«I registri sonori del coro Tölzer rendono Mozart più splendente »

Un coro di ragazzi stellare come il Tölzer di Monaco di Baviera, la Kammerorchester di Basilea più quattro solisti d’eccezione (tra cui la star Julia Lezhneva) per un’inaugurazione da non perdere. Domani, venerdì 18 settembre, alla Chiesa di San Francesco si mette in moto la macchina del Festival classicAscona e i motivi d’interesse sul tappeto sono diversi, non da ultimo a sequela di tre meravigliosi brani di Mozart: la Messa in do minore nella sua versione incompiuta, lo struggente «Ave Verum Corpus» e la raggiante Sinfonia «Linz».
Sul podio c’è un musicista fra i più apprezzati nella musica antica, l’aretino Francesco Corti che si è conquistato gli allori sul campo, prima da cembalista (vittorie ai concorsi di Ginevra e Amsterdam, dopo gli studi fra l’Italia e l’Olanda) poi come «basso continuo» e direttore di gruppi acclamati come Les Musiciens du Louvre e Il Pomo d’oro.
Maestro, cosa cambia nel dirigere un coro di ragazzi piuttosto che uno di professionisti?
«Molte cose, ma pure nessuna. Anche se le difficoltà di certi passaggi sono a volte micidiali, il Tölzer è straordinario: risplende nella grande tradizione dei bambini tedeschi, ma ha addirittura una marcia in più perché estremamente disciplinato, addestrato da un sistema di studi molto serio. Il piacere di lavorare con loro è immenso. Di fatto, canta come un coro professionista».
Ma il timbro vocale per questa musica sarà diverso…
«Ovviamente sì. La voce del bambino prima della muta è differente da quella di una donna, nel senso che c’è una certa leggerezza negli acuti (il timbro è piuttosto chiaro) mentre i bassi risultano molto sonori e le incursioni sul registro di petto alla fine risultano semplici, coerenti. Questo spiega l’interesse di certi compositori come Bach, che hanno scritto tanto per coro di fanciulli».
Altre cose, avvertibili dall’ascoltatore?
«Quella più stupefacente è il grande volume, con un bel suono caldo incomparabile rispetto a un coro femminile. Per questa musica l’effetto è fantastico e lo splendore si percepisce ancor di più in certi passaggi, quando Mozart scriveva le grandi fughe finali, modellate nel gusto di Händel e Philipp Emanuel Bach».
Fra i cantanti solisti si ritrova anche Julia Lezhneva (che a classicAscona sarà artista residente).
«Julia è formidabile, non vedo l’ora di fare con lei questa Messa dove le parti femminili sono di soprano (una pensata per la moglie Costanze, l’altra per il castrato Ceccarelli). Ma altrettanto bravi saranno la soprano Marie Lys e le due voci maschili, Matthew Newlin e Nicolas Brooymans. Sarà interessante sentirli in questo lavoro (misteriosamente incompleto) di cui propongo una nuova edizione curata dall’editore Bärenreiter, che svela soluzioni sorprendenti».
Quanto è contato per la sua carriera nascere in una famiglia di musicisti e imparare al cembalo il giusto approccio ‘storicamente informato’ in questo repertorio?
«Moltissimo, papà (Fosco Corti) è morto quando avevo un anno, ma dirigeva il Coro della Rai, la mamma è pianista e insegnante. Avevamo un piccolo clavicembalo in casa e me ne sono subito innamorato partendo dal repertorio francese, ma le prime esperienze professionali le ho avute suonando in orchestre barocche, con Savall e Minkowski. Con quest’ultimo ho fatto tanta opera, un tipo di letteratura che coltivo regolarmente e per la quale ho una predilezione».
Da tempo, ormai, è radicato in Svizzera.
«Me ne sono andato dall’Italia verso i 18 anni e per me Basilea (dove torno a casa una volta al mese e insegno regolarmente alla Schola Cantorum) è il cuore dell’Europa. Per la musica antica, ma non solo, rappresenta un centro estremamente vivo, con un’orchestra da camera flessibile che si muove benissimo su diversi registri. E’ anche la città meno svizzera in assoluto, basta prendere un tram e in pochi minuti ti ritrovi in Germania o in Francia».
Un italiano come se la passa da queste parti?
«Ah, io sono un grande fanatico della Svizzera. La qualità della vita è altissima. Sto bene, anche perché non ci sono mai intoppi burocratici e la facilità della vita si assapora giorno per giorno».