Il caso

Il DFAE deve riesaminare il rimpatrio di un combattente svizzero dell'ISIS

L'uomo, detenuto in Iraq, rischia la pena di morte
Ats
02.04.2026 12:09

Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) deve riesaminare la domanda di rimpatrio di un combattente svizzero dello Stato islamico (ISIS) detenuto in Iraq. Lo ha deciso il Tribunale amministrativo federale (TAF). L'uomo rischia la pena di morte.

Il romando si è recato in Siria nel 2015 per unirsi al gruppo terroristico ISIS. A metà 2019 è stato incarcerato dalle Forze democratiche siriane, un'alleanza militare diretta da unità curde nel nord e nell'est della Siria.

La Direzione consolare del DFAE ha respinto nel settembre 2025 una domanda di rimpatrio dell'interessato, viene spiegato nella sentenza del TAF pubblicata oggi.

Siccome si suppone che l'uomo nel frattempo sia stato trasferito nella prigione centrale di Al-Karkh a Baghdad (Iraq), la domanda deve essere riesaminata. In Iraq in effetti i combattenti dell'Isis rischiano la pena di morte.