Terremoto

I morti tra Turchia e Siria sono oltre 50 mila, le scuse di Erdogan

«Siamo ora completamente concentrati sulla rimozione delle macerie» – Nuova scossa di magnitudo 5.6, alle 12.04, a Malatya
© KEYSTONE (AP Photo/Emrah Gurel)
Ats
27.02.2023 11:06

Sono almeno 44.374 le persone che hanno perso la vita in Turchia a causa del terremoto che ha colpito il sud est anatolico il 6 febbraio. Lo ha fatto sapere l'agenzia turca per i disastri e le emergenze Afad, come riporta Sabah.

«Siamo ora completamente concentrati sulla rimozione delle macerie», ha detto Yunus Sezer, presidente dell'Afad parlando di quasi 10 mila scosse di assestamento registrate dal giorno del sisma e oltre un milione e mezzo di sfollati nelle dieci province colpite dal terremoto mentre 563 mila persone sono state evacuate dalla zona.

Secondo la Ong Osservatorio siriano sui diritti umani, le vittime nelle zone colpite dal terremoto nel nord della Siria sono oltre 6.700, dato che porta il bilancio complessivo a oltre 50 mila morti tra i due Paesi.

Intanto stamani una nuova scossa di magnitudo 5.6 è stata registrata alle 12:04 (le 10:04 in Svizzera) a Malatya, una delle province nel sud est della Turchia già colpite dal precedente sisma. Lo rende noto l'agenzia Afad, come riporta Anadolu, facendo sapere che l'epicentro è stato individuato a Yesilyurt, uno dei distretti della città del sud est anatolico.

La tv di Stato turca Trt ha trasmesso un video in cui si vedono gli abitanti di uno dei quartieri della città uscire dagli edifici e correre in strada in preda al panico.

Le scuse di Erdogan

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha chiesto «perdono» per i ritardi nei soccorsi ad Adiyaman, una delle province più danneggiate dal terremoto che ha colpito il sud est della Turchia il 6 febbraio provocando la morte di oltre 44 mila persone.

Citando «condizioni meteorologiche non favorevoli» e «infrastrutture danneggiate», Erdogan ha detto che «nei primi giorni non siamo riusciti a lavorare ai livelli che avremmo voluto e per questo chiedo perdono», durante una conferenza stampa, trasmessa dalla tv turca Trt, ad Adiyaman.

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