Partecipazione

Il Consiglio dei giovani: «Palestra di democrazia»

L’organizzazione giovanile si prepara alla terza giornata cantonale e al confronto con il Consiglio di Stato - «Parecchie prese di posizione del Governo non convincono perché generiche, lacunose e prive di spunti operativi concreti»
Asia Della Bruna
16.10.2026 06:00

Dare voce ai giovani, ma soprattutto fare in modo che quella voce venga ascoltata.È con questo duplice obiettivo che opera il Consiglio cantonale dei giovani (CCG), chiamato ogni anno a portare davanti alle istituzioni ticinesi proposte, richieste e priorità di chi ha tra i 14 e i 25 anni. Un canale di partecipazione riconosciuto dal Cantone e rafforzato, da quest’anno, dalla nuova legislazione cantonale sulla gioventù, che affianca alla possibilità di avanzare proposte una funzione consultiva. Il percorso del CCG si articola in tre giornate. Nella prima i giovani approfondiscono i temi e formulano le proposte, nella seconda le discutono e le votano, per poi sottoporle al Consiglio di Stato. Oggi è la volta della terza, dedicata al confronto con le autorità cantonali sulle risposte ricevute dal Governo. (l’incontro sarà trasmesso in diretta streaming dalle 14 alle 17 sul canale YouTube Consiglio cantonale dei giovani – CCG).Un’occasione per discutere le richieste approvate a maggio, ma anche per interrogarsi sullo spazio che i giovani riescono a occupare nelle istituzioni.

A tracciare un primo bilancio, sintetizzando le posizioni emerse tra i giovani, sono Anna Uccelli, segretaria del CCG, e Chino Sonzogni, rappresentante dell’associazione La gioventù dibatte, che ne assicura il supporto organizzativo. Alcune risposte del Consiglio di Stato sono state accolte favorevolmente, tra cui quelle sulla digitalizzazione della burocrazia scolastica e sulla creazione di assemblee giovanili nei distretti. Altre, invece, lasciano perplessi. «Parecchie prese di posizione del Governo, pur manifestando apertura per le proposte dei giovani, non convincono perché generiche, lacunose e prive di spunti operativi concreti», osservano i due interlocutori.

Diversi i temi sui quali si attendono ulteriori chiarimenti: dall’educazione affettiva e sessuale alla salute mentale nelle scuole, dalla maturità bilingue al potenziamento dell’insegnamento della civica, fino alla rinaturalizzazione urbana e alla creazione di spazi culturali e di aggregazione per i giovani.

Su questi temi, quella di oggi sarà l’occasione per chiedere chiarimenti e individuare possibili sviluppi. «Il CCG, in particolare il Comitato con il quale siamo in costante contatto, affronterà l’incontro con le autorità cantonali con spirito aperto e costruttivo», spiegano, «confidando nel colloquio diretto per trovare delle soluzioni concrete ai problemi sollevati e alle proposte inoltrate».

Dialogo con il Parlamento

Tra le proposte di quest’anno figura anche la richiesta di un confronto diretto con il Parlamento, dopo che in passato alcune richieste dei giovani erano state respinte perché estranee alle competenze del Consiglio di Stato. Un problema che si ripresenta anche quest’anno, ma con una positiva novità. «La presidente del Legislativo cantonale Daria Lepori ha già preso contatto con noi, confermandoci la presenza all’Assemblea» di oggi, spiegano Uccelli e Sonzogni. In quell’occasione parlerà direttamente ai giovani «per trovare tempi e modalità di comunicazione regolari e soddisfacenti».

Ma quanto riescono davvero le proposte del CCG a incidere sulle decisioni politiche? Al di là del riconoscimento istituzionale, resta la distanza tra le aspettative dei giovani e i tempi della politica. «È risaputo che i giovani vorrebbero tutto e subito», osservano Uccelli e Sonzogni. «Per loro una proposta dovrebbe essere realizzata subito, ma si sa che i tempi della politica sono lunghi e comportano lavoro costante e pazienza per conseguire gli obiettivi».

Non mancano, tuttavia, risultati concreti. «Tra gli esempi di proposte dei giovani diventate realtà ci sono la Carta dello studente IoStudio, ma pure le agevolazioni alla fruizione della cultura con l’abbonamento AG Cultura, come pure le tariffe meno care per il trasporto pubblico». Traguardi che, precisano, mostrano come «la voce dei giovani, unita a quella di altri, ha contribuito a raggiungere risultati tangibili».

La scuola della politica

Il CCG offre ai giovani l’occasione di conoscere dall’interno i meccanismi della politica cantonale. Quanto spazio trova, però, l’attualità nelle loro discussioni? Finora, spiegano Uccelli e Sonzogni, il Comitato si è concentrato sulle proposte e sulle questioni organizzative. Un’esperienza che resta, nelle loro parole, una palestra di democrazia: «Avere la possibilità di confrontarsi, discutere e formulare proposte concrete permette ai giovani di comprendere meglio il funzionamento delle istituzioni e di sviluppare un rapporto con la politica che non sia basato unicamente su ciò che emerge dal dibattito pubblico o dai casi di cronaca». Un’occasione importante, insomma, per comprendere che «la politica non riguarda soltanto chi ricopre una carica istituzionale, ma anche i giovani e le loro idee per il futuro del Cantone».