2013 05:25

Le ultime indiscrezioni di stampa sul possibile successore di mons. Pier Giacomo Grampa alla guida della Diocesi di Lugano tengono alta l?attenzione dell?opinione pubblica sull?immediato futuro della Chiesa cattolica nella Svizzera italiana. Ma, anche tra i fedeli, pochi sanno com?è strutturata e come funziona la Diocesi. Quali sono i centri di potere che il nuovo vescovo sarà chiamato a dirigere? E su quale apparato potrà appoggiarsi per renderli operativi? Con chi si consulta? Chi sono e cosa fanno i suoi uomini di fiducia? Vi proponiamo, da oggi, un viaggio a tappe alla scoperta del «Governo delle anime» nel nostro cantone.

Dici vescovo e subito pensi a qualche messa solenne, come la cresima di un parente, alla visita pastorale tra fumi d?incenso e cori parrocchiali, oppure all?adunata montana al San Gottardo per il primo d?agosto. Ma nella quotidianità, quello che tecnicamente si definisce «l?ordinario» della Diocesi di Lugano risiede in un palazzone di gusto fascista a due passi dalla cattedrale di San Lorenzo, esattamente in via Borghetto 6: la Curia vescovile. È quella la centrale operativa della Chiesa cattolica ticinese, il nostro Vaticano. Da lì viene amministrato un territorio di 2.811 chilometri quadrati che confina con le Diocesi di Coira, Sion, Milano, Como e Novara. In via Borghetto 6 a Lugano si prendono quotidianamente decisioni che riguardano globalmente 255 parrocchie e 230 preti (153 attivi e 77 a riposo). Senza contare strutture importanti come la Facoltà di teologia, i collegi cattolici, il quotidiano della Diocesi (il Giornale del Popolo) e numerose altre realtà (come Caritas Ticino, di cui abbiamo sentito il direttore Roby Noris).

Don Adamo Polizzi, classe 1968, bergamasco, è uno di quei 230 preti attivi in Ticino. Dopo l?ordinazione sacerdotale, nel 2006, ha iniziato il suo ministero nelle parrocchie di Medeglia e Isone, in val Vedeggio. Nel 2007, però, è stato trasferito ad Acquarossa (in val di Blenio) dove, insieme ad un «collega», amministra ben nove parrocchie. «La pastorale della benzina, è così che qualcuno ha definito l?azione concreta di molti sacerdoti sul territorio ticinese», dice. «Perché è un continuo spostarsi avanti e indietro. Io e don Michel Straziuso, ad esempio, curiamo ben nove parrocchie, oltre l?ospedale e la casa anziani. Le lascio immaginare i viaggi, la quantità di cose da fare, la fatica. Non è facile».