Economia

Il caro-carburante trascinerà in alto i prezzi di tutti i beni di consumo

Anche nel nostro cantone la maggior parte delle merci è distribuita su gomma - L’Associazione svizzera dei trasportatori stradali ha scritto ieri alla consigliera federale Karin Keller-Sutter chiedendo «crediti d’imposta e uno sgravio temporaneo in materia di tasse e tariffe»
Le colonnine con i prezzi dei carburanti stanno diventando un incubo per gli automobilisti. ©Gabriele Putzu
Dario Campione
19.09.2026 06:00

Gli automobilisti infuriati per il caro-benzina non fanno quasi più notizia. I rincari sono costanti, e ogni giorno gli occhi di chi guida si sollevano ansiosi - in corrispondenza dei distributori - verso le colonnine dei prezzi che snocciolano inesorabilmente cattive nuove. Ma c’è un altro tema che merita interesse e andrebbe affrontato con uguale attenzione: l’inevitabile aumento del «costo dei beni di largo consumo che viaggiano su gomma».

A dirlo è Carmine Garzia, professore ordinario di Imprenditorialità e strategia d’impresa alla SUPSI. «È la questione più seria - sottolinea Garzia al Corriere del Ticino - anche nel nostro cantone, la maggior parte delle merci è distribuita con i camion. I maggiori costi dei carburanti influenzano la redditività delle imprese di logistica e finiranno per essere pagati dagli utenti finali». Vale a dire, i consumatori. Ciascuno di noi.

Per le aziende di autotrasporto, rinunciare a una parte dei profitti è difficile, se non impossibile, visti anche i margini sempre più ridotti. Inevitabilmente, tutto aumenterà.

«Pensiamo alle consegne a domicilio della merce acquistata online - dice ancora Garzia - alla distribuzione dei prodotti freschi o delle materie prime: sarà giocoforza adeguare i prezzi».

La lettera dell’ASTAG

Proprio ieri, l’Associazione svizzera dei trasportatori stradali (ASTAG) ha inviato una lettera urgente alla consigliera federale Karin Keller-Sutter esortando il governo a valutare rapidamente misure di sostegno concrete al settore.

«L’attuale andamento dei prezzi comporta un notevole aumento dei costi per le imprese - scrive l’ASTAG alla responsabile del DFF - costi aggiuntivi che non possono essere trasferiti sui contratti esistenti. La situazione sta diventando sempre più difficile, soprattutto per le piccole e medie imprese di trasporto con margini ridotti. Non intendiamo chiedere sovvenzioni per il settore ma servono rapidamente misure concrete».

L’ASTAG chiede quindi di «effettuare prima possibile un esame per individuare manovre di sostegno limitate nel tempo e proporzionate. Tra queste, in particolare, l’adeguamento straordinario» del cosiddetto indice KBOB sui costi del trasporto, fermo al 1. dicembre 2024, «crediti d’imposta sui costi del carburante e uno sgravio temporaneo in materia di tasse e tariffe».

Numerosi Stati europei «hanno già adottato misure per alleggerire il settore dei trasporti alla luce dell’andamento straordinario dei prezzi del carburante - conclude l’ASTAG nella sua lettera - è quindi importante che anche in Svizzera siano rapidamente valutate le possibilità di intervento esistenti».

Le imprese ticinesi

In Ticino, conferma al CdT Andrea Perissinotto, direttore operativo della Franzosini SA, tra le maggiori imprese di logistica della Svizzera italiana, «quasi tutto si muove su gomma: dal materiale per l’edilizia agli arredamenti, dalle confezioni ai prodotti alimentari, ai farmaci». Le ricadute dell’aumento dei prezzi del carburante sui consumatori saranno inevitabili.

Perissinotto parla di «situazione pesante. Il rincaro è molto elevato e siamo ormai in una situazione nella quale non possiamo più evitare l’adeguamento dei prezzi. A lungo abbiamo mediato con i nostri clienti e partner commerciali, ma la congiuntura è ormai insostenibile. Peraltro, nessuno è in grado di capire quali potranno essere gli sviluppi immediati o a medio termine, motivo per cui agire è diventato indispensabile».

Angelo Betto, presidente di Spedlogswiss Ticino e CEO di Cippà Trasporti, azienda con uffici a Chiasso, Stabio e Brissago, auspica un «intervento che dovrà essere di necessità strutturale, non una tantum, soprattutto se la situazione geopolitica internazionale non dovesse sbloccarsi. Combattiamo con questa fluttuazione dei prezzi da molti mesi - dice Betto al CdT - e lo abbiamo fatto anche in passato; tuttavia, oggi siamo di fronte a qualcosa di più dirompente, data la totale incertezza sul futuro prossimo».

Allo stato attuale, sostiene ancora Betto, «non siamo più in grado di assorbire le fluttuazioni del mercato». Fortunatamente, «la consapevolezza della gravità della situazione è diffusa, non soltanto tra le aziende ma anche nella pubblica opinione. Far capire il rincaro legato al costo del carburante non è mai banale, ma tutti si rendono conto di che cosa stia accadendo».

Secondo le tabelle ufficiali pubblicate sul sito dell’ASTAG, il prezzo del gasolio per autotrazione è aumentato in Svizzera, dall’inizio dell’anno, del 31%. Un litro di carburante costava in media, nella prima settimana del 2026, 1,77 franchi. Adesso si attesta a 2,32 franchi. La media annuale era scesa da 1,91 franchi del 2024 a 1,79 franchi nel 2025. Nei primi 9 mesi del 2026 ha già superato i 2 franchi (per l’esattezza 2,01).

Consumatori e trasporti

Antonella Crüzer, segretaria generale dell’Associazione consumatrici e consumatori della Svizzera italiana (ACSI), torna sulla questione del costo della mobilità. Mettendo in evidenza come l’aumento dei prezzi dei carburanti abbia in ogni caso un impatto diretto sui cittadini. «Il trasporto pubblico, in questo momento, dovrebbe essere più competitivo perché usare la propria auto è sempre più oneroso - dice Crüzer al CdT - il punto, almeno in Ticino, è che il trasporto pubblico costa troppo, non è alla portata di tutti». Se è vero che «il Ticino non è un territorio facile da percorrere, soprattutto per chi abita fuori dai centri urbani - dice ancora la segretaria generale dell’ACSI - è altrettanto vero che l’offerta di trasporto pubblico non è sfruttata a pieno. È adesso che bisognerebbe fare promozioni, raccogliere i consumatori che non hanno mai provato a cambiare abitudini integrando la mobilità sostenibile. Le aziende di trasporto pubblico guadagnerebbero clienti finora rimasti soltanto potenziali».

Crüzer rilancia l’idea di «garantire abbonamenti a 600 franchi l’anno per tutti i giovani sotto i 18 anni» e di lavorare su «abbonamenti realmente vantaggiosi per gli adulti, con un prezzo fisso. Le offerte attuali sono insostenibili per molte famiglie. E l’anno prossimo si annunciano ulteriori aumenti».