Territorio

I numeri la danno in calo: «No, Chiasso si difende bene»

Dalle analisi dell’Ufficio di statistica emerge che la cittadina, in termini demografici e di migrazione, risulta essere un po’ più in difficoltà rispetto agli altri poli – Per chi vive la realtà urbana, invece, si assiste a un rilancio che fa ben sperare
© Chiara Zocchetti
Stefano Lippmann
18.03.2026 06:00

Da un lato si potrebbe dire che i numeri non mentono. Sono cifre chiare, scritte nero su bianco. Dall’altro, invece, c’è chi difende le «sfumature», la scala di grigio che può offrire una diversa chiave di lettura. È in questo contesto che si inserisce la «radiografia» recentemente pubblicata dall’Ufficio di statistica: «Dieci anni di migrazioni in Città». I numeri, in tal senso, riportano che Chiasso – rispetto alle altre città del Cantone, ovvero Lugano, Bellinzona, Locarno e Mendrisio – in determinate categorie risulta essere un po’ in difficoltà. Ma c’è anche chi - sindaco in testa - ha un’altra visione, decisamente più ottimistica, supportata anche da ciò che si «tasta» sul terreno.

Evoluzione negativa

L’analisi effettuata da Lisa Bottinelli e Danilo Bruno dell’Ufficio di statistica mostra che, nel periodo dal 2014 al 2024, Bellinzona è stata la città maggiormente in crescita, sia assoluta che percentuale (+3.221 abitanti). Chiasso, invece, ha fatto registrare una diminuzione di 638 abitanti, pari a -7,8%. Nel periodo di calo demografico cantonale del 2017-2020, si è assistito a un leggero rallentamento per Locarno, Lugano e Mendrisio e a una marcata diminuzione per Chiasso. «Le quattro città sono poi tornate a crescere – si annota nello studio – in uno slancio che però sembra già essersi arrestato nel 2024». Anche il saldo naturale – la differenza tra le nascite e i decessi – non sorride: nel decennio l’unica città ad averlo «debolmente positivo è stata Bellinzona (+91)».

E il cosiddetto saldo migratorio? «Tutte le città hanno guadagnato abitanti dalle migrazioni – queste sono le risultanze –, ad eccezione di Chiasso (-99)». Infine – nota lieta – il saldo internazionale. Tutte le città del Cantone riportano dati positivi. «L’impatto più importante – si annota – è stato però osservato a Chiasso (+12,5%), ed è dettato soprattutto dai risultati degli ultimi 3 anni, a sua volta legato dalla crescita improvvisa degli arrivi di persone con permesso di dimora B».

E controtendenza

I dati, come detto, restituiscono questo spaccato. «Dai numeri – riconosce il sindaco Bruno Arrigoni – effettivamente si nota una diminuzione in termini demografici. Ma negli ultimi anni si è anche assistito a un’inversione di tendenza».  Per il sindaco, a tal proposito, «è un dato di fatto il recupero di parte della popolazione tra il 2023 e il 2025». Piatto forte, se vogliamo, il marcato incremento di persone con permesso di dimora B che si insediano nella città più a sud del Cantone: «È un dato da leggere positivamente – commenta Arrigoni –, anche perché riguarda direttamente i posti di lavoro. Si può ipotizzare, ad esempio, che i ‘vecchi’ frontalieri abbiano scelto di abitare al di qua del confine». Da leggere v’è anche il dato relativo al saldo naturale. «È vero, era in negativo di quasi 100 unità, ma nel 2025 è migliorato e si è attestato attorno a -70. Un ‘gap’ che si è ridotto grazie all’aumento delle nascite».  

Un altro tema che si collega direttamente è quello dello sfitto. A Chiasso la percentuale di spazi abitativi non occupati è più alta rispetto alla media cantonale. Ma, va altresì detto, questa cifra negli ultimi anni è diminuita sensibilmente (dall’11,76% del 2023 al 7,58% dello scorso anno). «Il problema di Chiasso è che a inizio anni 2000 aveva molto sfitto legato soprattutto alla qualità dei palazzi risalenti agli anni ‘60 del secolo scorso». Un esempio semplice ma efficace: «Al giorno d’oggi una famiglia vuole i doppi servizi nel proprio appartamento. Molti palazzi, invece, offrivano spazi abitativi con un solo bagno». Anche in questo caso, però, l’inversione di tendenza c’è stata. «Da anni assistiamo al rinnovamento di diversi edifici. In città sono arrivati nuovi promotori immobiliari: un esempio lampante è quanto fatto nel quartiere Odescalchi». Il sindaco cita anche «alcuni palazzi di quartiere Soldini, via Volta e viale Stoppa». Insomma, tutto ciò «fa ben sperare per il futuro». Anche demografico, si aggiunge. Al 31 dicembre 2025 la cittadina contava 7.869 abitanti. Raggiungere 8.000 è un utopia? «No, quest’anno abbiamo buone possibilità di superare questa ‘barriera’».