«Il consenso ad Alternative für Deutschland è cresciuto nella desertificazione industriale dell'ex Germania Est»

Giornalista e saggista, direttrice di MicroMega, Cinzia Sciuto ha insegnato Filosofia politica al Mediacampus di Francoforte sul Meno - città in cui vive - ed è direttrice scientifica delle Giornate della laicità di Reggio Emilia. Il prossimo 13 ottobre uscirà per Feltrinelli il suo ultimo lavoro: Diritto o barbarie. Contro la legge del più forte.
«Le elezioni di domenica sono state in Sassonia-Anhalt, questo è il dato da cui partire - dice Sciuto al Corriere del Ticino - Sarebbe quindi sbagliato proiettare sull’intera Germania, o addirittura sull’intera Europa, un risultato elettorale che sicuramente è significativo e preoccupante, ma che comunque va letto nella cornice giusta: il voto in un Land, e anche abbastanza piccolo, della Germania dell’Est. Fatta questa premessa, ribadisco che si tratta di un risultato molto preoccupante, per vari motivi. Innanzitutto, perché c’è stata un’affluenza molto alta nella quale l’AFD ha pescato moltissimo: dai flussi elettorali si evince che molti dei voti che hanno fatto fare all’AFD il salto dal 20,8% del 2021 al 43,8% di adesso giungono proprio dall’astensionismo. Significa che l’AFD è riuscita a mobilitare settori di elettorato non politicizzato e non attivo, ma evidentemente deluso dalle politiche degli altri partiti. Questo è molto importante: da un lato, significa che c’è volontà di partecipare da parte dei cittadini; dall’altro, anche che c’è, ahimè, una larga parte di elettori disposta a votare un partito che, in Sassonia-Anhalt, è stato già dichiarato estremista di destra. Io non penso che tutti coloro che hanno votato l’AFD in Sassonia-Anhalt siano neonazisti, sono però evidentemente persone che non si fanno scrupolo di votare un partito dichiarato tale».
La domanda è inevitabile: perché lo fanno? Per la crisi economica, per l’insoddisfazione verso i vecchi partiti o per qualcos’altro? «Io penso che ci siano sempre ragioni strutturali in questi voti - dice Sciuto - La Sassonia-Anhalt è un Land che ha sofferto moltissimo, negli ultimi decenni, la progressiva deindustrializzazione dell’ex Germania Est; ha subìto l’unificazione quasi fosse una sorta di annessione che, soprattutto nel lungo periodo, non ha mantenuto le promesse di benessere inizialmente annunciate. Un Land che si è ritrovato in mezzo a una progressiva desertificazione industriale in cui i lavoratori migranti sono facilmente diventati il capro espiatorio utilizzato dall’estrema destra. Un racconto, quello dell’estrema destra, che ha funzionato perché semplifica realtà invece complesse. Dall’altro lato non si vedono alternative serie e concrete. La CDU, ad esempio, sta facendo sostanzialmente le stesse politiche dell’AFD, semplicemente un po’ edulcorate, e non è certamente questa la migliore strategia per battere l’estrema destra».
Rimane da capire se questo voto possa trascinare a destra non solo il resto della Germania, ma anche l’Europa. «Non faccio previsioni - dice ancora Cinzia Sciuto - Proiettare i risultati di un luogo in altri è sempre molto scivoloso. Non è detto che il voto di domenica debba rappresentare un traino per altre realtà e neanche per la stessa Germania. Tra l’altro, si potrebbe anche innescare un meccanismo di orgoglio democratico ed europeista, e quindi potrebbero anche mobilitarsi settori dell’elettorato un po’ assopiti negli ultimi anni allarmati dal pericolo che l’AFD rappresenta. Nessuna previsione, quindi. Osservo, tuttavia, che è preoccupante, a 80 anni dalla Seconda guerra mondiale, ritrovarsi a dover fare i conti con realtà politiche che portano nel nostro dibattito politico - e mi riferisco non soltanto all’AFD in Germania, ma anche a Roberto Vannacci in Italia - parole d’ordine che avremmo preferito non sentire più. A cominciare da “remigrazione”».
