Il cerchio si stringe, PLR, Centro e PS: «Così non basta»

Un passo doveroso, ma non sufficiente a ristabilire la credibilità delle istituzioni e la fiducia dei cittadini. Centro e PLR si affidano a un comunicato stampa congiunto che, di fatto, ricalca il tenore della presa di posizione del Partito socialista. Una presa di posizione altrettanto netta che non lascia margini d’interpretazione. Al di fuori della Lega, tutti i partiti di Governo chiedono la stessa cosa: un passo indietro di Claudio Zali. E non solo dalle competenze in materia di Giustizia e Polizia.
«Un atto dovuto»
«Il passo indietro di Zali, auspicato dal Consiglio di Stato, è il minimo sindacale. Così come lo è stato per Norman Gobbi, quando fu coinvolto nella nota vicenda che lo ha riguardato», commenta il co-coordinatore del PS Fabrizio Sirica. «Anche con tutto il garantismo del mondo, ritengo che si tratti di un atto dovuto».
Secondo Sirica, tuttavia, il Governo avrebbe dovuto compiere un ulteriore passo: «Finché tutte le zone d’ombra relative ai tre gravi casi che riguardano Claudio Zali non saranno chiarite agli occhi della cittadinanza, il PS ritiene che il ministro leghista non possa rappresentare il gremio governativo. Ci aspettiamo quindi – e riteniamo che la questione debba essere valutata in seno al Governo – una sua sostituzione alla presidenza del Consiglio di Stato. Una carica che Zali ricopre tuttora e che reputiamo inadeguato e inopportuno continui a ricoprire».
Non solo. «Il PS ritiene che Zali dovrebbe dimettersi». Sirica spiega: «Ha avuto la possibilità di farlo negli ultimi sei giorni, da quando il sottoscritto e altri due presidenti di partiti di Governo gli hanno inviato una lettera privata auspicando trasparenza, chiarezza e celerità. La sua scelta è stata inizialmente quella di non rispondere. Quando poi la questione è diventata pubblica – non certo per volontà del sottoscritto e degli altri due presidenti – la sua reazione è stata quella di vittimizzarsi e di querelare».
Una questione di fiducia
Le vicende che coinvolgono il Consigliere di Stato Zali sono molteplici e riguardano aspetti di particolare rilevanza per l’esercizio della sua funzione, premettono Centro e PLR. «In particolare, restano aperti gli accertamenti sul caso del giovane della Farera, oggetto di verifiche da parte della Magistratura e dell’alta vigilanza del Gran Consiglio, così come le questioni legate ai file audio, sui quali lo stesso Consigliere di Stato ha annunciato di voler fornire chiarimenti nei prossimi giorni».
In questo contesto, PLR e Centro ritengono che non sussistano più i presupposti per l’esercizio sereno ed efficace della funzione di membro del Consiglio di Stato. «Per tutelare l’onorabilità della carica, preservare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e dimostrare il necessario senso di responsabilità verso lo Stato, chiediamo pertanto che Claudio Zali venga immediatamente sospeso, in via cautelativa, dall’esercizio di tutte le funzioni di Consigliere di Stato».
La nota congiunta precisa poi che «la sospensione deve riguardare la presidenza del Consiglio di Stato, la direzione del Dipartimento, l’esercizio delle competenze governative, la partecipazione alle decisioni collegiali e le funzioni di rappresentanza istituzionale».
Secondo Centro e PLR, questa misura dovrà restare in vigore fino a quando la magistratura avrà appurato in modo completo i fatti e le eventuali responsabilità. «Non si tratta di anticipare un giudizio penale né di disconoscere la presunzione d’innocenza. Si tratta di assumere una decisione cautelativa indispensabile per proteggere l’onorabilità, la credibilità e il corretto funzionamento delle istituzioni cantonali».
Come sottolineano nella nota, la responsabilità politica e istituzionale non coincide infatti con quella penale. «Chi esercita una funzione governativa deve poter garantire, anche durante lo svolgimento degli accertamenti, che il proprio ruolo non comprometta la fiducia dei cittadini, il lavoro dell’amministrazione e l’autorevolezza dello Stato».
La conclusione, come già per il PS, è perentoria: qualora i fatti emersi dovessero essere confermati, «non potrebbe esservi altra conseguenza politica e istituzionale che le dimissioni di Zali dal Consiglio di Stato».
La Lega, valutazioni in corso
E intanto, da noi contattato, il coordinatore della Lega, Daniele Piccaluga, ha dichiarato che «valutazioni sono in corso». Il Movimento prenderà posizione nei prossimi giorni».
