Elezioni

Il centrosinistra verso la vittoria in Svezia, arretra l'ultradestra

Secondo i primi exit poll diffusi dalla tv pubblica Svt la coalizione guidata da Magdalena Andersson è in testa sugli avversari di centrodestra guidati dal premier uscente Ulf Kristersson
© ANDERS WIKLUND
Ats
13.09.2026 22:40

Il centrosinistra europeo potrebbe ripartire dalla Svezia dopo una serie di elezioni disastrose in tutto il continente. Secondo i primi exit poll diffusi dalla tv pubblica Svt la coalizione guidata da Magdalena Andersson è in testa sugli avversari di centrodestra guidati dal premier uscente Ulf Kristersson. Ma, soprattutto, a fare notizia è il mezzo flop al quale pare andare incontro l'ultradestra di Jimmie Akesson, considerato dai sondaggi degli ultimi giorni come il possibile vero vincitore della tornata elettorale. La sua formazione, i Democratici Svedesi, secondo i primi dati si è fermata al 17,2%, registrando un salto all'indietro rispetto al 20,5 delle precedenti elezioni. Stando così le cose spetterà ad Andersson formare il governo avviando delle consultazioni che, comunque, saranno tutt'altro che agevoli per l'ex prima ministra nata ad Uppsala.

La coalizione di centrosinistra, formata da Socialdemocratici, Verdi, Centro e Sinistra, è in testa al 51,3%. Il centrodestra, formato da Moderati, Liberali e Democratici Svedesi (Sd), si è invece fermato al 46,8%. A nulla, quindi, potrebbe essere valso il buon risultato dei Moderati di Kristersson, che secondo i sondaggi rischiavano seriamente di essere sorpassati dall'ultradestra all'interno della coalizione. I due principali partiti, Socialdemocratici e Moderati, hanno comunque perso voti rispetto alle elezioni del 2022. I primi si sono attestati al 28,4% (-1,9%), i secondi al 18,1% (-1%). Un piccolo exploit lo hanno invece registrato i Verdi, con il 7,4% (+2,3% rispetto al 2022). Bene anche la Sinistra all'8%, (+1,2%) e il Centro, con il 7,5% (+0,8%). In attesa dei risultati ufficiali, il trend è stato confermato di fatto dai principali exit poll usciti alla chiusure delle urne.

Nel quartier generale dei Socialdemocratici a Stoccolma, l'applausometro ha raggiunto il suo livello più alto proprio quando sugli schermi è comparso il risultato dell'ultradestra di Akesson. I Democratici Svedesi hanno battuto in lungo e in largo il Paese, con i loro slogan anti-migranti ma provando al tempo stesso a tenere da parte le loro origini al limite del filo-nazismo per accaparrarsi i voti dell'elettorato moderato. In tanti, in Europa, si attendevano che l'onda nera partita con il trionfo di AfD in Sassonia-Anhalt facesse tappa anche a Stoccolma, mettendo a soqquadro decenni di politiche sociali e di accoglienza già fortemente minate dai 4 anni del governo Kristersson.

«È stata una campagna elettorale sporca, caratterizzata da molte menzogne. Purtroppo, è stata anche una campagna elettorale che è iniziata e si è conclusa con gli Sd che definivano i propri oppositori 'traditori della patria'», aveva accusato a urne ancora aperte Andersson, facendo particolare riferimento alle minacce subite nella notte di sabato dal sindaco socialdemocratico di Gotenborg Jonas Attenius. Alla fine, tuttavia, l'onda nera sembra essersi fermata nel più popoloso Paese della Scandinavia. Ad essere determinante, forse, è stata l'altissima affluenza, dalla flessibilità di poter votare in qualsiasi comune o ambasciata di Svezia nel mondo fino a 19 giorni prima del voto.

Nelle ultime ore, a muoversi contro il possibile ingresso nel governo dell'ultradestra, sono stati anche diversi Vip locali. Da Greta Thunberg alla cantante Zara Larsson, fino al compositore degli Abba, Benny Andersson si sono succeduti gli appelli a votare per il ritorno del centrosinistra - e delle politiche ambientali - al governo. Se i risultati fossero confermati, sarebbe la prima volta da quando nel 2010 sono entrati in Parlamento che i Democratici Svedesi indietreggiano. Kristersson, invece, vedrebbe franare il suo azzardo di aprire le porte dell'esecutivo all'ultradestra. «Per gli ext poll in Svezia vince il centrosinistra. Aprire all'estrema destra non funziona», è stato il commento dell'ex premier e commissario europeo Paolo Gentiloni.