I sondaggi negativi influenzano gli elettori, è «l'effetto Titanic»

I sondaggi possono influenzare l'esito di una votazione. Uno studio dimostra che gli elettori tendono infatti a esprimersi contro una proposta se prevedono che verrà respinta.
Per la sua indagine, il politologo Oliver Strijbis, dell'ateneo privato Franklin University di Sorengo, ha condotto tre esperimenti con 4000 persone su tre iniziative popolari: per la riduzione del canone radio-tv, il divieto di fuochi d'artificio e multinazionali responsabili. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Electoral Studies.
Ai partecipanti sono state fornite informazioni diverse sulle probabilità di successo dei testi. È emerso quello che viene definito un «effetto Titanic»: se le persone venivano a conoscenza del fatto che un'iniziativa era destinata a fallire, il loro sostegno diminuiva, affondando le possibilità di vittoria.
Al contrario, sono stati osservati indizi di una sorta di «effetto carro del vincitore», ossia un appoggio in aumento quando ci si aspetta un sì alle urne. Si tratta comunque di ripercussioni modeste e statisticamente non significative. D'altra parte, non vi è traccia di un «effetto underdog», per cui un'iniziativa con scarse chance di riuscita viene alla fine accolta.
Secondo Strijbis, non si può però parlare di manipolazione. «Sarebbe il caso se un sondaggio venisse falsificato per ottenere un risultato specifico. Non sono a conoscenza di alcuna situazione del genere e ne conosco solo uno che mi ha seriamente indotto a chiedermi se tutto si stesse svolgendo come avrebbe dovuto», ha dichiarato a Keystone-ATS.
L'essenziale è la trasparenza: per ogni indagine, l'identità del committente e di chi l'ha realizzata deve essere chiaramente segnalata. Stando all'esperto, il problema principale risiede nel fatto che in Svizzera si effettuano relativamente pochi sondaggi. È quindi impossibile correggere risultati fortemente distorti - ad esempio a causa della casualità statistica o di errori vari - utilizzando altri sondaggi.
Il ricercatore offre poi un consiglio ai comitati promotori di iniziative che, dalle prime indicazioni, stanno perdendo. A suo dire, la cosa migliore è passare sotto silenzio questi risultati negativi. Cercare di mobilitare ulteriore sostegno evocando, tramite appelli, la minaccia di una sconfitta sarebbe un boomerang, che non farebbe altro che rafforzare «l'effetto Titanic».