Il caso Balogun approda nel Parlamento UE: «La FIFA indaghi sul processo decisionale»

La vicenda dell'attaccante statunitense Folarin Balogun - squalificato e poi riammesso in campo nell'ottavo di finale contro il Belgio - sbarca nelle istituzioni europee. Un gruppo di eurodeputati ha infatti avviato un'iniziativa per chiedere un'indagine sul ruolo del presidente della Fifa, Gianni Infatino, e verificare se sulla decisione abbiano pesato pressioni provenienti dall'amministrazione americana.
Il caso
Balogun, ricordiamo, è stato espulso negli ottavi di finale vinti dagli Stati Uniti per 2-0 contro la Bosnia-Erzegovina, ma la Fifa ha successivamente sospeso l’efficacia della squalifica, consentendogli di scendere in campo nei quarti di finale contro il Belgio, poi persi 1-4. La decisione ha suscitato forti polemiche, soprattutto dopo le notizie di una telefonata tra il presidente statunitense Donald Trump e il presidente della Fifa Gianni Infantino, nel corso della quale Trump ha chiesto di riesaminare il provvedimento disciplinare. «I cartellini rossi non vengono annullati da telefonate politiche. Vengono annullati da regole, prove e organismi indipendenti», aveva affermato l'ex presidente della FIFA Joseph Blatter, ponendo una domanda sul futuro dell'organizzazione del calcio internazionale: «Quo vadis Fifa?». Anche la UEFA ha condannato l'accaduto, parlando di una decisione «senza precedenti, incomprensibile e ingiustificabile». «Il calcio, come qualsiasi altro sport, si basa su delle regole, che costituiscono il fondamento di una competizione equa, onesta e trasparente. A volte le regole sono soggette a interpretazione. In questo caso, però, non è così», ha scritto l’organismo europeo.
La richiesta di indagare sulla FIFA
Ora un gruppo di eurodeputati chiede di fare chiarezza. Il testo - promosso da Barry Andrews (Renew, Irlanda), Lara Wolters (S&D, Paesi Bassi) e Niels Fuglsang (S&D, Danimarca) - chiede ai colleghi di sottoscrivere una missiva indirizzata alle 27 federazioni calcistiche dell'Unione europea, sollecitandole ad attivarsi formalmente nei confronti della FIFA. In particolare gli eurodeputati chiedono di sollecitare «un'indagine per accertare se il presidente della Fifa, Gianni Infatino, sia stato coinvolto nella decisione di sospendere la squalifica automatica di una partita inflitta in seguito al cartellino rosso mostrato a Balogun e se eventuali pressioni dell'amministrazione statunitense abbiano avuto un ruolo nella decisione». Secondo i firmatari la scelta della FIFA non può restare senza chiarimenti. «Alla luce della decisione sopra richiamata adottata dalla Fifa domenica, riteniamo che sia giunto il momento per le federazioni calcistiche europee, tutte affiliate alla Fifa, di intervenire e chiedere che la Fifa indaghi sul processo decisionale».
Neutralità politica
La lettera richiama le norme sulla neutralità politica contenute negli statuti FIFA e nel codice etico: «FIFA rimane neutrale in materia di politica e religione», recita l’articolo 4(2), mentre l’articolo 15 impone agli ufficiali del calcio di «mantenere neutralità politica» prevedendo sanzioni severe per le violazioni. Per i promotori, le federazioni nazionali hanno quindi il dovere di vigilare sul rispetto delle regole all’interno dell’organizzazione: «Le federazioni affiliate hanno un ruolo importante da svolgere nel garantire che le regole siano rispettate e che coloro che le violano siano chiamati a risponderne. In questo senso, vi invitiamo ad aggiungere la vostra firma a questa lettera», conclude la missiva, visionata dall'agenzia Adnkronos. La lettera sta attualmente circolando in Parlamento per ottenere nuove sottoscrizioni e la raccolta firme resterà aperta fino a mercoledì 8 luglio, alle ore 18.
Scegli il miglior giocatore di ogni partita e vinci fantastici premi ogni giorno. Partecipa ora al gioco dei mondiali del Corriere del Ticino!
