Il Consiglio federale ha definito le priorità, «Trasporti 45» va in consultazione

Il Consiglio federale ha definito oggi gli interventi di potenziamento della rete ferroviaria e di quella stradale previsti nei prossimi vent'anni. Le misure corrispondono sostanzialmente a quelle annunciate lo scorso gennaio.
Il pacchetto, denominato «Trasporti 45» e posto oggi in consultazione fino al 9 ottobre, punta a rispondere alle future esigenze di mobilità attraverso un rafforzamento coordinato delle infrastrutture ferroviarie e stradali, spiega il governo in una nota. Le priorità sono state stabilite sulla base della nota perizia del Politecnico federale di Zurigo (ETH) e delle valutazioni degli uffici competenti.
Ferrovia
Tra gli interventi a breve termine confermati oggi figurano gli investimenti nell'area di Renens (VD), che dal 2030 consentiranno di migliorare i collegamenti tra Bienne (BE) e Losanna/Ginevra. Sono inoltre previsti lavori per introdurre la cadenza quartoraria tra Berna e Zurigo e quella semioraria tra Berna e Lucerna e tra Basilea e Zurigo. Sul fronte del traffico regionale, in Ticino saranno aumentate le frequenze tra Bellinzona e Locarno.
Il dossier inviato in consultazione comprende anche gli interventi la cui realizzazione sarà decisa in modo vincolante dal Parlamento con il messaggio 2027. Il loro costo complessivo supera i 13 miliardi di franchi.
L'opera più onerosa è la prima tappa della stazione di transito di Lucerna (3 miliardi di franchi), seguita dalla galleria di base II dello Zimmerberg e dall'ampliamento della stazione di Ginevra Cornavin (1,8 miliardi ciascuno). Superano il miliardo di franchi anche il quarto binario della stazione di Zurigo-Stadelhofen (1,7 miliardi) e la nuova linea Neuchâtel–La Chaux-de-Fonds (1,6 miliardi). Figurano inoltre la galleria del Grimsel e diversi interventi di minore entità, tra cui la galleria di Fideris (GR) e un punto d'incrocio a Li Foppi (GR).
Nessun intervento è previsto in Ticino, ma la deputazione ticinese alle camere federali, come spiegato due giorni fa dal suo presidente Bruno Storni (PS/TI) si adopererà per includere cinque progetti per complessivi 450 milioni.
Si tratta del raddoppio dei ponti sulla Verzasca e sul Ticino (attualmente a binario unico lungo la linea Locarno–Bellinzona, con l'obiettivo di permettere la circolazione di treni InterCity diretti a Zurigo) e del potenziamento delle stazioni di Bellinzona, Lugano e Mendrisio.
Il Consiglio federale ha inoltre delineato gli interventi che potrebbero confluire nel successivo messaggio, previsto nel 2031. Si tratta del potenziamento della linea Losanna–Ginevra (tra Morges e Perroy), della seconda fase della stazione sotterranea di Lucerna e di un nuovo passante ferroviario a Basilea. Quest'ultimo dovrà però essere ripensato, poiché il progetto originario non è realizzabile né in tempi ragionevoli né a costi sostenibili.
Il programma prevede infine lo stralcio di 68 interventi di ampliamento di piccola e media entità, per un valore complessivo di circa 2,5 miliardi di franchi, già approvati dal Parlamento. Nessuno riguarda il Ticino.
Strade nazionali
Per quanto riguarda la rete autostradale, il decreto federale che sarà sottoposto al Parlamento il prossimo anno comprenderà due interventi sull'A1: l'ampliamento a sei corsie tra Aarau Est e la diramazione di Birrfeld, nel canton Argovia (570 milioni di franchi), e quello tra Perly e Bernex, nel canton Ginevra (1 miliardo).
Non saranno invece portati avanti 31 interventi, per un valore complessivo di circa 16 miliardi di franchi, finora inseriti nel Programma di sviluppo strategico delle strade nazionali. Tra questi figurano anche alcuni progetti respinti in votazione popolare nel 2023.
Nell'orizzonte realizzativo 2045 trovano invece posto otto interventi, tra cui il Rheintunnel di Basilea, anch'esso bocciato alle urne nel 2023.
È previsto inoltre l'ampliamento dell'A2 tra Lugano e Mendrisio, che potrebbe tuttavia cedere la priorità al collegamento A2-A13 tra Bellinzona e Locarno, a seconda dell'esito della futura consultazione.
Agglomerati
«Trasporti 45» prevede anche lo stanziamento di 1,68 miliardi di franchi per cofinanziare numerosi interventi in 40 agglomerati. Tra questi rientra anche un credito destinato alla costruzione della galleria Moscia-Acapulco, sull'asse Locarno–Brissago.
Nel Programma Traffico d'agglomerato di quinta generazione figurano inoltre le misure inserite nel cosiddetto «orizzonte B», non ancora sufficientemente mature per essere realizzate a partire dal 2028. Il loro costo complessivo è stimato in circa 4,7 miliardi di franchi e si presume che la maggior parte sarà proposta per il cofinanziamento nella sesta generazione del programma. Tra gli interventi figurano l'Agglobus Lugano Centro-Pian Scairolo e la rete ciclopedonale Brissago-Ronco-Ascona.
Finanziamenti
Per finanziare il potenziamento della rete ferroviaria, il Consiglio federale propone di prorogare oltre il 2030 il supplemento IVA dell'uno per mille destinato al Fondo per l'infrastruttura ferroviaria (FIF). La misura dovrebbe generare circa 8 miliardi di franchi di entrate supplementari entro il 2045.
Il finanziamento delle strade nazionali e del programma Traffico d'agglomerato sarà invece garantito dal Fondo per le strade nazionali e il traffico d'agglomerato (FOSTRA). Per la pianificazione, il Consiglio federale parte inoltre dal presupposto che la tassa sui veicoli elettrici entrerà in vigore come previsto nel 2030.
ATA: «Il Consiglio federale vuole consolidare una politica dei trasporti ormai superata»
L’ATA Associazione traffico e ambiente giudica in modo critico il progetto «Trasporti ’45» sottoposto a consultazione. «Malgrado il Consiglio federale annunci uno sviluppo coordinato di strade, ferrovia e traffico negli agglomerati, il progetto devolverà ancora una volta miliardi a progetti autostradali, invece di puntare con coerenza su modalità di trasporto che risparmiano spazio, rispettano il clima e in grado di ottenere il consenso della maggioranza».
Per l'Associazione «è particolarmente sconcertante il fatto che il Consiglio federale continui a perseguire questa linea in materia di politica dei trasporti e ciò nonostante questo orientamento sia stato chiaramente bocciato nel novembre 2024, con il «no» scaturito dalle urne, quando si è trattato di decidere sull’ampliamento delle capacità autostradali».
«Chi si limita a rispolverare e a riproporre progetti autostradali respinti o controversi, non solo ignora il segnale politico lanciato dalla popolazione, ma aggrava anche i problemi riguardanti la protezione del clima, il fabbisogno di suolo, la tutela del paesaggio e la qualità della vita», afferma il vicepresidente dell’ATA Thomas Ruckstuhl.
L’ATA chiede «che i fondi a disposizione vengano investiti dando la priorità ai trasporti pubblici, alla mobilità pedonale e ciclabile, nonché per la manutenzione e un uso più efficiente delle infrastrutture esistenti. Una politica dei trasporti orientata al futuro deve garantire una mobilità con meno traffico, non con nuove strade e un impatto ancora maggiore sulle persone e l’ambiente».