Il caso

Il «dottor ChatGPT» sta diventando realtà

Il colosso dell’intelligenza artificiale OpenAI ha lanciato negli Stati Uniti la prima versione interamente dedicata alla salute e alle informazioni in campo medico – Ogni settimana 230 milioni di persone si rivolgono al chatbot per questioni sanitarie, ma i problemi non mancano
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Irene Solari
27.07.2026 10:30

Ormai sarà capitato quasi a tutti: cercare informazioni in campo medico affidandosi all’intelligenza artificiale e, nello specifico, a ChatGPT. Ma questa volta OpenAI (il colosso tech che ha dato vita al celeberrimo chatbot) ha fatto un ulteriore passo in avanti. «Il dottor ChatGPT», da modo di dire scherzoso, si sta trasformando sempre di più in realtà: la società fondata da Sam Altman ha infatti appena avviato negli Stati Uniti la distribuzione di una nuova versione del suo bot: «ChatGPT Health». Si tratta di una speciale piattaforma che promuove salute e benessere e che permetterà agli utenti (unicamente ai maggiorenni) di accedere ai propri dati medici raccolti da applicazioni di terze parti - come le app dedicate alla salute - ma anche alle cartelle cliniche e ai referti di laboratorio, integrando tutte queste informazioni nel chatbot. L’obiettivo è di aiutare gli utenti a capire e interpretare i propri parametri vitali e i risultati sanitari. Il tutto, viene precisato, nel rispetto della privacy e della tutela dei dati sensibili.

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«Meglio di un medico»

Un passo avanti deciso quello fatto da OpenAI. Tanto più se si considerano le parole di Ashley Alexander, vicepresidente dei prodotti sanitari del colosso, riportate da The Verge. La dirigente, senza fare troppi giri di parole, ha dichiarato che i modelli di OpenAI «sono ora in grado di ragionare a dei livelli superiori rispetto a quelli di un medico». Non solo. L'ambito sanitario è uno di quelli in cui il chatbot viene più spesso sollecitato. «Ogni settimana oltre 230 milioni di persone si rivolgono a ChatGPT con domande relative alla salute», ha fatto sapere la società di IA sul proprio sito web annunciando il lancio della versione Health. «Tuttavia, il contesto di queste domande è spesso frammentato. Ora ChatGPT, con il consenso dell’utente, può attingere alle informazioni pertinenti per confrontare un nuovo risultato con i test precedenti, riassumere i cambiamenti avvenuti dall’ultimo appuntamento o esplorare le relazioni tra sonno, attività e allenamenti collegati alla routine giornaliera». Il tutto per informare in modo esaustivo l’utente così che ponga domande migliori al bot e integrare il più possibile le informazioni disponibili per fornire le risposte migliori.

Qualcosa non ha funzionato

Al di là di nobili intenti e dichiarate capacità, il rapporto tra salute e intelligenza artificiale rimane ancora molto delicato. Solo qualche giorno fa in Florida – riporta l’ANSA – un utente di ChatGPT aveva fatto causa al colosso sostenendo che il bot avesse fornito «raccomandazioni mediche inesatte», inducendo l’uomo a rimandare le cure sanitarie per un’embolia polmonare. Una condizione, questa, di grave emergenza che comporta l’improvvisa mancanza di respiro e che necessita di un rapidissimo intervento del personale medico, oltre al ricovero in ospedale. Secondo il New York Times, le misure di sicurezza di ChatGPT che avrebbero dovuto scattare subito, invitando l’utente a consultare un medico al più presto, «non hanno funzionato in modo affidabile». Ma, del resto, lo specifica anche la stessa OpenAI sul portale dedicato a Health: «Vogliamo avere un ruolo più attivo nella vostra salute supportando, ma non rimpiazzando, le cure che potete ricevere dai professioni del ramo medico».

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