I vescovi svizzeri vogliono continuare i test psicologici d'idoneità per i futuri sacerdoti

I vescovi svizzeri vogliono proseguire con i test psicologici d'idoneità dei futuri sacerdoti e garantirne il finanziamento a lungo termine. Queste valutazioni sono state introdotte nella primavera del 2025, per prevenire gli abusi sessuali.
Secondo un primo bilancio, i test psicologici hanno dato prova della loro efficacia, ha indicato oggi la Conferenza dei vescovi svizzeri (CVS). I vescovi desiderano quindi assicurarne il finanziamento sul lungo periodo, per continuare la misura. Non si tratta di un budget specifico, secondo Maurice Greder, portavoce della CVS. A suo avviso, i costi di una valutazione psicologica ammonta a circa 5000 franchi.
Le disposizioni esecutive, approvate questa settimana all'unanimità dalla CVS durante la sua assemblea ordinaria a St-Maurice (VS), regolano le competenze e il trattamento dei risultati dei test d'idoneità dei futuri preti. Queste stabiliscono anche che la Segreteria generale della Conferenza episcopale tenga un registro nazionale delle persone sottoposte alla valutazione.
Registro nazionale
I vescovi sono responsabili della formazione degli operatori pastorali e della conferimento della loro missione canonica, mentre la responsabilità delle assunzioni spetta nella maggior parte dei casi alle parrocchie. I vescovi «si impegnano a fornire loro le informazioni rilevanti per la loro assunzione (tra cui la prova che la valutazione psicologica è stata superata con successo)», viene ancora precisato.
Il test si svolge in quattro fasi. Le prime tre comprendono una valutazione psicologica, un colloquio incentrato sulle competenze e un colloquio clinico medico-legale. Tutte e tre sono realizzate da specialisti esterni e documentate in rapporti distinti, stando a un comunicato pubblicato all'inizio di febbraio. I responsabili a livello diocesano conducono poi, in una quarta fase, un colloquio con i candidati e le candidate.
Il test delle attitudini era stato avviato in reazione allo studio pubblicato nel 2023 sulla vicenda degli abusi sessuali in seno alla Chiesa cattolica elvetica.
Al termine dell'assemblea ordinaria, la CVS ha inoltre espresso preoccupazione per la guerra in Iran e per altre regioni colpite dai conflitti.