I pernottamenti calano, ma il Ticino è controcorrente

Si conferma la frenata per il turismo svizzero nel mese di maggio, una flessione preannunciata dalle stime. Secondo i dati pubblicati oggi dall'Ufficio federale di statistica (UST), i pernottamenti sono stati 3,4 milioni, in calo dell'1,1% (-38.000) su base annua. Per quanto riguarda gli ospiti stranieri, la diminuzione (-1,6% a 1,8 milioni) è stata più marcata. La clientela indigena ha dal canto suo fatto segnare un -0,5% a 1,6 milioni.
A livello regionale, il Ticino si smarca dalla media nazionale, mettendo a segno cifre migliori rispetto a maggio 2025. Nel cantone italofono i pernottamenti sono infatti stati 267.800 (+2,9%). Discorso simile per i Grigioni, dove le notti registrate ammontano a 191.200 (+5,9%). Flessione invece per i due cantoni più turistici in numeri assoluti, ovvero Zurigo (-2,5% a 627.500) e Berna (-0,7% a 544.000).
Entrando nel dettaglio dei Paesi di provenienza degli ospiti, su tutti emergono i 337.100 pernottamenti (+0,6%) degli Stati Uniti. Contrastato il quadro dei principali mercati europei, con l'aumento della Germania (+4,8% a 294.300) al quale fa da contraltare la contrazione di Regno Unito (-2,9% a 118.300) e Francia (-0,7% a 117.600).
A essere stata particolarmente colpita è però la domanda asiatica, verosimilmente zavorrata dall'impatto sui viaggi internazionali del conflitto in Medio Oriente. Si segnalano ad esempio importanti cali per i viaggiatori indiani (-24,2%) e cinesi (-9,0%).
Complessivamente, nei primi cinque mesi dell'anno sono stati registrati 16,2 milioni di pernottamenti, una cifra inferiore dello 0,3% rispetto allo stesso periodo del 2025. Dopo la crescita osservata sia a gennaio sia a febbraio, da marzo il trend è virato al negativo. Il settore è comunque cautamente ottimista per la stagione estiva. La prova del nove in questo senso la si avrà il 15 luglio, quando l'UST renderà nota la sua prima stima relativa a giugno.