Il business della guerra non dorme mai: ecco il nuovo «Lord of war» europeo

L'Europa ha un nuovo signore delle armi, si tratta di Michal Strnad, 33enne amministratore delegato e proprietario di maggioranza di Czechoslovak Group (CSG), gruppo industriale attivo nella produzione di materiale bellico, la cui sede centrale è a Praga, in Repubblica Ceca. Il giovane imprenditore fino a poco tempo fa era sconosciuto anche in patria, ma dopo la quotazione in borsa della sua azienda, la musica è cambiata, come spiega l'Economist. Attenzione che, di riflesso, ha attirato anche la CSG.
A capo del Gruppo dal 2018
Ma andiamo con ordine. Come spiegato dallo stesso Gruppo sul proprio portale, l’azienda ha «oltre cento anni di esperienza». Per quanto riguarda quella che viene chiamata «Era CSG», il tutto nasce nel 1995 con la fondazione da parte di Jaroslav Strnad di «Excalibur Army», una realtà «attiva nel commercio di materiale ed equipaggiamento militare, l’attività centrale di CSG». Nel 2018 il cambio ai vertici, con il fondatore Jaroslav Strnad che «ha ceduto l'azienda al figlio», quel Michal di cui parliamo oggi. Nel 2022 «è avvenuta l’acquisizione di una quota di maggioranza in Fiocchi, il principale produttore di munizioni al mondo, con sedi in Italia, Gran Bretagna e Stati Uniti».
Lo scorso anno, invece, «ZVS Holding e il Ministero della Difesa della Repubblica Slovacca hanno firmato un accordo quadro per la fornitura di munizioni di grosso e medio calibro per un valore fino a 58 miliardi di euro nell'arco di sette anni. L'accordo fa parte di un progetto secondo cui la Slovacchia diventerà un fornitore strategico di munizioni per gli Stati membri dell'UE». Il 23 gennaio di quest'anno, invece, è arrivato il debutto in borsa, con il gruppo valutato a circa 25 miliardi di euro. Una mossa che, come scritto, ha puntato i riflettori su Strnad e il suo Gruppo.
Un'ascesa trainata dalla Guerra in Ucraina
Lo scorso anno, riporta sempre l'Economist, CSG ha registrato ricavi per 6,7 miliardi di euro, un aumento di 12 volte rispetto al 2021. L'80% di questi ricavi è legato al settore della difesa, rendendo CSG uno dei maggiori produttori di armamenti in Europa, il secondo del continente per quanto riguarda le munizioni, dietro alla tedesca Rheinmetall. L'ascesa dell'azienda è stata trainata dalla guerra in Ucraina. «Il produttore di armi ha svolto un ruolo centrale nella 'Czech Ammunition Initiative' guidata da Petr Pavel, il presidente del paese, e finanziata dagli alleati occidentali, che ha fornito all'Ucraina proiettili e granate. CSG ha beneficiato sia delle vendite dirette all'Ucraina, che l'anno scorso hanno rappresentato il 27% del suo totale, sia del ripristino delle scorte di munizioni europee». Il giovane a capo del Gruppo ha le idee chiare, come ribadito all'Economist: «Il momento per il consolidamento nel settore della difesa è adesso» e la sua ambizione è di fare della sua azienda il più grande produttore di armi in Europa.
Ora c'è l'Iran
Dal fronte ucraino, passiamo a quello iraniano, perché l'escalation in Medio Oriente ha incrementato la domanda. «I paesi del Golfo chiedono sistemi avanzati di difesa aerea», ha detto Strnad durante la presentazione dei risultati annuali della sua azienda. «Siamo ben posizionati per capitalizzare un contesto di forte domanda guidato dagli sviluppi geopolitici a breve termine, da quadri di approvvigionamento pluriennali e dagli aumenti strutturali dei budget per la difesa in tutta la NATO e nelle nazioni alleate. Il nostro Gruppo ha già ricevuto ordini per 15 miliardi di euro».
Cessate il fuoco? «Nessun problema»
Ma se i conflitti dovessero terminare? «Qualsiasi potenziale cessate il fuoco nel conflitto tra Russia e Ucraina», viene spiegato da CSG nella nota a commento dei risultati 2025, «dovrebbe tradursi in una ricollocazione degli ordini tra l'Ucraina e i paesi membri della NATO, così come in una modernizzazione delle scorte». Insomma, conclude il comunicato, «il riarmo dell'Europa continua a essere spinto da un contesto di crescenti tensioni geopolitiche che persisterà indipendentemente da un eventuale cessate il fuoco».
