Politica

I Verdi: «Dopo Rösti, un’altra volpe nel pollaio»

I Verdi del Ticino esprimono preoccupazione per l’assegnazione del Dipartimento del Territorio a Piero Marchesi e criticano la scelta del Consiglio di Stato
©MIRKO AQUILINO
Red.Online
07.10.2026 18:56

I Verdi del Ticino guardano con preoccupazione alla decisione del Consiglio di Stato di affidare il Dipartimento del Territorio a Piero Marchesi. Secondo il partito, la scelta rischia di aprire la strada a un indebolimento delle politiche cantonali in materia di clima, ambiente e mobilità pubblica.

Il parallelismo con Rösti

In una nota, i Verdi evocano un possibile parallelismo con il consigliere federale Albert Rösti, parlando di «un’altra volpe nel pollaio». Il partito teme in particolare che, sotto la nuova guida, possano essere messi in discussione alcuni dossier legati alla protezione del clima e della biodiversità. «Vedremo se anche Marchesi, come Rösti, chiederà ai collaboratori di censurare termini come clima e biodiversità per poter prendere più facilmente decisioni antiscientifiche. Dovremmo poter contare sui colleghi di governo, qualora dovesse «deragliare», ma visto che sono loro ad aver messo 'la volpe nel pollaio'... non possiamo che essere preoccupati».

La ripartizione dei Dipartimenti

I Verdi criticano inoltre il percorso che ha portato alla distribuzione dei Dipartimenti. Il Consiglio di Stato ha motivato la scelta con l’obiettivo di garantire stabilità e continuità. Secondo i Verdi, però, il fatto che anche Norman Gobbi e Raffaele De Rosa fossero interessati al Dipartimento del Territorio, unito ai lunghi tempi di discussione, farebbe pensare piuttosto a una difficoltà nel raggiungere un accordo su un cambiamento degli assetti. Il risultato è quindi la conferma dello status quo, una situazione che i Verdi «sperano possa durare soltanto fino ad aprile».