Berna

Il Consiglio nazionale in breve

Le decisioni prese nel corso della seduta odierna hanno riguardato diversi temi, tra cui Brexit e concorrenza sleale
©CDT/TatianaScolari
Ats
08.03.2022 14:52

Nel corso della seduta odierna, il Consiglio nazionale ha preso delle decisioni sui seguenti temi.

Brexit
Ha deciso, imitando quanto fatto dagli Stati lo scorso dicembre, di prorogare l'Accordo sulla mobilità dei servizi tra la Svizzera e il Regno Unito. L'intesa garantisce l'accesso agevolato ai rispettivi mercati, ad esempio per informatici o ingegneri, dopo la fine della libera circolazione con Londra dovuta alla Brexit.

Lavoratori distaccati
Ha stabilito che i lavoratori distaccati dovrebbero in futuro sottostare al salario minimo stabilito da quei Cantoni che lo applicano come chiede un progetto governativo elaborato sulla base di una mozione dell'ex "senatore" Fabio Abate (PLR/TI). La revisione della legge sui lavoratori distaccati vincola in particolare i datori di lavoro stranieri al rispetto di possibili salari minimi cantonali. Il dossier, tuttavia, è ancora in bilico: dovrà infatti ancora essere sottoposto all'attenzione del Consiglio degli Stati che potrebbe anche non entrare nel merito, come accaduto nel settembre 2021. Qualora dovesse ribadire quella decisione, l'intera legge verrebbe archiviata.

Concorrenza sleale 
Ha deciso che gli hotel devono poter offrire tariffe più basse sui loro siti rispetto a quelle proposte dalle grandi piattaforme online. Questo dossier, che presuppone una modifica alla legge contro la concorrenza sleale, va agli Stati.

Cina, reciprocità e investimenti
Ha stabilito, adottando una mozione in tal senso, che le aziende svizzere dovrebbero poter acquisire società cinesi senza restrizioni. Il testo, già adottato dagli Stati, introduce il "principio di reciprocità". In cambio delle opportunità di investimento offerte alla Cina in Svizzera, le aziende elvetiche dovrebbero essere in grado di acquisire azioni in quelle cinesi senza restrizioni o addirittura prenderne il controllo.

Scuola francese di Berna
Ha approvato con 165 voti a 23 una revisione della legge sul sovvenzionamento della scuola cantonale francese di Berna che dovrebbe consentire alla Confederazione di sostenere tale istituto con circa 1,3 milioni di franchi all'anno. Il dossier va al Consiglio degli Stati.

Aziende
Ha approvato, dopo il Consiglio degli Stati, due mozioni per evitare distorsioni della concorrenza tra imprese pubbliche e private.

Occupazione
Ha trasmesso con 118 voti a 57 un postulato di Sophie Michaud Gigon (Verdi/VD) e Cédric Wermuth (PS/AG) che chiede di esaminare come compensare la mancanza di lavoratori qualificati in certi settori aiutando le persone, mediante la concessione di mezzi finanziari appropriati, che desiderano riqualificarsi.

Svizzera-UE
Ha respinto con 141 voti a 50 una mozione dell'UDC che chiedeva che un eventuale accordo sulla partecipazione della Svizzera al programma Horizon Europe non fosse collegato all'accordo sulla libera circolazione delle persone mediante una clausola ghigliottina.

Ha adottato con 112 voti a 69 un postulato di Roland Fischer (Verdi liberali/LU) che incarica il Consiglio federale di studiare l'opzione dell'adesione della Svizzera allo Spazio economico europeo (SEE).

Formazione
Ha accolto una mozione di Matthias Aebischer (PS/BE) che chiede al governo di riqualificare i diplomi di formazione professionale superiore attribuiti in Svizzera utilizzando, per esempio, denominazioni "professional bachelor" o "professional master". Ciò dovrebbe mettere fine agli svantaggi dei giovani svizzeri nei confronti dei coetanei europei. Stando al consigliere nazionale bernese, dal 2020 in Germania i titoli della formazione professionale sono contrassegnati da tali diciture. La proposta, presentata dal ministero dell'istruzione tedesco, è stata motivata con la necessità di garantire l'equivalenza tra la formazione professionale superiore e gli studi universitari. Per i professionisti svizzeri, secondo Aebischer, questa decisione potrebbe avere conseguenze molto pesanti. Poiché infatti nel nostro Paese questi titoli non esistono, si riducono le chance di trovare un impiego sia qui che all'estero. Nel mercato del lavoro sono sempre più richieste figure professionali in possesso di un diploma bachelor o master, diploma che in molti casi permette anche di ottenere uno stipendio più alto.

Commercio internazionale
Ha approvato un postulato di Hans-Peter Portmann (PLR/ZH) per 86 voti a 62 che chiede al governo di studiare divieti alle esportazioni per tutelare gli interessi svizzeri. Portmann ha citato l'esempio delle forniture mediche nel contesto della crisi del coronavirus.